A chi non è mai capitato, durante una passeggiata in campagna, di imbattersi in barriere di spine inaffrontabili dove un tempo c'erano sentieri e case? I rovi rappresentano l'immagine di abbandono e degrado o, per il contadino, un nemico da combattere.
I rovi sono piante considerate altamente infestanti perchè non solo sono estremamente resistenti a qualunque condizione e attacco (anche distruttivo da parte dell'uomo), ma sono in grado di riprodursi velocemente per propaggine. I loro rami, infatti, posandosi a terra, sviluppano radici che danno vita a nuove piante a rapido sviluppo.
more di rovo a diverso grado di maturazione
Ma il rovo non è solo questo. I suoi frutti, le MORE, ormai quasi dimenticati per la difficoltà di raccolta e il rapido deperimento, sono ricchi di proprietà:
- proteggono e migliorano la microcircolazione e, anche per l'alto contenuto di potassio, sono utili per chi ha problemi di circolazione, pressione alta e diabete (nonostante gli zuccheri presenti, per la combinazione dei suoi nutrienti, ha effetto ipoglicemizzante)
- sono antinfiammatorie e contengono calcio: facilitano la decongestione nelle forme catarrali e sono di aiuto nel trattamento di artrosi, reumatismi e osteoporosi
- favoriscono la diuresi e la regolazione intestinale. combattono la diarrea e sono di aiuto in caso di emorroidi
Le sue foglie, anch'esse con molteplici proprietà, venivano masticate in caso di gengive doloranti e sanguinanti.
foglie di rovo
con esse si può fare anche una sorta di thè dissetante utilizzando sia le foglie secche (un pizzico per tazza in infusione) o fresche (tre foglie grandi + altrettante di lampone per tazza portandole ad ebollizione e lasciandole raffreddare).
Narra la leggenda che Lucifero, scacciato dal cielo, cadde in un cespuglio di rovi e, rialzandosi, maledisse quella pianta, custode della vita, condannandola all'odio da parte degli uomini.Si dice che ogni anno, in ricorrenza della caduta (11 ottobre), il demonio torni sulla terra a maledire il rovo e da quel momento le more non dovevano più essere raccolte e mangiate.
L'odio dell'uomo per questa pianta è indubbiamente rimasto e le sue spine sono state usate per ferire e torturare, ma il rovo ha continuato ad essere il custode della vita. Dove l'uomo è intervenuto e se ne è andato i rovi in poco tempo prenderanno il sopravvento avvolgendo anche il più deteriorato e sterile terreno. Le sue spine faranno da protezione e i frutti da nutrimento per i piccoli animali ma anche per per gli alberi destinati a ricreare un nuovo bosco. E quando il bosco sarà sufficientemente forte e fitte i rovi si ritireraano rimanedo in attesa di riportare la vita.
Lungi da me l'auspicio di un mondo pieno di rovi, anche per il significato che avrebbe qualora accadesse. Quello che intendo è che nulla in natura è senza senso e senza scopo.
more di rovo a diverso grado di maturazione
La tenacia dei rovi la possiamo riscontrare anche solo in estati torride come questa. Là dove quasi tutte le piante stanno risentendo del clima torrido, i rovi sono carichi di frutti, nutrimento per insetti, uccelli, piccoli mammiferi e le foglie verdi offrono riparo e cibo in estremis.Ma anche a noi esseri umani il rovo, con i suoi frutti ci sta dando i nutrienti utili in un periodo di forte stress fisico.
Tenendo ben presente le caratteristiche di "invadenza" di questa pianta e del conseguente lavoro necessario percè non prenda il sopravvento, si può utilizzarla, ai margini di un nostro terreno come valido confine 😉 e sicuro rifugio per giovani uccelli non ancora pronti al volo e altri piccoli ospiti. Per farlo sarà sufficiente cercare le nuove piante radicate, prelevarle preferibilmente con un po' di zolla e trapiantarle in autunno nel periodo di luna crescente, seguendo uno steccato o attorno a rami ammucchiati.
Quando si raccolgono frutti o erbe destinati al consumo umano e per i nostri animali è importante il dove!
MAI RACCOGLIERE lungo strade e ferrovie e campi trattati chimicamente (occhio a chi vi dice che usa solo prodotti consentiti dal biologico)
FARE MOLTA ATTENZIONE che il terreno sia più naturale possibile e non contaminato da rifiuti
L'iperico è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea nei campi incolti, nelle boscaglie e lungo i fossi praticamente su quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia la sua presenza è andata diminuendo grazie anche alle abitudini di raccolta.
L'iperico può essere coltivato e non necessita di particolari cure in quanto pianta rustica che ben si adatta a qualunque tipo di terreno. Predilige il sole e sopporta bene la siccità.
L'iperico ha fusti eretti alti da 20 ad 100 cm con foglie opposte e
sessili, che, guardate in controluce, appaiono come bucherellate, per la
presenza di piccole ghandole traslucide. Da qui i nomi volgari
"millebuchi" e "millepertuis". I fiori, raccolti in grappoli, hanno 5 petali gialli con piccoli puntini neri e, se strofinati fra le dita, tingono di rosso. La fioritura inizia intorno al 24 di giugno e dura circa un mese: questo oltre al nome volgare di "erba di San Giovanni", lo lega alle innumerevoli tradizioni e credenze di questo periodo.
IPERICO
L'iperico è una piata dalle mille virtù. Pianta legata alla luce e al solstizio d'estate l'iperico è chiamato anche "scacciadiavoli".
L'utilizzo come pianta medicinale risale agli antichi greci e se ne ha riscontro nel De Materia Medica di Dioscoride, importante trattato medico botanico del I sec d.C. Nel Medioevo veniva utilizzato dai cavalieri Templari per curare le ferite di guerra e migliorare l'umore dei soldati.. Presente nella farmacopea francese dal 1800, come per tanti altri rimedi fitoterapici, l'utilizzo dell'iperico si è andato via via perdendo col diffondersi della medicina moderna. Oggi l'iperico è fra le piante officinali più studiate e molti ne hanno riscoperto l'uso.
PROPRIETA'
L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione
con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a
partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad
arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti
chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:
- è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto). Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)
- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.
- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)
AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI
L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.
Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.
L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.
TISANA
In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.
OLIO DI IPERICO
OLIO DI IPERICO
L'olio di iperico è un oleolito ottenuto per macerazione in olio delle sommità fiorite. Come per tante altre cose vi basterà fare un giro in internet per trovarvi un'infinità di spiegazioni su come farlo e più cercherete e più vi capiterà di leggere tutto e il contrario di tutto.
Di seguito semplicemente la mia esperienza che intendo arricchire andando avanti con le sperimentazioni e i riscontri sull'efficacia o meno.
Quest'anno ho deciso di provare a fare 4 tipi diversi di oleolito partendo da 4 oli diversi: evo, di oliva normale, di semi e mix evo e oliva normale.. La preparazione di base però è stata sempre la stessa:
ho raccolto nel pomeriggio uno ad uno i fiori che mi servivano a riempire un barattolo in vetro.
La tradizione vuole che si raccolga l'iperico nella notte di San Giovanni, ma al di là di tutti i rituali, personalmente credo che non ci sia niente di più magico e rispettoso della natura che raccogliere solo quello che serve, non "saccheggiando" le piante che avranno così modo di continuare la fioritura anche dopo il nostro pasaggio, nutrire api ed altri insetti e produrre i semi che daranno vita a nuove piante.
I fiori dell'iperico sono riuniti a grappolo che fioriscono in successione per circa un mese a seconda delle condizioni climatiche. Ogni fiorellino raggiunge la massima apertura in un giorno, quasi seguendo il sole a cui è legato. Raccogliere i fiori perfettamente asciutti, nel momento di massima apertura ci eviterà di far irrancidire l'olio con parti non sane della pianta o eccessiva umidità. Madre natura ci sarà poi grata se, lasciando almeno qualche fiorellino aperto per ogni pianta, ce ne andremo senza lasciare la desolazione.
IPERICO - raccolta fiori sani e asciutti
IPERICO - riempire un barattolo in vetro
IPERICO - ricoprire di olio
Una volta riempito il barattolo, comprimendo leggermente i fiori senza schiacciarli, ho versato l'olio fino ad arrivare quasi al bordo. Ho appoggiato sopra il coperchio in modo che non si formasse condensa e preservandolo da insetti e impurità. Ho quindi riposto il barattolo su un davanzale alla luce ma non sotto il sole diretto. Questa scelta personale è stata dettata semplicemente dal fatto che ritengo che l'esposizione diretta, tanto più in un'estate calda come questa, avrebbe portato la temperatura dell'olio pari a quella di una frittura modificandolo non positivamente. I primi giorni sono stati i più delicati perchè occorre due volte al giorno rigirare assolutamente il contenuto per evitare che rimangano fiori fuori dall'olio rovinando il tutto. In mancanza di tempo consiglio l'utilizzo dei pressini in plastica.
l'utilizzo dei pressini impedisce l'affioramento dei fiori di iperico
Complice un'estate calda e quasi senza precipitazioni, in un mese l'olio è diventato rosso e profumato (si può arrivare ad un massimo di 40gg.). Trascorso questo periodo è bastato filtrarlo con qualche garza e metterlo nei pratici boccettini contagocce di vetro scuro da conservare al buio e, possibilmente, al fresco.
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Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO
OLIO EVO - OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
L'olio extravergine di oliva si ottiene semplicemente per spremitura a freddo delle olive e per questo ne mantiene le proprietà.
E' ricco di clorofilla e di carotene (ostacola l'ossidazione e l'irrancidimento).
L'olio extravergine di oliva contiene antiossidanti che forniscono all'organismo una protezione contro i processi nfiammatori.
L'olio extravergine di oliva sulla pelle ha azione nutriente, emolliente, e contrasta i tumori.
OLIO DI OLIVA
L'olio di oliva pur mantenendo alcune delle proprietà dell'olio non è tuttavia così ricco e salutare.
L'olio di oliva si ottiene miscelando oli raffinati e una parte di oli vergini.
Processo di
raffinazione
Il processo di rettificazione o
raffinazione avviene in tre fasi:
deacidificazione:
l’olio viene trattato con la soda per eliminarne l’acidità; al
termine di questa fase l’olio viene definito “deacidificato” o
“neutralizzato”
decolorazione:
le sostanze ossidate presenti in un olio lampante vengono eliminate
grazie al contatto con carboni vegetali attivati o terre decolorate.
In questo modo l’olio assume un colore giallo tenue, simile a
quello degli oli di semi
deodorazione: consiste
nell’eliminazione di qualunque odore sgradevole possa avere l’olio
lampante. Per ottenere questo risultato viene riscaldato fino a 200
gradi sottovuoto. Vengono così prodotti in minima parte i grassi
trans, ovvero grassi insaturi, nocivi per la salute. Alla fine
l’olio è totalmente inodore e assume un vago sapore di mandorla
Anche per la tintura madre troverete tanti modi di farla. Per le tinture madri in commercio esiste una normativa riguardo la preparazione.
Il procedimento che utilizzo è come quello dell'oleolito, sostituendo semplicemente l'olio con alcol alimentare. La macerazione, in questo caso, viene effettuata riponendo il barattolo, ben chiuso, al buio per 30gg. Personalmente non utilizzo l'acqua nè durante la macerazione, nè nella conservazione, perchè ritengo che il cloro e le altre sostanze con cui purtroppo abbiamo a che fare ne altererebbero le proprietà. Lascio la diluizione, quindi, solo al momento del consumo.
La posologia è di 20, massimo 50 gocce in un bicchiere d'acqua da 1 a 3 volte al giorno per due mesi
UNGUENTO
UNGUENTO DI IPERICO
L'unguento racchiude le proprietà dell'oleolito per massaggi e scottature e la praticità di un preparato non liquido, ideale se si è in viaggio.
95 g di oleolito di iperico
10-15 ca. g di cera d'api (la quantità di cera determina la solidità dell'unguento)
Sciogliere a bagnomaria la cera, quindi, a fuoco spento, unire l'oleolito e amalgamare bene, avendo cura di lasciare il composto a contatto del calore solo lo stretto necessario. Versare in piccoli barattoli e lasciare raffreddare, quindi chiudere.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.
Ottimo per mani e piedi.
UNGUENTO DI IPERICO
RATAFIA'
1 litro di grappa
15-20g di sommità fiorite
1 limone non trattato tagliato a pezzi
zucchero (facoltativo) a piacere
mettere il tutto in un barattolo di verto e lasciare in infusione per 1 mese, quindi filtrare.
Un gatto dovrebbe avere sempre gli occhi limpidi e puliti, ma, senza arrivare a serie ed importanti patologie per è indispensabile l'intervento del veterinario, accade talvolta che i suoi occhi abbiano bisogno di un "piccolo aiuto naturale". I gatti di particolari razze, anziani, debilitati, esposti a condizioni di vita stressanti, fisiche e psichiche, malnutriti o che semplicemente vivono in colonia o comunità, sono più esposti ad infezioni che, se non trattate, possono anche degenerare. Ovviamente, tanto più il gatto è piccolo più è importante aver cura di occhi e nasino intervenendo al minimo problema.
GATTINO OCCHI CISPOSI
Nel caso in cui il nostro gattino abbia gli occhi cisposi, il primo passo è senza dubbio pulirli. L'ideale sarebbe un decotto di calendula ottenuto facendo bollire circa un cucchiaio di fiori secchi in un bicchiere d'acqua, lasciando poi intiepidire. Con un batuffolo di cotone imbevuto e leggermente strizzato si puliranno più volte al giorno gli occhi, sempre dall'interno verso l'esterno (come farebbe la madre leccandoli), avendo cura di cambiare frequentemente il cotone e non utilizzare lo stesso batuffolo per entrambi gli occhi. Meno efficace, ma comunque utile, è l'infuso di camomilla.
Recita un detto per riconoscere la fase lunare semplicemente guardando la luna in cielo:
GOBBA A LEVANTE LUNA CALANTE (est, sinistra)
GOBBA A PONENTE LUNA CRESCENTE (ovest, destra)
Il calendario lunare fa parte di un sapere antico che ritmava la vita e teneva presente l'influsso della luna su tutti gli esseri viventi.
ORTO/CAMPI
LUNA CRESCENTE
come regola generale seminare tutto quello che cresce fuori dalla terra tranne insalate, bietole, spinaci, cavoli e sedano che "monterebbero" arrivando velocemente nella fase di produzione di semi
- seminare ortaggi da frutto: zucche, zucchini, melanze, pomodori, peperoni, ecc.
- seminare frutta: angurie, meloni, ecc.
- seminare ortaggi da baccello e seme: fagioli, fagiolini, fave, mais, grano, ecc
- seminare spezie ed erbe aromatiche: cumino, prezzemolo, timo, dragoncello, ecc.
- seminare carote
- trapiantare tutti gli ortaggi
- raccogliere ortaggi per il consumo fresco
LUNA CALANTE
come regola generale tutto quello che cresce sotto terra (tranne le carote) e gli ortaggi di cui occorre rallentare il ciclo vitale
- lavorare il terreno
- interrare colture da sovescio
- seminare gli ortaggi che non devono produrre prematuramente il seme: insalate, bietole, cavoli, spinaci, finocchi, porri, ecc. (per le patate importante quanto e forse più della luna è la temperatura che non deve scendere al di sotto degli 8° per evitare malattie)
- piantare bulbi di aglio, cipolla, scalogno
- piantare tuberi di patate, topinambour
- raccogliere bulbi, tuberi e ortaggi da conservare
- mietere il grano e raccogliere le sementi
- taglio del fieno
FRUTTETO
LUNA CRESCENTE
- lavorare e concimare il terreno
-piantare e trapiantare tutti gli alberi
LUNA CALANTE
- potare e sfrondare alberi e arbusti (altrettanto importanti le condizioni climatiche: gelo, umidità e pioggia rallentano la "cicatrizzazione" della pianta esponendola più facilmente a malattie anche irreparabili)
- raccogliere le marze per gli innesti
- innestare
- vendemmiare e raccogliere la frutta da conservare
GIARDINO
LUNA CRESCENTE
- seminare i fiori
- piantare bulbi e rizomi
- piantare e trapiantare fiori, piante, arbusti
- riprodurre le piante per talea o divisione dei cespi
LUNA CALANTE
- lavorare e concimare il terreno
- potare e sfrondare alberi e arbusti
BOSCO
Il legno migliore è quello ricavato dal taglio invernale quando le piante sono a riposo e il loro tronco è meno poroso per la minore linfa presente. Il taglio invernale del legno, sempre più dimenticato, produce anche legna da ardere di maggiore qualità (la maggior resa calorica si ha con legna tagliata da novembre a febbraio).
Ovviamente non si può decidere di cucinare solo secondo la luna, ma, tenendone conto, ad esempio per il sugo di pomodoro che risulta migliore in luna calante, con la luna crescente si ovvierà con un pizzico di zucchero aggiunto. Discorso diverso per le conserve che, potendo scegliere, la luna calante ci garantirà la maggiore conservazione
La cenere di legna è uno scarto ma anche una grande risorsa che i nostri nonni ben conoscevano e che oggi si và riscoprendo grazie alla maggiore attenzione per l'ambiente e il mondo del naturale.
Un tempo non si poneva il problema ma oggi è importante precisare che, qualunque sia l'utilizzo, la cenere deve essere di legna "vergine" non trattata per evitare la presenza di residui chimici (niente materie plastiche e altri rifiuti). Analogo discorso, a mio avviso, và fatto per la cenere derivante dal pellet che si ottiene dalla lavorazione della segatura e, solo in teoria, non contiene sostanze chimiche come vernici, colle, ecc.
Importante è poi non confondere la cenere con la fuliggine che, invece, contiene sostanze tossiche come il creosoto (di cui già parlato in TRAVERSINE FERROVIARIE ). La fuliggine e le formazioni catramose di tubi e camini non vanno mai disperse nell'ambiente.
a stufa spenta e raffreddata vi basterà prendere una spugna per piatti,
spugna per piatti
bagnarla, strizzala un po' e intingere la parte che gratta nella cenere e iniziare a fregare. lo sporco e il nero verranno via facilmente: provare per credere! Non vi rimane quindi che risciacquare e asciugare.
- PULIZIA DELL'ACCIAIO - utilizzata come sopra o, meglio ancora, come pasta derivante dalla preparazione della lisciva, anche un vecchio e trascurato lavandino tornerà a brillare
- GHIACCIO - la cenere è un ottima alternativa al sale per non scivolare sul ghiaccio e scioglierlo. Utilissima su un terreno inerbato dove il sale avrebbe un effetto diserbante.
Mettere 1-2 cucchiai di erbe in una pentola d'acqua calda, portare a bollore. Spegnere e respirarne i vapori avendo cura di tenersi a non meno di 40cm dalla pentola per non provocarsi ustioni.
Bicarbonato:
mettere 1-2 cucchiai di bicarbonato in una pentola di acqua bollente e respirarne i vapori
La
deglutizione è un meccanismo neuromuscolare che va incontro ad una fisiologica
maturazione rappresentata dal passaggio dalla deglutizione infantile alla
deglutizione adulta o matura.
Per deglutizione atipica si intende un disordine della fase orale di
deglutizione con mantenimento delle abilità motorie infantili che determinano
disordini di tipo ortodontico, articolatorio e muscolo-scheletrico, nonché
disordini di tipo posturale più generalizzati. Una delle conseguenze è anche la
diffusa sindrome di apnee notturne e il russare, problemi non solo fastidiosi
ma che mettono a rischio salute e vita.
La sindrome
delle apnee ostruttive nel sonno (in sigla, “Osas”,
acronimo anglosassone di “Obstructive sleep apnea sindrome”) è la
seconda più importante patologia respiratoria dopo l’asma, per indici di
prevalenza nella popolazione generale. E’ ampiamente prevalente nei soggetti
obesi, con diabete e ipertensione; è associata a un aumentato
rischio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca e aritmie
cardiache, ictus). Può inoltre rappresentare il punto di partenza di importanti
disfunzioni neuropsichiche
Durante gli episodi di apnea la saturazione di
ossigeno nel sangue diminuisce temporaneamente, spesso in modo serio, e questo
si ripercuote negativamente soprattutto sugli organi più sensibili allo stato
di ossigenazione ematica:
·cuore
·cervello
Numerosi studi hanno dimostrato che
l’OSA rappresenta un fattore di rischio indipendente per
·ipertensione
·scompenso
cardiaco
·cardiopatia
ischemica
·aritmie
·ictus
·deficit
neurocognitivi
Secondo uno studio eseguito negli
Stati Uniti, il Wisconsin Sleep Cohort Study, una buona percentuale
dei soggetti con “ipertensione resistente” sono affetti da OSA
Secondo uno studio svolto
dall'Università del Wisconsin le apnee possono promuovere l'angiogenesi e lo
sviluppo dei tumori.
La mortalità da ictus e infarti del
miocardio è significativamente più elevata nelle persone affette da apnea
ostruttiva del sonno rispetto alla popolazione generale.
Inoltre, a causa della eccessiva
sonnolenza diurna presente nei pazienti affetti da OSA, aumenta
considerevolmente il rischio di incidenti stradali. Per questo motivo numerosi
paesi europei
·vietano la guida ai pazienti affetti da OSAS non in terapia.
Secondo alcune stime in
Italia circa 1.600.000 persone sono affette da OSA ma solo il 3% dei casi
viene diagnosticato. Da questi dati si evince che l’apnea notturna rimane
una patologia sottostimata.
Da qui l'importanza di rafforzare e
rieducare la muscolatura
La terapia
miofunzionale è una particolare forma di fisioterapia rivolta all’insegnamento
di una corretta deglutizione ed al riequilibrio della funzione della
muscolatura oro-facciale che è sempre alterata nella deglutizione scorretta. Il
termine fu coniato nel 1912 da A. Lischer che la definì come “l’intervento
terapeutico sulla muscolatura oro-facciale effettuato con esercizi di
ginnastica muscolare”. Nel 1918 A.P.Rogers la presentò all’American Society of
Orthodontists definendo i muscoli oro-facciali “apparecchi ortodontici viventi”
proponendola come un accessorio indispensabile e non come una terapia
alternativa alla ortodonzia classica. Nel 1928 Pierre Robin mise in relazione
la postura bassa della lingua (Glossoptose) con l’ostruzione faringea e la
respirazione orale, la predisposizione alle riniti e alle allergie
respiratorie, ai disturbi gastro-intestinali, ginocchio valgo, torace ristretto
e spalle cadenti, irregolarità dentali, enuresi e tendenza all’affaticamento
psico-fisico con scarsa resa scolastica. Nel 1951 W.J.Straub indicò
l’allattamento artificiale con il biberon come principale fattore eziologico
della deglutizione atipica ed elaborò un dettagliato protocollo terapeutico per
il ripristino di una corretta funzione della muscolatura oro-facciale. Nel 1964
R.E.Moyers distinse cinque tipi di deglutizione: infantile fisiologica, adulta
fisiologica, atipica semplice, atipica complessa, infantile ritenuta. Nel 1967
Daniel Garliner fondò l’Istituto per la Terapia Miofunzionale di Coral Gables
in Florida e la “Myofunctional Therapy Association of America”. Con il suo
lavoro di schematizzazione degli esercizi usati nel trattamento rieducativo
inizia la concezione moderna della terapia miofunzionale e presto s’impone come
punto di riferimento e faro per i terapisti di tutto il mondo.
La buona salute dipende da un benessere generale e mantenersi in
forma non giova solo all'aspetto fisico.
ESERCIZI PER RAFFORZARE
E/O MANTENERE IN FORMA LA MUSCOLATURA
Eseguire i movimenti lentamente, ad occhi chiusi per evitare capogiri,
seduti per evitare la perdita di equilibrio ( soprattutto per quanto riguarda
gli esercizi che implicano il movimento della testa)
A seconda della forma fisica partire con sessioni di 3 fino ad arrivare a
10, numero sufficiente se gli esercizi, come auspicabile, vengono eseguiti
giornalmente.
TESTA
1. Flessioni del capo
- avanti
- indietro
- laterali
2. Rotazioni del capo
- a destra
- a sinistra
3. Traslazioni del capo
- avanti (mantenendo il capo eretto e lo sguardo avanti)
- indietro
4. Circonduzioni del capo nei due sensi
MANI-POLSI
- Aprire e chiudere le mani con il pugno chiuso
- ruotare a destra e sinistra
- piegare avanti e indietro
AVAMBRACCI
-Con le braccia tese in
avanti, lateralmente o lungo il corpo piegare le braccia e portare i pugni alle
spalle
-Con le braccia tese in
avanti o lateralmente ruotare gli avambracci a destra e sinistra
BRACCIA
-Con le braccia tese in
avanti incrociarle sopra e sotto e portarle indietro
-Con le braccia tese ai
lati ruotarle avanti e indietro portarle lungo i fianchi e poi in alto
SPALLE
- in alto
- in basso (lasciarle cadere abbandonate)
- avanti
- indietro
- ruotarle nei due sensi
- le due spalle contemporaneamente
- una per volta (controllare che l'altra non faccia il movimento
inverso, ma sia ferma)
PIEDI E CAVIGLIE
Seduti o in piedi:
- contrarre e rilassare le dita dei piedi
In piedi, ovviamente una gamba per volta
- flettere e ritrarre il piede il più possibile
-ruotare a destra e sinistra
GINOCCHIA
Seduti o in piedi, sempre una gamba per volta:
- piegare il più possibile il ginocchio
- ruotare a destra e sinistra la parte inferiore della gamba
GAMBE
In piedi o, nell’impossibilità, seduti o coricati per terra, una gamba per
volta:
-sollevare il più
possibile la gamba
-portarla indietro il più
possibile
-alzarla lateralmente
-ruotare in un senso e
nell’altro
VITA
In piedi
-flettere il busto in
avanti e indietro
-flettere lateralmente
destra e sinistra
-ruotare destra e
sinistra
BOCCA
Questi non sono che alcuni degli esercizi che possono essere fatti da soli
per rafforzare la muscolatura.
Le labbra durante la corretta deglutizione devono essere chiuse senza
alcuna contrazione della muscolatura orofacciale.
ØPronunciare esasperando
il più possibile il movimento della bocca le vocali
Øprendere
in bocca un po’ d’acqua e spingere a mo' di pompa fra le labbra 4-5 volte di
seguito, sputare e ripetere l’esercizio fino ad aver consumato 1 bicchiere
d’acqua.
ØFare
lo stesso esercizio con l’aria il più forte possibile;
ØFar
fare l’esercizio vibrando le labbra come i cavalli;
ØTirare
il labbro superiore fino a coprire i denti e spingere il labbro inferiore il
più avanti possibile
ØFare schioccare la
lingua sul palato (come si faceva per riprodurre il suono del trotto del
cavallo
ØFormare con la lingua
una specie di tazza, metterci un po’ d’acqua e pronunciare “CHEI”
Østringere i denti e
toccare il palato con i bordi della tazza
Øcon un po’ d’acqua e i
denti stretti, inclinare la testa avanti e indietro
Øtenere qualche goccia
d’acqua per un istante e poi inghiottire comprimendo la lingua sul palato, con
denti serrati e labbra aperte
Ømettere un pezzo di
liquirizia dietro gli incisivi e tenerlo con la punta della lingua. Deglutire
senza ingoiare la liquirizia
Øsolleticare il palato
con la lingua muovendola a destra e sinistra senza muovere il mento
Øtirare fuori la lingua
per toccare un qualsiasi oggetto senza sfiorare denti e labbra
Øtenere la lingua sul
palato e aprire e chiudere prima i denti e poi solo le labbra
Øportare con le dita
verso l’alto il labbro inferiore opponendo resistenza
ØDeglutizione dei liquidi -raccogliere
sulla lingua la saliva presente nella cavità orale e intrappolare la
saliva tra lingua e palato; deglutire mantenendo il contatto tra lingua e
palato
Øprendere un piccolo
sorso d’acqua e trattenerlo sulla parte di mezzo della lingua; mantenere i
denti a contatto e deglutire con la punta della lingua sulle rughe e tenendo le
labbra staccate
ØDeglutizione dei cibi
semisolidi. Si esegue come l’esercizio precedente ma l’acqua stavolta è sostituita
da una bevanda più densa (yogurt) o con un cibo semisolido(budino).
ØDeglutizione dei cibi
solidi. Si procede nel seguente modo:
-masticare lentamente un
pezzo di cibo di consistenza solida (cracker) con i denti
-posteriori e da ambedue
i lati;
-posizionare il bolo
sulla parte mediana del dorso linguale;
-deglutire con la punta
della lingua sulle rughe; controllare con uno specchio se si avvertono
movimenti della lingua durante la deglutizione: se questa è avvenuta
correttamente non si vedrà alcun movimento e non ci saranno tracce di cibo
sulla superficie linguale