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domenica 9 giugno 2019

ACETO DEI QUATTRO LADRONI

ACETO DEI 4 LADRONI



Si narra che l'origine dell'aceto dei quattro ladroni risalga ai tempi della peste a Tolosa che dal 1628 al 1631 provocò oltre 50.000 morti. Durante quel periodo alcuni ladri riuscivano a derubare morti e morenti senza essere contagiati. Catturati, con la falsa promessa di una morte più rapida, rivelarono il loro segreto: un aceto medicamentoso che bevevano e con cui si cospargevano il corpo.

Considerata l'efficacia, durante la peste che colpì Marsiglia nel 1720 sulle mura della città ne venne appesa ai muri una ricetta:
«Si prendano tre pinte di aceto di vino bianco forte, si aggiunga una manciata di assenzio, una di olmaria, una cinquantina di chiodi di garofano, due once di radici di campanula due once di angelica, rosmarino e marrubio e tre grandi misure di canfora. Mettere il composto in un contenitore per quindici giorni, filtrare e mettere poi in bottiglia. Sfregare su mani, orecchie e tempie di volta in volta quando si avvicina un appestato» (Musée du vieux Marseille)

Le proprietà di queste preparazioni erano già note ai tempi di Ippocrate, ma la combinazione delle erbe di questo particolare aceto gli garantì l'inserimento nella Farmacopea del Corpo Medico francese fino all'avvento della medicina moderna come efficace e potente antisettico.
Oltre all'utilizzo di timo, salvia, rosmarino e lavanda della ricetta orginale, nel tempo la preparazione è stata modificata e talvolta arricchita, per cui ne esistono diverse varianti. 




rosmarino, salvia, lavanda, timo e aglio - ACETO DEI QUATTRO LADRONI


Una di queste, nella variante aceto di vino bianco o aceto di mele:

- 1 litro di aceto
- 1 cucchiaio di timo tritato 
- 1 cucchiaio di salvia tritata
- 1 cucchiaio di rosmarino tritato
- 1 cucchiaio di foglie di lavanda tritate
- 1 spicchio d'aglio schiacciato (facoltativo a seconda dell'utilizzo- es. bucato e pulizie)
- 1 pezzo di zenzero (facoltativo)

(le erbe possono essere tagliuzzate con una forbice)

Mettere il tutto in un contenitore di vetro e lasciare macerare 7-15  gg al buio scuotendo una volta al giorno. Quindi filtrare e conservare al buio.

UTILIZZI
L'aceto dei quattro ladroni racchude ed unisce le proprietà delle piante e dell'aceto. Gli utilizzi sono molteplici. tra questi:
- puro come normale aceto per condire (il sapore della lavanda è quello che maggiormente spicca)
- diluito per gargarismi
- 1 cucchiaino diluito in un bicchiere d'acqua tre volte al giorno come curativo per malattie virali
- mezzo bicchiere in 2 litri di acqua per pediluvi
- puro o diluito per pulizie della  casa e per il bucato (soprattutto in presenza di animali) 
- con la base di aceto di mele, diluito, nel risciacquo,  sul pelo dei cani come antiparassitario





giovedì 12 aprile 2018

STUFA A LEGNA: COME PULIRE IL VETRO ANNERITO






In commercio esistono molti prodotti per la pulizia del vetro delle nostre stufe, ma esiste un prodotto a costo zero, eco  e per di più decisamente efficace: la CENERE!

A stufa spenta e raffreddata vi basterà prendere una spugna per piatti,

spugna per piatti
bagnarla, strizzala un po' e intingere la parte che gratta nella cenere e iniziare a fregare. lo sporco e il nero verranno via facilmente. Non rimane quindi che risciacquare ed asciugare.

PROVARE PER CREDERE!

sabato 17 marzo 2018

CENERE DI LEGNA UTILIZZI

cenere di legna
La cenere di legna è uno scarto ma anche una grande risorsa che i nostri nonni ben conoscevano e che oggi si và riscoprendo grazie alla maggiore attenzione per l'ambiente e il mondo del naturale.
Un tempo non si poneva il problema ma oggi è importante precisare che, qualunque sia l'utilizzo, la cenere deve essere di legna "vergine" non trattata per evitare la presenza di residui chimici (niente materie plastiche e altri rifiuti). Analogo discorso, a mio avviso, và fatto per la cenere derivante dal pellet che si ottiene dalla lavorazione della segatura e, solo in teoria, non contiene sostanze chimiche come vernici, colle, ecc.
Importante è poi non confondere la cenere con la fuliggine che, invece, contiene sostanze tossiche come il creosoto (di cui già parlato in TRAVERSINE FERROVIARIE ). La fuliggine e le formazioni catramose di tubi e camini non vanno mai disperse nell'ambiente.

1) fuliggine - 2) cenere


UTILIZZI DELLA CENERE DI LEGNA

- PULIRE IL VETRO ANNERITO DELLA STUFA A LEGNA
  a stufa spenta e raffreddata vi basterà prendere una spugna per piatti,
spugna per piatti
bagnarla, strizzala un po' e intingere la parte che gratta nella cenere e iniziare a fregare. lo sporco e il nero verranno via facilmente: provare per credere! Non vi rimane quindi che risciacquare e asciugare.

 - PULIZIA DELL'ACCIAIO - utilizzata come sopra o,  meglio ancora, come pasta derivante dalla preparazione della lisciva, anche un vecchio e trascurato lavandino tornerà a brillare

- GHIACCIO - la cenere è un ottima alternativa al sale per non scivolare sul ghiaccio e scioglierlo. Utilissima su un terreno inerbato dove il sale avrebbe un effetto diserbante.







 


domenica 28 gennaio 2018

COME PULIRE LE PENTOLE IN ALLUMINIO ANNERITE

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pentole di alluminio PRIMA


Avete in casa o avete visto al mercatino delle stoviglie in alluminio che sarebbero  perfette ma che, anche pulite, non invitano certo a cucinarci? (vale anche per quelle decisamente annerite che per sbaglio sono finite in lavastoviglie)


                                                    NIENTE DI PIU' SEMPLIICE!

Basta ricorrere al vecchio sistema di lavare le pentole nelle cucine d'albergo di un tempo

OCCORRENTE:
- acqua calda
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sapone da bucato - spugna d'acciaio - lana d'acciaio
- sapone normale da bucato
- spugna d'acciaio
- lana d'acciaio













Innanzi tutto riempite a metà il lavello di acqua calda e, con la spugna d'acciaio, ripetutamente insaponata, cominciate a fregare. Già vi accorgerete che la pentola sta cambiando aspetto.

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ALLUMINIO - strofinare con una spugna d'acciaio insaponata





Se la pentola che state lavando è tanto annerita e opaca occorrerà ripetere questa prima fase cambiando l'acqua.
Risciacquate e cambiate l'acqua.
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ALLUMINIO - strofinare con la lana d'acciaio bagnata e insaponata




Con la lana d'acciaio ripetutamente bagnata e insaponata continuate a strofinare e magicamente la vostra pentola sarà tornata ad essere degna di tornare sui fornelli.
Lavando le pentole con questo sistema, o adottandolo quando necessario, il vostro alluminio si manterrà come nuovo.
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pentole di alluminio DOPO














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pentole di alluminio DOPO


PILLOLE DI POLLICE VERDE
E una volta finito non buttate via la lana d'acciaio. Risciacquatela ed interratela vicino a piante che richiedono ferro, come ad esempio le ortensie che vogliamo far diventare azzurre.


PILLOLE DI SALUTE
L'allumio è in assoluto il miglior conduttore di calore tra i metalli utilizzati per fabbricare pentole. I cibi, infatti,  cuociono alla medesima temperatura e le pareti non coperte dagli alimenti posti a cottura non si surriscaldano, impedendo così la carbonizzazione di spruzzi o residui di cibo che oltre ad alterare il gusto delle pietanze sono poco salutari. Ma c'è una grande regola di saggezza delle nostre nonne: MAI LASCIARE A LUNGO CIBI ED ACQUA NELLE PENTOLE DI ALLUMINIO. Quindi una volta cucinato sarà buona norma non mettere in frigo quanto rimane senza averlo messo in un contenitore più adatto.
E le vaschette di alluminio tanto comode? Recentemente sono stati fatti studi sulla migrazione di sostanze nei cibi in esse conservate. Un metodo empirico per valutarne la veridicità è mettervi dell'acqua o del latte e assaggiare dopo un po' di tempo: il sapore sarà diverso. Senza arrivare ad eliminare questa comodità, a mio avviso occorre quindi cautela, soprattutto in considerazione alle crescenti intolleranze ed allergie, ma non solo: l'alluminio , presente un po' ovunque dai cibi ai cosmetici ai vaccini, ha effetti deleteri sul nostro organismo.

domenica 28 ottobre 2012

LISCIVA



La lisciva o liscivia è una soluzione alcalina contenente NaOH, idrossido di sodio, commercialmente noto come SODA CAUSTICA.  Questo semplicemente per sottolineare che qualunque procedimento casalingo, se prevede una reazione chimica, non è di per sé innocuo ed esente da rischi.
Un tempo molto usata per le pulizie domestiche è ora riscoperta per le pulizie eco. In associazione, ad esempio, al sapone di Marsiglia sostituisce egregiamente tanti detersivi in commercio unendo, oltre all’aspetto economico la mancanza di tossicità dei tanti additivi.
Ricorda però sempre che essendo una sostanza basica non puoi utilizzarla insieme a sostanze acide come l’aceto perché insieme annullerebbero a vicenda le loro proprietà.
 Esistono diverse “ricette” della lisciva. Personalmente utilizzo questa:


  • ·         cenere e acqua in rapporto 1:5 (1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d’acqua).

Mi raccomando usa solo cenere proveniente dalla combustione esclusiva di rami e legna naturale: la chimica non è un gioco neppure fra i  fornelli di casa!

  • ·         Setaccia la cenere in una pentola d’acciaio riservata solo a questo scopo.
  • ·         Aggiungi l’acqua
  • ·         Porta ad ebollizione mescolando.
  • ·         Fai bollire per circa 2 ore. Per sapere se è pronta mettine una goccia sulla lingua. Se ha bollito a sufficienza pizzicherà appena.
  • ·         Lascia raffreddare e decantare.
  • ·         Raccogli il liquido con un mestolo facendo attenzione a non smuovere il contenuto della pentola per non intorpidirlo e filtralo con una tela.
  • ·         Conservalo in flaconi di plastica con la scritta del contenuto: il liquido è trasparente ed è preferibile non rischiare  un utilizzo sbagliato. Puoi usarla per la pulizia dei pavimenti nelle dosi di un normale detersivo, per la pulizia del bagno e per il bucato paricolarmente sporco in lavatrice(aggiungine un tappo al normale detersivo). Occhio però al tipo di bucato perché la lana, ad esempio, si infeltrirebbe.
  • ·         Metti la parte cremosa iin un barattolo e utilizzala come i normali detersivi in crema. Non ha un aspetto invitante ma un buon potere detergente.

La cenere di legna è uno scarto ma anche una grande risorsa che i nostri nonni ben conoscevano e che oggi si và riscoprendo grazie alla maggiore attenzione per l'ambiente e il mondo del naturale. Molteplici sono gli utilizzi.

29 marzo

 Quanto  tempo sprechiamo dietro ai soldi e in un attimo ti accorgi che tutto il denaro del mondo non potrebbe ridarti quello che hai perso....