Principio
della semplificazione e del nemico unico
Adottare una sola
idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario
in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali
Principio
del metodo del contagio Riunire
diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
Principio
della trasposizione
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti,
rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non si possono negare
le cattive notizie, inventarne di nuove per distrarre
Principio
dell’esagerazione e del travisamento Trasformare
qualunque aneddoto, anche piccolo, che sia, in minaccia grave
Principio della volgarizzazione
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello
al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più
è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo
mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è
limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro
memoria
Principio della orchestrazione
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle
instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma
convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze”
Principio del continuo
rinnovamento
Emettere costantemente informazioni e argomenti
nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che,
quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad
altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la
possibilità di fermare il livello crescente delle accuse”
Principio della verosimiglianza
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i
cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie”
Principio del silenziamento
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti
e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario
Principio della
trasfusione Come
regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un
substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un
complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere
argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi
Principio dell’unanimità
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise
da tutti, creando una falsa impressione di unanimità
(1) Hitler
(2) Joseph Paul Goebbels, il genio nazista della comunicazione
Il 9 settembre 2019 la Camera dei Deputati avrebbe auto nell'ordine del giorno oltre alla discussione sulle linee generali della proposta di legge costituzionale S. 214-515-805-B - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: QUAGLIARIELLO; CALDEROLI e
PERILLI; PATUANELLI e ROMEO: Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della
Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari,
la discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
Ratifica
ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della
Convenzione del 29 luglio 1960 sullaresponsabilità civile nel campo
dell'energia nucleare, emendata dal
Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16
novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo
emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla
Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile
nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale
del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a
Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento
dell'ordinamento interno
Nel gioco di unire i puntini del piccolo paranoico possiamo trovare:
1) approvazione del TAV + alcuni piccoli accessori sulle manifestazioni 2) qualche infiltrazione mafiosa 3) UNA MONTAGNA MILITARIZZATA naturalmente ricca di URANIO in una regione che non si fa mancare nemmeno l'amianto
Il 16 settembre La Camera avrebbe avuto nell'ordine del giorno la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 52 e abbinata – Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.
L'iperico è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea nei campi incolti, nelle boscaglie e lungo i fossi praticamente su quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia la sua presenza è andata diminuendo grazie anche alle abitudini di raccolta.
L'iperico può essere coltivato e non necessita di particolari cure in quanto pianta rustica che ben si adatta a qualunque tipo di terreno. Predilige il sole e sopporta bene la siccità.
L'iperico ha fusti eretti alti da 20 ad 100 cm con foglie opposte e
sessili, che, guardate in controluce, appaiono come bucherellate, per la
presenza di piccole ghandole traslucide. Da qui i nomi volgari
"millebuchi" e "millepertuis". I fiori, raccolti in grappoli, hanno 5 petali gialli con piccoli puntini neri e, se strofinati fra le dita, tingono di rosso. La fioritura inizia intorno al 24 di giugno e dura circa un mese: questo oltre al nome volgare di "erba di San Giovanni", lo lega alle innumerevoli tradizioni e credenze di questo periodo.
IPERICO
L'iperico è una piata dalle mille virtù. Pianta legata alla luce e al solstizio d'estate l'iperico è chiamato anche "scacciadiavoli".
L'utilizzo come pianta medicinale risale agli antichi greci e se ne ha riscontro nel De Materia Medica di Dioscoride, importante trattato medico botanico del I sec d.C. Nel Medioevo veniva utilizzato dai cavalieri Templari per curare le ferite di guerra e migliorare l'umore dei soldati.. Presente nella farmacopea francese dal 1800, come per tanti altri rimedi fitoterapici, l'utilizzo dell'iperico si è andato via via perdendo col diffondersi della medicina moderna. Oggi l'iperico è fra le piante officinali più studiate e molti ne hanno riscoperto l'uso.
PROPRIETA'
L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione
con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a
partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad
arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti
chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:
- è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto). Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)
- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.
- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)
AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI
L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.
Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.
L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.
TISANA
In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.
OLIO DI IPERICO
OLIO DI IPERICO
L'olio di iperico è un oleolito ottenuto per macerazione in olio delle sommità fiorite. Come per tante altre cose vi basterà fare un giro in internet per trovarvi un'infinità di spiegazioni su come farlo e più cercherete e più vi capiterà di leggere tutto e il contrario di tutto.
Di seguito semplicemente la mia esperienza che intendo arricchire andando avanti con le sperimentazioni e i riscontri sull'efficacia o meno.
Quest'anno ho deciso di provare a fare 4 tipi diversi di oleolito partendo da 4 oli diversi: evo, di oliva normale, di semi e mix evo e oliva normale.. La preparazione di base però è stata sempre la stessa:
ho raccolto nel pomeriggio uno ad uno i fiori che mi servivano a riempire un barattolo in vetro.
La tradizione vuole che si raccolga l'iperico nella notte di San Giovanni, ma al di là di tutti i rituali, personalmente credo che non ci sia niente di più magico e rispettoso della natura che raccogliere solo quello che serve, non "saccheggiando" le piante che avranno così modo di continuare la fioritura anche dopo il nostro pasaggio, nutrire api ed altri insetti e produrre i semi che daranno vita a nuove piante.
I fiori dell'iperico sono riuniti a grappolo che fioriscono in successione per circa un mese a seconda delle condizioni climatiche. Ogni fiorellino raggiunge la massima apertura in un giorno, quasi seguendo il sole a cui è legato. Raccogliere i fiori perfettamente asciutti, nel momento di massima apertura ci eviterà di far irrancidire l'olio con parti non sane della pianta o eccessiva umidità. Madre natura ci sarà poi grata se, lasciando almeno qualche fiorellino aperto per ogni pianta, ce ne andremo senza lasciare la desolazione.
IPERICO - raccolta fiori sani e asciutti
IPERICO - riempire un barattolo in vetro
IPERICO - ricoprire di olio
Una volta riempito il barattolo, comprimendo leggermente i fiori senza schiacciarli, ho versato l'olio fino ad arrivare quasi al bordo. Ho appoggiato sopra il coperchio in modo che non si formasse condensa e preservandolo da insetti e impurità. Ho quindi riposto il barattolo su un davanzale alla luce ma non sotto il sole diretto. Questa scelta personale è stata dettata semplicemente dal fatto che ritengo che l'esposizione diretta, tanto più in un'estate calda come questa, avrebbe portato la temperatura dell'olio pari a quella di una frittura modificandolo non positivamente. I primi giorni sono stati i più delicati perchè occorre due volte al giorno rigirare assolutamente il contenuto per evitare che rimangano fiori fuori dall'olio rovinando il tutto. In mancanza di tempo consiglio l'utilizzo dei pressini in plastica.
l'utilizzo dei pressini impedisce l'affioramento dei fiori di iperico
Complice un'estate calda e quasi senza precipitazioni, in un mese l'olio è diventato rosso e profumato (si può arrivare ad un massimo di 40gg.). Trascorso questo periodo è bastato filtrarlo con qualche garza e metterlo nei pratici boccettini contagocce di vetro scuro da conservare al buio e, possibilmente, al fresco.
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Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO
OLIO EVO - OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
L'olio extravergine di oliva si ottiene semplicemente per spremitura a freddo delle olive e per questo ne mantiene le proprietà.
E' ricco di clorofilla e di carotene (ostacola l'ossidazione e l'irrancidimento).
L'olio extravergine di oliva contiene antiossidanti che forniscono all'organismo una protezione contro i processi nfiammatori.
L'olio extravergine di oliva sulla pelle ha azione nutriente, emolliente, e contrasta i tumori.
OLIO DI OLIVA
L'olio di oliva pur mantenendo alcune delle proprietà dell'olio non è tuttavia così ricco e salutare.
L'olio di oliva si ottiene miscelando oli raffinati e una parte di oli vergini.
Processo di
raffinazione
Il processo di rettificazione o
raffinazione avviene in tre fasi:
deacidificazione:
l’olio viene trattato con la soda per eliminarne l’acidità; al
termine di questa fase l’olio viene definito “deacidificato” o
“neutralizzato”
decolorazione:
le sostanze ossidate presenti in un olio lampante vengono eliminate
grazie al contatto con carboni vegetali attivati o terre decolorate.
In questo modo l’olio assume un colore giallo tenue, simile a
quello degli oli di semi
deodorazione: consiste
nell’eliminazione di qualunque odore sgradevole possa avere l’olio
lampante. Per ottenere questo risultato viene riscaldato fino a 200
gradi sottovuoto. Vengono così prodotti in minima parte i grassi
trans, ovvero grassi insaturi, nocivi per la salute. Alla fine
l’olio è totalmente inodore e assume un vago sapore di mandorla
Anche per la tintura madre troverete tanti modi di farla. Per le tinture madri in commercio esiste una normativa riguardo la preparazione.
Il procedimento che utilizzo è come quello dell'oleolito, sostituendo semplicemente l'olio con alcol alimentare. La macerazione, in questo caso, viene effettuata riponendo il barattolo, ben chiuso, al buio per 30gg. Personalmente non utilizzo l'acqua nè durante la macerazione, nè nella conservazione, perchè ritengo che il cloro e le altre sostanze con cui purtroppo abbiamo a che fare ne altererebbero le proprietà. Lascio la diluizione, quindi, solo al momento del consumo.
La posologia è di 20, massimo 50 gocce in un bicchiere d'acqua da 1 a 3 volte al giorno per due mesi
UNGUENTO
UNGUENTO DI IPERICO
L'unguento racchiude le proprietà dell'oleolito per massaggi e scottature e la praticità di un preparato non liquido, ideale se si è in viaggio.
95 g di oleolito di iperico
10-15 ca. g di cera d'api (la quantità di cera determina la solidità dell'unguento)
Sciogliere a bagnomaria la cera, quindi, a fuoco spento, unire l'oleolito e amalgamare bene, avendo cura di lasciare il composto a contatto del calore solo lo stretto necessario. Versare in piccoli barattoli e lasciare raffreddare, quindi chiudere.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.
Ottimo per mani e piedi.
UNGUENTO DI IPERICO
RATAFIA'
1 litro di grappa
15-20g di sommità fiorite
1 limone non trattato tagliato a pezzi
zucchero (facoltativo) a piacere
mettere il tutto in un barattolo di verto e lasciare in infusione per 1 mese, quindi filtrare.
Si narra che l'origine dell'aceto dei quattro ladroni risalga ai tempi della peste a Tolosa che dal 1628 al 1631 provocò oltre 50.000 morti. Durante quel periodo alcuni ladri riuscivano a derubare morti e morenti senza essere contagiati. Catturati, con la falsa promessa di una morte più rapida, rivelarono il loro segreto: un aceto medicamentoso che bevevano e con cui si cospargevano il corpo.
Le proprietà di queste preparazioni erano già note ai tempi di Ippocrate, ma la combinazione delle erbe di questo particolare aceto gli garantì l'inserimento nella Farmacopea del Corpo Medico francese fino all'avvento della medicina moderna come efficace e potente antisettico.
Oltre all'utilizzo di timo, salvia, rosmarino e lavanda della ricetta orginale, nel tempo la preparazione è stata modificata e talvolta arricchita, per cui ne esistono diverse varianti.
rosmarino, salvia, lavanda, timo e aglio - ACETO DEI QUATTRO LADRONI
Una di queste, nella variante aceto di vino bianco o aceto di mele:
- 1 litro di aceto
- 1 cucchiaio di timo tritato
- 1 cucchiaio di salvia tritata
- 1 cucchiaio di rosmarino tritato
- 1 cucchiaio di foglie di lavanda tritate
- 1 spicchio d'aglio schiacciato (facoltativo a seconda dell'utilizzo- es. bucato e pulizie)
- 1 pezzo di zenzero (facoltativo)
(le erbe possono essere tagliuzzate con una forbice)
Mettere il tutto in un contenitore di vetro e lasciare macerare 7-15 gg al buio scuotendo una volta al giorno. Quindi filtrare e conservare al buio.
UTILIZZI
L'aceto dei quattro ladroni racchude ed unisce le proprietà delle piante e dell'aceto. Gli utilizzi sono molteplici. tra questi:
- puro come normale aceto per condire (il sapore della lavanda è quello che maggiormente spicca)
- diluito per gargarismi
- 1 cucchiaino diluito in un bicchiere d'acqua tre volte al giorno come curativo per malattie virali
- mezzo bicchiere in 2 litri di acqua per pediluvi
- puro o diluito per pulizie della casa e per il bucato (soprattutto in presenza di animali)
- con la base di aceto di mele, diluito, nel risciacquo, sul pelo dei cani come antiparassitario
Uno dei grandi cambiamenti della nostra era è, senza dubbio, internet, irrinunciabile parte integrante della nostra vita.
In un mondo sempre più connesso, i social network sono diventati uno degli strumenti più potenti al mondo per comunicare ed influenzare sia il mondo dgitale che quello reale.
Dalla politica al marketing, nulla sfugge alle nuove regole.
Una di queste è la percezione della massa.
Un esempio molto riduttivo è la pubblicità di un prodotto o un marchio. Se ai miei tempi, tra un dinosauro e l'altro, la facevano da padroni depliant, manifesti, strisconi, cartelloni e inserzioni sui giornali, ora si costruiscono a tavolino "reputazione" e bisogni, orientando ed influenzando scelte e comportamenti. Immagini e storie emozionali, ma, soprattutto, un uso delle parole funzionale all'immagine che si vuole proporre: un uso sapiente in grado di modificare anche la percezione della realtà.
Normative, leggi e decreti non fanno certo eccezione e, nell'era digitale, il modo con cui vengono percepite le informazioni è quasi più importanti delle informazioni stesse.
Le nuove norme, in discussione dal 2016, dovranno ora essere approvate
in via formale dal consiglio e dall'Europarlamento. Il regolamento sarà
quindi direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e diventerà
obbligatorio nel 2022.
- evitata etichettatura obbligatoria per i contenuti superiori a 20 mg
- quantità di cromo solo nella documentazione tecnica
La parola fertiliżżante non evoca certo qualcosa di buono e naturale, o, almeno, così era fin'ora.
Per andare incontro ad un'opinione pubblica sempre più attenta alla presenza di veleni nel cibo, oltre al non trascurabile dettaglio di un iter autorizzativo e impianti regolatori meno restrittvi, Federchimica-Assofertilizzanti, con l'invito alle aziende produttrici di " avvalersi di corretti messaggi di comunicazione", punta ad un restyling di immagine.
Sicuramente mi si può accusare di non essere nè un esperto del settore (per quello che si intende comunemente), nè un chimico. Verissimo! La mia esperienza e conoscenza della terra vengono dalla semplice osservazione, dall'averla "toccata", "sentita", odorata, come un prezioso organismo da capire e non combattere, piegare e spezzare. Ho provato sulla mia pelle quanti anni ci vogliono per far tornare "vivo" un terreno contaminato per anni da prodotti chimici. Ho ascoltato il silenzo assordante di un prato verde e, apparentemente rigoglioso, da cui gli animali si tenevano alla larga ed ho gioito dei primi segni della presenza di lombrichi (il top dei fertilizzanti di Madre Natura), uccellini e insetti, nonchè di un riccio. So che una diversa agricoltura è possibile e possibile deve essere la scelta, so che il nutrimento e il sapore di un cibo prodotto nel rispetto della vita sono diversi (nonostante le linee guida e le tabelle stilate da chi è al vertice della nuova agricoltura intensiva). So che erbe che l'uomo ha combattuto per generazioni come infestanti o dannose per i propri animali ora vengono predilette nella produzione di sementi semplicemente perchè meglio si adattano alla meccanizzazione e all'uso della chimica, mentre si distruggono con ogni mezzo quelle che sarebbero preziose per noi, gli animali e il suolo. So che sempre più si và perdendo la reale conoscenza del nostro ambiente delegandola a chi non è esente da conflitti di interesse. Per questi individui ovvio che il mantra "creo un problema, ti do la soluzione" è imperativo come opportunità di guadagno, ma mi sono sempre chiesta cosa porti persone che sono cresciute con la terra che coltivano a vederla come un nemico anzichè un prezioso alleato. La risposta credo la si possa trovare nelle semplici parole di un libro "PECORE MATTE" di Maria Tarditi. Il suo descrivere la vita in zone dove si è respirato il continuo confronto con la ricchezza ostentata ha marchiato a fuoco generazioni, facendo loro perdere di vista il vero valore della Terra.
Un servizio in tv sul diverso approccio ai cavalli di Davide Bassi e la sua associazione Aquila Nera.
Non era quello che cercavo, ma, sicuramente, quello di cui avevo bisogno in quel momento.
Che gli insegnamenti arrivino davvero da lontano o no, è un libro anche per chi non si occupa di cavalli.
Davide,
diciassettenne torinese, in Australia per motivi di studio, un giorno
incrocia sulla sua strada uno sciamano Lakota. Affascinato dal suo
enigmatico carisma, si lascerà guidare in un cammino iniziatico nel
mondo dei cavalli, che lo porterà a recuperare un rapporto empatico
e profondo con questi animali, senza vincoli né coercizioni. In un
susseguirsi di avventure, entusiasmanti ma anche dolorose, il ragazzo
compirà il proprio percorso di formazione, accompagnato dai rituali
e dagli insegnamenti ancestrali del nativo, che da tempo immemore
costituiscono una chiave d'accesso al mondo dei cavalli selvaggi e
alla spiritualità che li circonda. Questo libro è il racconto
fedele e sorprendente dei mesi trascorsi accanto al maestro, che con
le sue parole e i suoi gesti disvela l'antica conoscenza di un grande
popolo, la sua intima comunione con la natura e una tecnica di monta
capace di regalare emozioni uniche. Un'esperienza straordinaria, che
può aiutare chiunque a riaprire il proprio cuore e a risvegliare la
propria coscienza.
"...sei pronto per vedere, ascoltare, sentire?..."
"...prima di tutto devi chiedere al cavallo il permesso di montare e sentire il suo assenso. Solo così potrai unirti a lui..."
"...è con il cuore che devi memorizzare ed è con il cuore che ricorderai..."
"... ora ti aiuterò a trovare l'entrata della tua strada, della tua natura e ciò che potrai essere... Poi il tempo e la tua vera essenza decideranno il luogo e il momento giusto per tornare da te per sempre..."
"..."io sono colui che aspettavi. Mio è il compito di iniziarti a un'energia che poi dovrà maturare in te per molto tempo, ma poi, grazie agli altri maestri, la potrai usare e incanalare. Li incontrerai quando tutto in te sarà morto e fnito e tutto sarà rinato e recuperato" Se lo avessi voluto e ne fossi stato capace e degno..."
"...la capacità di un uomo sta nel rialzarsi sempre dopo ogni avversità. Potrai cadere mille volte ma ciò che importa è rimettersi sempre in piedi..."
"...se tutti i giorni della tua vita hai fatto cose secondo schemi prestabiliti, uscire da quegli schemi ti causerà sofferenza fisica..."
"... tu dovrai essere sempre come sei stato in questi momenti di fatica, di sofferenza e di paura. Per il momento puoi arrivarci solo passando dal dolore, dal tormento, dalla disperazione, dalla fame, dalla sete. Ma con il tempo imparerai a modifcare il tuo atteggiamento mentale e il tuo corpo acquisirà senza fatica nuove forze ed energie mentali che ti renderanno capace di vedere e sentire ciò che la gente normale, persa com'è a inseguire il fantasma della razionalità ha dimenticato..."
"...la mente è tua nemica e lo sarà sempre se non imparerai a controllarla..."
STORIA DI UNA PICCOLA VOLPE CHE MI INSEGNO' IL PERDONO
STORIA DI UNA PICCOLA VOLPE CHE MI INSEGNO' IL PERDONO
AUTORE:
Sergio Bambarén
ISBN 978-88-6836-476-2
Sapevo che avrei avuto almeno un paio d'ore di attesa prima dell'appuntamento, due ore senza internet e i social, compagni delle mie pause e che mi aiutano a "staccare" o "resettare" dopo pesanti full immersion, così mi ero portata dietro un libro che avevo in casa, ancora non letto.
Istintivamente è un libro che non avrei mai preso, soprattutto in questo periodo, ma me l'ha regalato un'amica che ha il dono di saper parlare attraverso i libri... e, ancora una volta, ci ha visto giusto!
STORIA DELLA PICCOLA VOLPE CHE MI INSEGNO' IL PERDONO è, a detta dell'autore, "una dolcissima storia vera che porta con sè una denuncia della fragilità del nostro pianeta"
"Chiqui è una piccola volpe che è entrata nella mia vita tre anni fa. Questo breve racconto è un tributo a lei. La forza con la quale affronta le avversità è stata una lezione preziosa, ma, cosa più importante, Chiqui mi ha permesso di condividere il suo mondo, e quello che ho imparato seguendola e scoprendo ciò che lei conosceva, e io ignoravo, mi ha dato la spinta per imbarcarmi in una nuova, grande avventura: dedicare tutte le mie energie a difendere chi non può farlo da solo e a diffondere tra i miei simili la consapevolezza del danno che stiamo arrecando alla nostra casa comune, la Terra."
"...per vivere la vita che desideri, devi cominciare a mettere in pratica quello che dici..."
"...Chiqui e suoi amici mi hanno insegnato che abbiamo ancora la possiblità di cambiare le cose e aiutare il nostro pianeta a guarire dalle ferite che gli abbiamo inferto. Se non lo facciamo - se continuiamo a saccheggiare le sue risorse e a distruggere la Natura per renderci la vita più "facile" - un giorno, quando sarà troppo tardi per tornare indietro, ci accorgeremo che non possiamo mangiare il denaro e non possiamo bere il petrolio, e ci estingueremo come è già successo a tante specie prima di noi, perchè non avremo lasciato alla Terra altra scelta che sbarazzarsi di quel virus chiamato uomo..."
"...non vuoi addomesticarmi. Mi accetti per quello che sono e rispetti la mia inclinazione naturale..."
"...non uccidi solo l'albero, ma l'intero microcosmo che vive in esso..."
"...ritengono che gli uomini siano un morbo che si diffonde per tutta la Terra distruggendo ogni cosa che tocca, senza rispettare niente e nessuno, persino i propri simili. Qualcosa che trasgredisce la più importante legge della Natura. Non riusciamo a capire perchè lo facciate, eppure è così..."
"..."Allora c'è ancora speranza..."
"Speranza?"
"Sì", repicò Maggie. "Speranza che i vostri simili capiscano che salvando le altre creature, hanno la possibilità di salvare se stessi"..."
"..."perchè alcuni esseri umani ci fanno del male? Spesso sono la causa della nostra morte senza nemmeno rendersene conto.."
"Penso che sia perchè ci riteniamo più intelligenti e superiori, e per questo motivo molti di noi credono che siamo i padroni della Terra"..."
"...per quanto mi fossi allontanato dal mondo civile, i suoi effetti negativi trovavano comunque il modo di raggiungermi.
I veleni usati per le coltivazioni agricole, il disboscamento scriteriato, la cementificazione, lo sfruttamento intensivo e la mancata manutenzione del territorio costituivano una delle principali cause del cambiamento ambientale e climatico..."
"...eravamo semplicemente due delle tante creature del meraviglioso pianeta chiamato Terra. Se nella mia mente ancora albergava la sciocca presunzione di essere superiore in virtù della mia appartenenza alla specie umana, la più intelligente del Creato, in quel momento svanì per sempre..."
"...tanti uomini e donne in tutto il mondo hanno compreso che devono rispettare la natura, e inoltre cercano di rimediare ai disastri già fatti. Una nuova generazione sta crescendo con un atteggiamento più responsabile nei confronti dell'ambiente"..."
"..."ora capisci sognatore? Sei arrivato qui senza sapere che c'era una ragione per cui dovevi venire. Molti dei tuoi simili rideranno di te quando racconterai tutto questo, ma tu sai che è la verità e tanto basta"..."
"...Non dobbiamo far altro che fermarci un momento e dedicare dieci minuti della nostra vita frenetica a riflettere su cosa è veramente importante per noi, come esseri umani, e per il mondo che ci circonda..."
"...la nostra avidità ci ha condotto in un vicolo cieco alla fine del quale saremo annientati, la Terra si sbarazzerà di noi per poter guarire le sue ferite e rigenerarsi. Eppure, hai ragione, tu Chiqui, possiamo ancora evitarlo..."
"...è giusto che io cerchi di vivere come ho sempre sognato, ma posso ampliare ancora di più i miei orizzonti, sognare più in grande..."
"...Non sarà facile. Forse dovremo combattere contro forze oscure e potenti, contro l'avidità e la mancanza di scrupoli. Ci sono esseri umani disposti ad uccidere pur di conservare per se stessi i tesori accumulati a scapito di chi non può difendersi.
Adesso so perchè non ho più paura di morire..."
"Sono finalmente pronto, mia amata Chiqui. Tutte le cose in cui ho creduto finora, i principi che ho cercato di rispettare, hanno trovato il loro punto di confluenza. E' ora di affrontare la tempesta del male, senza paura delle conseguenze. Tu mi hai dato la spinta di cui avevo bisogno per passare dalle parole ai fatti..."
"...non servono che due strumenti per fare la differenza:
LA FORZA DEL PERDONO
LA MUSICA DELLA SPERANZA..."
"L'Universo non ti darà mai un compito gravoso, senza darti l'opportunità di portarlo a termine."