“Quando spariranno le api all’umanità resteranno quattro anni di vita” una frase attrbuita ad Albert Einstein: una realtà che si spera non conosceremo mai!
BENE,
BENISSIMO! Qualcuno si è reso conto del problema ed ha potuto agire
perchè c'erano i termini per poterlo fare (uso eccessivo dei
prodotti), ma, a parte che si spera che non finisca nuovamente "a
tarallucci e vino" come lo scorso anno, prima di esultare per
questo sequestro e insultare gli agricoltori in questione, siamo
sicuri di conoscere come stanno le cose in Italia? Siamo sicuri che
quando non vi sono denunce è perchè tutto va bene? Siamo sicuri che
l'utilizzo secondo i termini di legge siano innocui e che questi
termini siano stati messi in modo corretto a nostra tutela?
Se
mi faccio una tisana della sostanza "x", attenta a non
utilizzarla nella quantità mortale, non è che questa diventa meno
velenosa.
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha indetto la
celebrazione del 3 marzo per sensibilizzare sul Valore Natura, ovvero,
quanto specie animali e vegetali selvatici contribuiscono allo sviluppo
sostenibile e al benessere umano.
La giornata dedicata alla vita selvatica ha lo scopo di sensibilizzare gli uomini di tutto il mondo nei confronti non solo della fauna selvatica, ma anche della flora, entrambe minacciate dall’azione devastatrice dell’uomo.
Per quanto riguarda le specie selvatiche, caccia a parte, la fauna ha come nemico principale l'agricoltura moderna. Condanne a morte di taluni insetti, uccelli e mammiferi, visti talvolta come nemici, potrà sembrare di poco conto, ma il primo e più evidente risultato è il proliferare di altre specie ancor più dannose in un'equilibrio perso.
Il WORLD WILDLIFE DAY, in Italia IL GIORNO DELLA FAUNA SELVATICA, ha ogni anno un tema di approfondimento.
Mai avrei pensato di tornare a parlare di glifosate, ma, ultimamente, è tornato alla ribalta e non posso esimermi dal dire la mia. Come già accennato in un precedente post (ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA) , io e il glifosate abbiamo una ormai lunga "amicizia".
Per ricapitolare un po', vista la mia pessima memoria nelle date, sono andata a spulciare Il Foglio, noto sostenitore di glifo (ormai siamo in confidenza 😜) (1)
Dunque:
1950 viene scoperto il composto chimico da Henry Martin che lavorava per la svizzera Cilag, ma non è oggetto di pubblicazione.
1970 la Monsanto effettua studi per un nuovo e più potente diserbante
1974 nasce il roundup
2001 il brevetto è scaduto e il glifosate viene utilizzato da molte azende nella formulazione di diserbanti non solo per l'agricoltura, ma anche per il giardinaggio e soprattutto per la manutenzone del verde (quanti ricordi...) VEDI ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA
2017 l'Unione Europea ne autorizza l'uso per altri 5 anni
Detto questo, mi trovo a difendere quei produttori finali attaccati perchè nei loro prodotti viene trovato il glifosate. Sicuramente ci vorrebbe un po' più di attenzione da parte loro, ma più che la chiarezza delle loro etichette, che non guasta, dovremmo pretendere una maggiore trasparenza da parte di chi produce le materie prime e di quegli enti pubblici che ci propongono immagini da "pubblictà del Mulino Bianco" e mezze verità in nome dell'innovazione. I prodotti chimici utilizzati per produrre il nostro cibo non dovrebbero essere secretati come fossero segreti militari. Gli studi per approvarne l'utilizzo non dovrebbero essere fatti solo da chi godrà dei brevetti. Le aziende e i soggetti privati, che con questi enti collaborano, beneficiandone sia a livello economico che di immunità, non dovrebbero aver come controllore dell'operato gli enti di cui sopra.
Facciamo l'esempio dell'olio. La Ue ha vietato l'uso dei nicotenoidi perchè tossici per l'uomo e tra i responsabili della moria delle api. Bene! Se io compro olio italiano penso quindi che non ce ne saranno. E qua mi sbaglio perchè, come sta accadendo in Puglia, per il gioco delle deroghe, è stato reso obbligatorio il trattamento degli ulivi proprio con quei nicotenoidi.
agricoltura 4.0 - crea
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(1) in realtà Glifo è il nome di uno dei primi animali salvati che ci hanno fatto capire cosa fosse davvero il glifosate ai tempi in cui veniva spruzzato anche nei parchi gioco
La
composizione su 100 g è di 4,53
g di spirotetramat puro , ilrestantedai soliticoformulanti, nome sotto cui vanno sostanze dichiarate "inerti" e che quindi non necessitano di autorizzazioni, ma il cui elenco dettagliato o la composizione rimangono a tutt'oggi fuori dalle etichette.
Come hanno riportato tutti i media, nel 2018 gli stati membri dell’Unione europea, a seguito del rapporto EFSAsu analisi di oltre 1500 studi, hanno votato a
favore del divieto permanente per i tre insetticidi neonicotinoidi più
dannosi per le api – clothianidin, imidacloprid e thiamethoxan – in
tutto il territorio dell’Ue
Oggi al ministero della
Salute ho firmato con il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti il
documento "Verso una Scuola che promuove salute". Finalmente porteremo i
più importanti temi della salute nelle scuole.
È importante
favorire l'inserimento della promozione della salute nei programmi delle
scuole di ogni ordine e grado come un percorso di educazione
trasversale in tutte le discipline.
I giovanissimi devono avere maggiore consapevolezza sull'educazione
alla sessualità ma anche sulla prevenzione dell’obesità e lotta alle
dipendenze attraverso corretti stili di vita.
Per farlo serve
una strategia a 360 gradi. Per questo abbiamo rinnovato anche il
protocollo “Tutela del diritto alla salute, allo studio e
all'inclusione”.
L'inclusione e la consapevolezza sulla salute cominciano tra i banchi di scuola."
GIULIA GRILLO
Com'era la cosa " attento a quello che desideri perchè potrebbe avverarsi"?
Per anni ho auspicato questa notizia perchè ritenevo e ritengo l'educazione alla salute fra le cose più importanti ma..., e ora ho un grosso MA, chi si occuperà di dettare le linee guida di questi insegnamenti? Chi fornirà le giuste informazioni?
la xylella, o, più precisamente la xylella fastidiosa ceppo codiro rappresenta, come disse ai primi allarmi l'allora ministro Martina, la peggiore crisi ftosanitaria d'Europa.
Sono dunque molto numerose le specie che possono essere colpite da questo batterio, tra cui:
VETTORI DELLA XYLELLA
Il
vettore principale ritenuto responsabile della xylella è la
"sputacchina"
che, nutrendosi di linfa e deponendo le uova al di sotto delle
cortecce degli alberi, trasporta il batterio da una pianta all'altra.
Altri
vettori sono considerati il Neophilaenus campestris e il
Philaenus italosignus.
"Consiglio di realizzare in Salento impianti nuovi intensivi,
superintensivi ma soprattutto razionali". Così Giuseppe Fontanazza, già
direttore del Cnr di Perugia e costitutore della cultivar di olivo che
può dare nuova speranza alla Puglia, dichiara in una giornata tecnica organizzata
da Consorzio Oliveti d’Italia, Assoproli e Odaf Bari
Il Gasdotto Trans-Adriatico (conosciuto con l'acronimo inglese di TAP, Trans-Adriatic Pipeline) è un gasdotto in costruzione che dalla frontiera greco-turca attraverserà Grecia e Albania per approdare in Italia, nella provincia di Lecce permettendo l'afflusso di gas naturale proveniente dall'area del Mar Caspio (Azerbaigian) in Italia e in Europa.
Come spesso accade, complici i media che contribuiscono al mantenmento delle
facciate pulite e all'isolamento di chi sta portando avanti idee
contrarie all'elemento forte di turno, al di fuori della Puglia forse la frase più benevola che si
sente dire dei no-tap è "ma cosa vogliono? ...per quattro piantine e un
metro di sabbia? Il gas ci serve!"
Andiamo
con ordine. Perchè ci si dovrebbe ribellare ad un'opera tanto
fantastica?
Sulla terra ferma non si può limitare la questione tap ad un tubo interrato di 8 km anche perchè i
km aumentano con la parte italiana della Snam e ai "tubi" vanno
aggiunti gli impianti come quelli di depressurizzazione: il tutto molto
vicino a centri abitati (con i rischi che comportano), in cambio del risarcimento
ai proprietari dei terreni per il disturbo arrecato durante i lavori a fronte del grande impatto ambientale.
Sul territorio presto iniziano a sorgere problemi. Di seguito solo alcuni
MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Ricordiamo che la TAP AG è una società privata non italiana ma il cantiere è diventato un territorio militarizzato e le immagini a cui la popolazione assiste ogni giorno sono leggermente diverse da quelle proposte dai filmati della TAP AG.
Militarizzazione significa anche che non solo è vietato l'accesso alle zone delimitate, ma è vietata qualunque forma di controllo.
Già... la xylella... Il percorso tap-snam prevede il passaggio del cantiere su teereni sottoposti a vincolo e fra ulivi monumentali. Là dove non hanno potuto gli "incidenti", gli incendi, le "disattenzioni" nella stipula dei contratti, ha potuto la xylella (fortunata coincidenza), che ha reso possible intervenire dove non sarebbe stato possibile.
ESPIANTO ULIVI
La
tanto decantata cura che la società aveva garantito nel proteggere gli
ulivi, ricchezza del nostro patrimonio alimentare e parte integrante
dell'identità di un'intera popolazione si è presto rivelata tutt'altro.
L'utlizzo delle motoseghe, lo stoccaggio e il trasporto degli ulivi
"fortunati" non era la stessa delle immagini proposte all'opinione
pubblica. I meno fortunati, poi, con la sentenza non sempre fondata di
zxylella venivano semplicemente sradicati.
Melendugno, masseria del Capitano, 4 gennaio 2019.
A seguito di pochi centimetri di neve, il canopy che ospitava gli ulivi
espiantati ha ceduto rovinosamente sugli alberi
.https://www.facebook.com/mammenotap/photos/a.437565870002236/597206994038122/?type=3&theater
"A TUTTO GAS: DA UN MESE SONO INIZIATI I LAVORI SUL NUOVO GASDOTTO
TAP/SNAM A BRINDISI, SAN PIETRO VERNOTICO E TORCHIAROLO, IN BARBA A
DIFFIDE E PRESCRIZIONI.
Nessuno ne parla, ma SNAM ha già
picchettato o recintato parte della porzione brindisina del gasdotto di
interconnessione TAP/SNAM. Etichettati anche gli 8603 ulivi del
percorso, di cui metà di medie dimensioni e oltre 300 ulivi monumentali.
Il progetto SNAM prevede la costruzione di un metanodotto della lunghezza di 55 km
dal punto di interconnessione con TAP nel comune di Melendugno alla
connessione alla rete nazionale dei gasdotti nel comune di Brindisi. I
Comuni interessati dal tragitto del nuovo gasdotto sono Lecce,
Lizzanello, Brindisi, Vernole, Surbo, San Pietro Vernotico, Torchiarolo e
Castri di Lecce. Secondo
la prescrizione A.11 della VIA (Valutazione d'Impatto Ambientale)
bisogna rispettare il periodo dicembre-febbraio per
l'espianto/reimpianto degli ulivi. La delibera della Giunta Regionale
del 24/10/2018 n.1890 prevede invece "una deroga ai vincoli forestali,
ambientali e paesaggistici ... e dispone l'estirpazione delle piante
risultate infette al test di laboratorio, senza effettuare il test di
conferma, e dispone in alternativa che per ragioni di economicità ed
efficienza, si può procedere ad ordinanza di abbattimento delle piante
con sintomi conclamati e ascrivibili alla Xylella, previa ispezione
visiva ufficiale della Sezione Osservatorio fitosanitario e condivisione
verbalizzata del proprietario". San Pietro e Torchiarolo sono zona
infetta, per cui SNAM non deve espiantare e reimpiantare, ma basta
vedere un ramo secco e possono eradicare, cioè distruggere gli alberi su
proprietà o titolo di possesso di SNAM, anche con la sola ispezione
visiva di un funzionario. Nel provvedimento del ministro
Centinaio di qualche giorno fa, “il piano intende favorirla
[l’eradicazione], nella zona infetta, in quanto condizione essenziale
per ricostruire il patrimonio produttivo locale”. Secondo i documenti
ufficiali le percentuali di piante infette oscillano dal 2,3 % al 1,8 %
nelle zone di contenimento e cuscinetto, mentre nella zona infetta di
Melendugno si legge che su 404 piante di olivo analizzate solo 3
risultavano infette da Xylella (0,7%). Di due giorni fa la notizia del
TgR Puglia che dalla più recente analisi TAP, le piante infette
nell’area sono passate da 3 a 14, quindi, secondo loro, la Xylella sta
avanzando sul versante adriatico e ci sarebbe la necessità di contenerla
con le eradicazioni. Un bel regalo per TAP/SNAM dal Ministro Centinaio…
Il Movimento No TAP della Provincia di Brindisi, insieme ad altre
associazioni, ha inviato in data 11 gennaio 2019 una formale diffida
all'inizio lavori SNAM con l'invito ai sindaci interferiti di
intraprendere azioni concrete affinchè ci sia un reale contrasto alla
realizzazione del gasdotto TAP/SNAM" (MAMME NO TAP)
- Con l'escamotage di considerare l'opera come due cose distinte (gasdotto tap e gasdotto snam) e il non considerare gli impianti di depressurizzazione pari ad uno "stabilimento", si è evitato di essere soggetti alla direttiva Seveso.
- Apposite deroghe rendono possibile l'espianto degli ulivi senza la cura promessa, ma seguendo la tabella di marcia della società. Gli ulivi vengono drasticamente potati e sradicati senza il rispetto del periodo vegetativo e senza nessuna accortezza (in caso di effettiva xylella l'utilizzo della stessa motosega diffonde il batterio anche ad alberi sani)
Durante l'incontro avvenuto con con i tecnici Snam (società impegnata nel collegamento di TAP alla rete gas nazionale), , le sorelle Pagliara, proprietarie del terrneno denominato “CANALE LUENGU”, che saà attraversato per 8 km, hanno chiesto venisse scritto nel verbale
"Dichiaro questa opera illegittima e dichiaro di non accettare le
valutazioni proposte perché considerata illegittima sia nelle procedure
(manca della valutazione di impatto ambientale, la VIA) sia nella
sostanza, in quanto non valuta gli effetti che si produrranno sulla
salute, sull’ambiente e sulla società. Manca, inoltre, del parere delle
popolazioni locali sulle questioni di giustizia ambientale, come
previsto dalla convenzione di Aarhus (trattato internazionale
sottoscritto e vigente in Italia).
Inoltre, obbliga a impegnarsi a
non impedire il passaggio lungo le aree di occupazione sia pedonale che
con mezzi agricoli sul terreno sopra individuati, per consentire sia la
coltivazione, raccolto, aratura, eccetera..
Diffida Snam rete gas
dello spostamento di piante di ulivo senza preventiva autorizzazione
rilasciata con decreto della Regione Puglia e relativa comunicazione
preventiva dell’eventuale autorizzazione, con data ed ora
dell’operazione di spostamento delle piante al proprietario. Si contesta
l’occupazione di urgenza, nonchè l’asservimento e ci si riserva di
tutelare ogni diritto ed interesse nelle sedi opportune. Si contestano
le risultanze degli accertamenti compiuti in contraddittorio.
Obbligo da parte di Snam rete gas di esimere i proprietari dei fondi da
ogni danno causato a terzi e ai proprietari dei fondi dell’esecuzione
dei lavori e in conseguenza degli stessi".
Forse sarebbe da ricordarsene la prossima volta che ci indigneremo per il tal scempio ambientale che si sta facendo dall'altra parte del mondo, quando sottoscriveremo la battaglia per la protezione di questo o quell'altro animale e quando pubblicheremo post contro chi non fà nulla di fronte a danni ambientali irreversibili, in lascito per le generazioni future.
Ah, già, dimenticavo, noi in Italia abbiamo un ministero e un ente che si occupano della tutela di agricoltura, foreste e turismo...
Intanto, mentre noi siamo rassicurati da questo, sul territorio italiano sta proseguendo un'opera di importanza strategica, nel silenzio dei media e nell'indifferenza dell'opinione pubblica, contrastata solo da chi la sta vivendo sulla propria pelle
"REPORT DI ORDINARIO ABUSO da parte di Snam/Tap per imporre l’esproprio di un terreno agricolo a Torchiarolo.
Lo scorso 23 febbraio ci siamo recate, io con le mie due sorelle ed
altre persone, in un oliveto in località Canale Luengo nel comune di
Torchiarolo; si tratta di un piccolo appezzamento di proprietà dei miei
genitori, da sempre braccianti agricoli, adesso in pensione.
Abbiamo presenziato al sopralluogo effettuato dalla Snam /Tap per
procedere all'immissione in possesso del fondo su cui viene imposto il
vincolo di occupazione e asservimento per garantire il passaggio del
metanodotto di interconnessione della TAP proveniente da San Foca con la
rete nazionale del gas.
Voglio chiarire subito che i miei
genitori non vogliono assolutamente trattare sugli indennizzi e sugli
aspetti economici con questi soggetti ed hanno dichiarato che se costoro
occuperanno la terra, sarà senza il loro consenso.
Ci siamo
recati sul posto in mattinata insieme con Elena Papadia, avvocata che ci
seguirà in questa storia e con altri amici che si stanno opponendo
all’opera; insieme ad un giornalista e ad un ricercatore abbiamo
documentato tutto ciò che è avvenuto.
Quando siamo arrivati sul
terreno erano già presenti, oltre ai tecnici incaricati da Snam, diversi
agenti della Digos. Questi ultimi si erano posizionati con una macchina
sulla strada che conduce al fondo, ostacolando così il nostro accesso.
Siamo riusciti a passare solo immettendoci nei terreni adiacenti. Quando
siamo arrivati sul nostro appezzamento, altri agenti Digos
passeggiavano sul terreno come se fosse di loro proprietà, incuranti
delle nostre richieste di spiegazioni della loro presenza.
Al
termine delle operazioni tecniche, abbiamo preteso che le nostre
dichiarazioni venissero inserite integralmente nel verbale redatto da
Snam. La nostra nota a verbale ha affermato la netta opposizione
all'opera perché non tiene conto del parere delle comunità locali (come
invece previsto dalla Convenzione di Aarhus, recepita dall'Italia con
una legge del 2001) ed è in palese contrasto con l'accordo di Parigi sul
clima, a causa dell'effetto negativo dovuto all'utilizzo di energie
fossili climalteranti.
Alla fine di tutto, nonostante
l'opposizione, ciò che è rimasto in noi era un senso di grande amarezza e
frustrazione nel vedere per l'ultima volta questa terra così come
l’avevano curata i nostri genitori; da quel momento in poi non sarebbe
più stata la terra che riconoscevamo, libera e ricca di quei valori e
significati forti e radicati, dove ogni albero ed ogni pigmento della
terra i nostri genitori sapevano riconoscere e definire con la maestria
dell’esperienza e della sapienza contadina. Su queste terre miei
genitori, come tanti altri braccianti e piccoli proprietari, hanno
saputo costruire un futuro per per se stessi e per le generazioni
successive.
In quei momenti, proprio mentre ci scambiavamo
questi pensieri, i tecnici Snam procedevano a recintare con una rete
rossa tutta l'area, che veniva così occupata e violata da questa
ennesima opera di distruzione.
Era già successo decine di anni fa
per un altro cantiere; altre terre - coltivate a vigneto che davano un
vino dal sapore unico - occupate ed usate sempre per progetti predatori e
di distruzione: sto parlando della centrale a carbone di Cerano.
Non abbiamo fatto in tempo a condividere questi pensieri con gli amici
che stavano con noi su questi tre filari di ulivi, a comunicarci il
malessere per quello che stava avvenendo, che la Digos ci ha riportati
in quella che sarà la realtà da questo momento in poi: non siamo più
liberi di stare sulle nostre terre. Infatti, proprio sul nostro fondo
siamo stati trattenuti per oltre un’ora per un’operazione di
identificazione che ha riguardato tutti i presenti, salvo il personale
di Snam. Tutto questo avveniva all’interno del nostro appezzamento di
terra!
Siamo stati catapultati in questo modo a dover vivere
immediatamente una nuova realtà quella imposta da TAP/Snam che sta
attraversando il nostro Salento: un’operazione estrattivista di nuova
colonizzazione, che s'impone in modo violento smembrando i territori ed
impedendo ogni possibilità di continuare a costruire il proprio futuro
di vita dignitoso e libero.
Forse il senso di quello che è
avvenuto è spiegabile con il fatto che i cittadini di Torchiarolo,
durante la questione Xylella e la battaglia contro il decreto Silletti,
hanno saputo reagire con compattezza e determinazione facendo valere la
propria dignità di comunità responsabile ed unita. Forse Snam/TAP pensa
preventivamente di escluderci dalle decisioni che riguardano i nostri
territori incutendoci timore? Noi dobbiamo al contrario far leva proprio
su quel senso forte di comunità, questa volta collegandoci ed
arricchendoci dell'esperienze di opposizione a TAP che da anni la
comunità di Melendugno con un’ampia solidarietà da tutto il Salento sta
attuando, provando a far sentire la propria voce nella costruzione di un
territorio che sia capace di pensare ad un futuro di vita e di umanità
contro il “progresso” di sicura morte che ci vogliono imporre.
Questa operazione di SNAM di presentarsi con la Digos ci è sembrata
sproporzionata ma forse congegnata per incutere timore e prevenire
qualsiasi forma di opposizione, tutto ciò forse è sintomo di una
debolezza da parte dei nuovi colonizzatori/espropriatori, i quali hanno
bisogno di fare in fretta a realizzare i propri propositi, preoccupati
dall’incedere delle inchieste della magistratura sulle palesi
illegittimità dell’opera e dal cuore con cui le popolazioni salentine,
libere e pensanti, stanno continuando caparbiamente a difendere il
proprio territorio ed il futuro dei propri figli e figlie." (MAMME NO TAP)
i famosi ulivii che il Tap doveva reimpiantare -MOVIMENTO NO TAP
Ricordiamo che, ancor oggi, è sufficiente il sospetto, avvallato da un "controllo visivo", per emettere la sentenza di xylella e poter procedere alla distruzione della pianta.
28 febbraio - "I FAMOSI ULIVI CHE TAP DOVEVA REIMPIANTARE...
Grazie all'ennesimo salto mortale indecente sulla questione xylella,
ora pare che sia sufficiente un "controllo visivo" per decidere se un
albero è da abbattere o meno. E, guarda caso, la disgrazia ha voluto che gli alberi presenti sul tracciato di pertinenza TAP, "a occhio" fossero malati e dovevano essere abbattuti.
Bè, si, ovviamente noi siamo quei mal pensanti che sostengono che,
stranamente, questi alberi vengono abbattuti proprio il 28 febbraio, che
per legge è il termine ultimo per le operazioni regolari di espianto." (MOVIMENTO NO TAP)
TAP ITALIA
" Nel
mese di febbraio TAP ha completato una nuova fase di rimozione
temporanea degli ulivi lungo il percorso a terra del gasdotto. In tutto
tra il 1° dicembre e il 28 febbraio sono stati rimossi 463 ulivi, 187
dei quali (circa il 40% del totale) sono risultati (secondo le analisi
svolte con il metodo molecolare presso un laboratorio accreditato)
infetti da Xylella e l’Osservatorio Fitosanitario ne ha
disposto l’abbattimento. Le restanti 276 piante sono state trasferite a
Masseria del Capitano, dove insieme alle altre 650 già trasferite a suo
tempo, saranno messe a dimora e protette in attesa di ritornare
esattamente nei punti da dove sono state prelevate. Tutto il processo di
movimentazione e cura degli ulivi è stato effettuato di concerto con le
autorità fitosanitarie e gli enti competenti." (TAP ITALIA)
IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO DI UNA TERRA CHE NON SOLO E' DI CHI CI VIVE, MA ANCHE DI TUTTI NOI - foto mamme no tap
marzo 2019 - VARATO IL DECRETO EMERGENZE IN AGRICOLTURA
"IL
MARE DI SAN FOCA NON RESTITUISCE SOLO BOE GIALLE!
Proprio sulla spiaggia
di San Basilio, dove dovrebbe approdare il “TAP TUBO”, unitamente
alla poseidonia, è stato rinvenuto un bellissimo organismo marino.
Inusuale trovare tali formazioni sulla spiaggia, essendo esseri che
normalmente abitano i fondali. Ora la domanda è: come mai è emerso?
Si è staccato perché non vedeva l’ora di far visita a noi Umani?
La presenza del
coralligeno al largo di San Foca era già stata rilevata nel 2017. A
tal proposito la stessa prescrizione A9 del dm 223/14 (VIA) del TAP,
prevede che il tubo dovesse essere posto a distanza di 50m da tali
banchi coralligeni. Poiché però tale prescrizione risultava
inottemperabile a TAP, data la presenza di due banchi paralleli alla
linea di costa, la multinazionale ha chiesto e ottenuto dalla Ctvia
una "interpretazione" retroattiva tale da poter stare a
soli 10m dalle formazioni coralligene. Ma neanche ciò è bastato a
spianare la strada normativa al Mafiodotto. Infatti ben presto si
scoprì che i banchi coralligeni sono talmente folti che risulta
inevitabile passarci sopra.
E così, il nostro
paesaggio sottomarino di inestimabile valore, ce lo ritroviamo morto
sul bagnasciuga in compagnia di enormi boe gialle metalliche che Tap
proprio non riesce ad ancorare a dovere sul fondale ormai
irrimediabilmente compromesso.
Nessun impatto, si
affannano a ripetere... "
(MAMME NO TAP)
========
SE
INEVITABILE DOVREBBE ESSERE L'INDIGNARSI, D'OBBLIGO E' SAPERE CHE
UN'ALTRA REALTA' E' POSSIBILE: PER QUEST'ULTIMA, PER I NOSTRI FIGLI E
LE GENERAZIONI CHE VERRANNO,