Fotografie di oggi che parlano di esistenze lontane. Fotografie dall'aspetto antico e proprio per questo più vive che mai.
di tutto un po': attualità, salute, alimentazione, hobby, fai da te, animali, pensieri in libertà
Visualizzazione post con etichetta ieri oggi e domani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ieri oggi e domani. Mostra tutti i post
sabato 21 novembre 2020
IN PUNTA DI PIEDI
Fotografie di oggi che parlano di esistenze lontane. Fotografie dall'aspetto antico e proprio per questo più vive che mai.
lunedì 5 agosto 2019
IPERICO - HYPERICUM PERFORATUM
![]() |
| IPERICO |
L'iperico è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea nei campi incolti, nelle boscaglie e lungo i fossi praticamente su quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia la sua presenza è andata diminuendo grazie anche alle abitudini di raccolta.
L'iperico può essere coltivato e non necessita di particolari cure in quanto pianta rustica che ben si adatta a qualunque tipo di terreno. Predilige il sole e sopporta bene la siccità.
L'iperico ha fusti eretti alti da 20 ad 100 cm con foglie opposte e
sessili, che, guardate in controluce, appaiono come bucherellate, per la
presenza di piccole ghandole traslucide. Da qui i nomi volgari
"millebuchi" e "millepertuis". I fiori, raccolti in grappoli, hanno 5 petali gialli con piccoli puntini neri e, se strofinati fra le dita, tingono di rosso. La fioritura inizia intorno al 24 di giugno e dura circa un mese: questo oltre al nome volgare di "erba di San Giovanni", lo lega alle innumerevoli tradizioni e credenze di questo periodo.
![]() |
| IPERICO |
L'iperico è una piata dalle mille virtù. Pianta legata alla luce e al solstizio d'estate l'iperico è chiamato anche "scacciadiavoli".
L'utilizzo come pianta medicinale risale agli antichi greci e se ne ha riscontro nel De Materia Medica di Dioscoride, importante trattato medico botanico del I sec d.C. Nel Medioevo veniva utilizzato dai cavalieri Templari per curare le ferite di guerra e migliorare l'umore dei soldati.. Presente nella farmacopea francese dal 1800, come per tanti altri rimedi fitoterapici, l'utilizzo dell'iperico si è andato via via perdendo col diffondersi della medicina moderna. Oggi l'iperico è fra le piante officinali più studiate e molti ne hanno riscoperto l'uso.
PROPRIETA'
L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:
- è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto). Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)
- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.
- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)
AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI
L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.
Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.
L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.
TISANA
In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.
OLIO DI IPERICO
PROPRIETA'
L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:
- è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto). Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)
- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.
- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)
AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI
L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.
Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.
L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.
TISANA
In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.
OLIO DI IPERICO
L'olio di iperico è un oleolito ottenuto per macerazione in olio delle sommità fiorite. Come per tante altre cose vi basterà fare un giro in internet per trovarvi un'infinità di spiegazioni su come farlo e più cercherete e più vi capiterà di leggere tutto e il contrario di tutto.
Di seguito semplicemente la mia esperienza che intendo arricchire andando avanti con le sperimentazioni e i riscontri sull'efficacia o meno.
Quest'anno ho deciso di provare a fare 4 tipi diversi di oleolito partendo da 4 oli diversi: evo, di oliva normale, di semi e mix evo e oliva normale.. La preparazione di base però è stata sempre la stessa:
ho raccolto nel pomeriggio uno ad uno i fiori che mi servivano a riempire un barattolo in vetro.
La tradizione vuole che si raccolga l'iperico nella notte di San Giovanni, ma al di là di tutti i rituali, personalmente credo che non ci sia niente di più magico e rispettoso della natura che raccogliere solo quello che serve, non "saccheggiando" le piante che avranno così modo di continuare la fioritura anche dopo il nostro pasaggio, nutrire api ed altri insetti e produrre i semi che daranno vita a nuove piante.
I fiori dell'iperico sono riuniti a grappolo che fioriscono in successione per circa un mese a seconda delle condizioni climatiche. Ogni fiorellino raggiunge la massima apertura in un giorno, quasi seguendo il sole a cui è legato. Raccogliere i fiori perfettamente asciutti, nel momento di massima apertura ci eviterà di far irrancidire l'olio con parti non sane della pianta o eccessiva umidità. Madre natura ci sarà poi grata se, lasciando almeno qualche fiorellino aperto per ogni pianta, ce ne andremo senza lasciare la desolazione.
![]() |
| IPERICO - raccolta fiori sani e asciutti |
![]() |
| IPERICO - riempire un barattolo in vetro |
![]() |
| IPERICO - ricoprire di olio |
Una volta riempito il barattolo, comprimendo leggermente i fiori senza schiacciarli, ho versato l'olio fino ad arrivare quasi al bordo. Ho appoggiato sopra il coperchio in modo che non si formasse condensa e preservandolo da insetti e impurità. Ho quindi riposto il barattolo su un davanzale alla luce ma non sotto il sole diretto. Questa scelta personale è stata dettata semplicemente dal fatto che ritengo che l'esposizione diretta, tanto più in un'estate calda come questa, avrebbe portato la temperatura dell'olio pari a quella di una frittura modificandolo non positivamente. I primi giorni sono stati i più delicati perchè occorre due volte al giorno rigirare assolutamente il contenuto per evitare che rimangano fiori fuori dall'olio rovinando il tutto. In mancanza di tempo consiglio l'utilizzo dei pressini in plastica.
![]() | |||
| l'utilizzo dei pressini impedisce l'affioramento dei fiori di iperico |
Complice un'estate calda e quasi senza precipitazioni, in un mese l'olio è diventato rosso e profumato (si può arrivare ad un massimo di 40gg.). Trascorso questo periodo è bastato filtrarlo con qualche garza e metterlo nei pratici boccettini contagocce di vetro scuro da conservare al buio e, possibilmente, al fresco.
=================
Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO
Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO
OLIO EVO - OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
L'olio extravergine di oliva si ottiene semplicemente per spremitura a freddo delle olive e per questo ne mantiene le proprietà.
E' ricco di clorofilla e di carotene (ostacola l'ossidazione e l'irrancidimento).
L'olio extravergine di oliva contiene antiossidanti che forniscono all'organismo una protezione contro i processi nfiammatori.
L'olio extravergine di oliva sulla pelle ha azione nutriente, emolliente, e contrasta i tumori.
OLIO DI OLIVA
L'olio di oliva pur mantenendo alcune delle proprietà dell'olio non è tuttavia così ricco e salutare.
L'olio di oliva si ottiene miscelando oli raffinati e una parte di oli vergini.
Processo di
raffinazione
Il processo di rettificazione o raffinazione avviene in tre fasi:
- deacidificazione: l’olio viene trattato con la soda per eliminarne l’acidità; al termine di questa fase l’olio viene definito “deacidificato” o “neutralizzato”
- decolorazione: le sostanze ossidate presenti in un olio lampante vengono eliminate grazie al contatto con carboni vegetali attivati o terre decolorate. In questo modo l’olio assume un colore giallo tenue, simile a quello degli oli di semi
- deodorazione: consiste nell’eliminazione di qualunque odore sgradevole possa avere l’olio lampante. Per ottenere questo risultato viene riscaldato fino a 200 gradi sottovuoto. Vengono così prodotti in minima parte i grassi trans, ovvero grassi insaturi, nocivi per la salute. Alla fine l’olio è totalmente inodore e assume un vago sapore di mandorla
OLIO DI SEMI
L'olio
di semi viene ottenuto per estrazione, generalmente chimica, da sementi
portate ad alte temperature, e successiva rettificazione.Tra i solventi più usati c'è l'esano, un idrocarburo conosciuto per essere molto tossico e pericoloso che può causare danni al sistema nervoso.
=================
Anche per la tintura madre troverete tanti modi di farla. Per le tinture madri in commercio esiste una normativa riguardo la preparazione.
Il procedimento che utilizzo è come quello dell'oleolito, sostituendo semplicemente l'olio con alcol alimentare. La macerazione, in questo caso, viene effettuata riponendo il barattolo, ben chiuso, al buio per 30gg. Personalmente non utilizzo l'acqua nè durante la macerazione, nè nella conservazione, perchè ritengo che il cloro e le altre sostanze con cui purtroppo abbiamo a che fare ne altererebbero le proprietà. Lascio la diluizione, quindi, solo al momento del consumo.
La posologia è di 20, massimo 50 gocce in un bicchiere d'acqua da 1 a 3 volte al giorno per due mesi
L'unguento racchiude le proprietà dell'oleolito per massaggi e scottature e la praticità di un preparato non liquido, ideale se si è in viaggio.
95 g di oleolito di iperico
10-15 ca. g di cera d'api (la quantità di cera determina la solidità dell'unguento)
Sciogliere a bagnomaria la cera, quindi, a fuoco spento, unire l'oleolito e amalgamare bene, avendo cura di lasciare il composto a contatto del calore solo lo stretto necessario. Versare in piccoli barattoli e lasciare raffreddare, quindi chiudere.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.
Ottimo per mani e piedi.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.
Ottimo per mani e piedi.
![]() |
| UNGUENTO DI IPERICO |
RATAFIA'
1 litro di grappa
15-20g di sommità fiorite
1 limone non trattato tagliato a pezzi
zucchero (facoltativo) a piacere
mettere il tutto in un barattolo di verto e lasciare in infusione per 1 mese, quindi filtrare.
![]() |
| IPERICO - preparazione ratafià |
APPROFONDIMENTI
- Iperico, eleuterococco e rodhiola vincono ansia e stress, regalano buonumore, ti ricaricano di energia vitale
- Iperico
- Profilo e azione di Hypericum perforatum
- Iperico la pianta che cura la depressione
- Hypericum perforatum, una nuova arma contro l'Alzheimer
- la grappa infernale
- iperico - farmacologia
- L'erba di San Giovanni (Hypericum perforatum) contiene i principi biologicamente attivi ipericina e iperforina. L'erba di San Giovanni (iperico) può aumentare la serotonina nel sistema nervoso centrale e, a dosi molto elevate, agisce come un inibitore delle monoaminossidasi (IMAO)
- Iperico e depressione: farmacologia e interazioni farmacologia e interazioni -
- Erba di San Giovanni: usi e leggende tra sacro e profano
DEPRESSIONE, LE SOLUZIONI NATURALI
- l'iperico come antidepressivo funziona
PLANTE MEDICINALE: MILLEPERTUIS (HYPERICUM PERFORATUM)
MILLEPERTUIS - HERBORISTES DU PEUPLE
- Chroniques végétales - Le millepertuis (video disponibile dal 10/03/2019 al 10/03/2022)
domenica 9 giugno 2019
ACETO DEI QUATTRO LADRONI
![]() |
| ACETO DEI 4 LADRONI |
Si narra che l'origine dell'aceto dei quattro ladroni risalga ai tempi della peste a Tolosa che dal 1628 al 1631 provocò oltre 50.000 morti. Durante quel periodo alcuni ladri riuscivano a derubare morti e morenti senza essere contagiati. Catturati, con la falsa promessa di una morte più rapida, rivelarono il loro segreto: un aceto medicamentoso che bevevano e con cui si cospargevano il corpo.
Considerata l'efficacia, durante la peste che colpì Marsiglia nel 1720 sulle mura della città ne venne appesa ai muri una ricetta:
«Si prendano tre pinte di aceto di vino bianco forte, si aggiunga una manciata di assenzio, una di olmaria, una cinquantina di chiodi di garofano, due once di radici di campanula due once di angelica, rosmarino e marrubio e tre grandi misure di canfora. Mettere il composto in un contenitore per quindici giorni, filtrare e mettere poi in bottiglia. Sfregare su mani, orecchie e tempie di volta in volta quando si avvicina un appestato» (Musée du vieux Marseille)
Le proprietà di queste preparazioni erano già note ai tempi di Ippocrate, ma la combinazione delle erbe di questo particolare aceto gli garantì l'inserimento nella Farmacopea del Corpo Medico francese fino all'avvento della medicina moderna come efficace e potente antisettico.
Oltre all'utilizzo di timo, salvia, rosmarino e lavanda della ricetta orginale, nel tempo la preparazione è stata modificata e talvolta arricchita, per cui ne esistono diverse varianti.
![]() |
| rosmarino, salvia, lavanda, timo e aglio - ACETO DEI QUATTRO LADRONI |
Una di queste, nella variante aceto di vino bianco o aceto di mele:
- 1 litro di aceto
- 1 cucchiaio di timo tritato
- 1 cucchiaio di salvia tritata
- 1 cucchiaio di rosmarino tritato
- 1 cucchiaio di foglie di lavanda tritate
- 1 spicchio d'aglio schiacciato (facoltativo a seconda dell'utilizzo- es. bucato e pulizie)
- 1 pezzo di zenzero (facoltativo)
(le erbe possono essere tagliuzzate con una forbice)
Mettere il tutto in un contenitore di vetro e lasciare macerare 7-15 gg al buio scuotendo una volta al giorno. Quindi filtrare e conservare al buio.
UTILIZZI
L'aceto dei quattro ladroni racchude ed unisce le proprietà delle piante e dell'aceto. Gli utilizzi sono molteplici. tra questi:
L'aceto dei quattro ladroni racchude ed unisce le proprietà delle piante e dell'aceto. Gli utilizzi sono molteplici. tra questi:
- puro come normale aceto per condire (il sapore della lavanda è quello che maggiormente spicca)
- diluito per gargarismi
- 1 cucchiaino diluito in un bicchiere d'acqua tre volte al giorno come curativo per malattie virali
- mezzo bicchiere in 2 litri di acqua per pediluvi
- puro o diluito per pulizie della casa e per il bucato (soprattutto in presenza di animali)
- con la base di aceto di mele, diluito, nel risciacquo, sul pelo dei cani come antiparassitario
sabato 17 marzo 2018
CENERE DI LEGNA UTILIZZI
![]() |
| cenere di legna |
La cenere di legna è uno scarto ma anche una grande risorsa che i nostri nonni ben conoscevano e che oggi si và riscoprendo grazie alla maggiore attenzione per l'ambiente e il mondo del naturale.
Un tempo non si poneva il problema ma oggi è importante precisare che, qualunque sia l'utilizzo, la cenere deve essere di legna "vergine" non trattata per evitare la presenza di residui chimici (niente materie plastiche e altri rifiuti). Analogo discorso, a mio avviso, và fatto per la cenere derivante dal pellet che si ottiene dalla lavorazione della segatura e, solo in teoria, non contiene sostanze chimiche come vernici, colle, ecc.
Importante è poi non confondere la cenere con la fuliggine che, invece, contiene sostanze tossiche come il creosoto (di cui già parlato in TRAVERSINE FERROVIARIE ). La fuliggine e le formazioni catramose di tubi e camini non vanno mai disperse nell'ambiente.
![]() |
| 1) fuliggine - 2) cenere |
UTILIZZI DELLA CENERE DI LEGNA
- PULIRE IL VETRO ANNERITO DELLA STUFA A LEGNA
a stufa spenta e raffreddata vi basterà prendere una spugna per piatti,
bagnarla, strizzala un po' e intingere la parte che gratta nella cenere e iniziare a fregare. lo sporco e il nero verranno via facilmente: provare per credere! Non vi rimane quindi che risciacquare e asciugare.
a stufa spenta e raffreddata vi basterà prendere una spugna per piatti,
![]() |
| spugna per piatti |
- PULIZIA DELL'ACCIAIO - utilizzata come sopra o, meglio ancora, come pasta derivante dalla preparazione della lisciva, anche un vecchio e trascurato lavandino tornerà a brillare
- GHIACCIO - la cenere è un ottima alternativa al sale per non scivolare sul ghiaccio e scioglierlo. Utilissima su un terreno inerbato dove il sale avrebbe un effetto diserbante.
- LISCIVA
domenica 28 gennaio 2018
COME PULIRE LE PENTOLE IN ALLUMINIO ANNERITE
![]() |
| pentole di alluminio PRIMA |
Avete in casa o avete visto al mercatino delle stoviglie in alluminio che sarebbero perfette ma che, anche pulite, non invitano certo a cucinarci? (vale anche per quelle decisamente annerite che per sbaglio sono finite in lavastoviglie)
NIENTE DI PIU' SEMPLIICE!
Basta ricorrere al vecchio sistema di lavare le pentole nelle cucine d'albergo di un tempo
OCCORRENTE:
- acqua calda
![]() |
| sapone da bucato - spugna d'acciaio - lana d'acciaio |
- sapone normale da bucato
- spugna d'acciaio
- lana d'acciaio
Innanzi tutto riempite a metà il lavello di acqua calda e, con la spugna d'acciaio, ripetutamente insaponata, cominciate a fregare. Già vi accorgerete che la pentola sta cambiando aspetto.
![]() |
| ALLUMINIO - strofinare con una spugna d'acciaio insaponata |
Se la pentola che state lavando è tanto annerita e opaca occorrerà ripetere questa prima fase cambiando l'acqua.
Risciacquate e cambiate l'acqua.
![]() |
| ALLUMINIO - strofinare con la lana d'acciaio bagnata e insaponata |
Con la lana d'acciaio ripetutamente bagnata e insaponata continuate a strofinare e magicamente la vostra pentola sarà tornata ad essere degna di tornare sui fornelli.
Lavando le pentole con questo sistema, o adottandolo quando necessario, il vostro alluminio si manterrà come nuovo.
![]() |
| pentole di alluminio DOPO |
![]() |
| pentole di alluminio DOPO |
PILLOLE DI POLLICE VERDE
E una volta finito non buttate via la lana d'acciaio. Risciacquatela ed interratela vicino a piante che richiedono ferro, come ad esempio le ortensie che vogliamo far diventare azzurre.
PILLOLE DI SALUTE
L'allumio è in assoluto il miglior conduttore di calore tra i metalli utilizzati per fabbricare pentole. I cibi, infatti, cuociono alla medesima temperatura e le pareti non coperte dagli alimenti posti a cottura non si surriscaldano, impedendo così la carbonizzazione di spruzzi o residui di cibo che oltre ad alterare il gusto delle pietanze sono poco salutari. Ma c'è una grande regola di saggezza delle nostre nonne: MAI LASCIARE A LUNGO CIBI ED ACQUA NELLE PENTOLE DI ALLUMINIO. Quindi una volta cucinato sarà buona norma non mettere in frigo quanto rimane senza averlo messo in un contenitore più adatto.
E le vaschette di alluminio tanto comode? Recentemente sono stati fatti studi sulla migrazione di sostanze nei cibi in esse conservate. Un metodo empirico per valutarne la veridicità è mettervi dell'acqua o del latte e assaggiare dopo un po' di tempo: il sapore sarà diverso. Senza arrivare ad eliminare questa comodità, a mio avviso occorre quindi cautela, soprattutto in considerazione alle crescenti intolleranze ed allergie, ma non solo: l'alluminio , presente un po' ovunque dai cibi ai cosmetici ai vaccini, ha effetti deleteri sul nostro organismo.
domenica 18 novembre 2012
INAMIDARE CON L'EMPESA
![]() |
| bambole in costume di Cogne (Valle d'Aosta)-TINTAMARO |
L’empesa è il procedimento utilizzato per rendere rigide le
camicie femminili del costume di Cogne indossato dal gruppo Lou
Tintamaro, ma che può può tornare utile ogni qualvolta si voglia rendere particolrmente
rigido un tessuto di cotone o lino.
OCCORRENTE:
½ litro d’acqua più acqua q.b. per la pastella
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di amido
+ ½ bicchiere d’aqua fredda e ½ bicchiere di acqua calda
- Metti a bollire l’acqua.
- In una ciotola versa la farina e aggiungi, poco alla volta, mescolando, tanta acqua quanto basta per creare una pastella ben omogenea (tipo la classica pastella che si usa in cucina).
- Aggiungi la pastella all’acqua bollente mescolando continuamente con una frusta per evitare il più possibile i grumi e fai cuocere per circa 5 minuti.
- Passa al colino e immergi la camicia nel liquido.
- Strizza la camicia, posala su una tela o un vecchio asciugamano arrotolandoli insieme su se stessi.
- Batti un po’ di volte l’involucro su una superficie rigida in modo che la camicia sia impregnata uniformemente.
- Stendi al sole.
- Quando la camicia sarà asciutta metti in una ciotola un cucchiaio colmo di amido e fai sciogliere con mezzo bicchiere di acqua fredda.
- Aggiungi il mezzo bicchiere di acqua calda e gira bene.
- Immergi il colletto e strizza bene.
- Immergi la punta delle maniche, una alla volta, e strizza bene.
- Fai asciugare
- Inumidisci l’intera camicia con uno spruzzino, avvolgila su se stessa e riponila per un po’ in un sacchetto di plastica prima di stirarla in modo che risuldi umida in modo uniforme.
Stirare
- Per stirare inizia stirando il colletto dal dritto tirando bene le punte, quindi passa al resto della camicia, inumidendo ulteriormente, se necessario.
- Passa poi a formare una piega per volta con il ferro da stiro, iniziando dal dritto.
- Fai la stessa cosa con il rovescio.
- Nel caso sia necessario trasportare la camicia, per non rovinare la pieghettatura, stringi le pieghe a fisarmonica e lega con una fettuccia più o meno a metà.
PER IRRIGIDIRE IL GREMBIULE
½ litro d’acqua più acqua q.b. per la pastella
1 cucchiaio di farina
Colorante per tessuti nero
Cera d’api
- Metti a bollire l’acqua.
- In una ciotola versa la farina e aggiungi, poco alla volta, mescolando, tanta acqua quanto basta per creare una pastella ben omogenea (tipo la classica pastella che si usa in cucina).
- Aggiungi la pastella all’acqua bollente mescolando continuamente con una frusta per evitare il più possibile i grumi e fai cuocere per circa 5 minuti.
- Aggiungi la tintura per tessuti e fai sciogliere bene .
- Immergi il grembiule e lascia a bagno finchè l’acqua non si sarà raffreddata.
- Risciacqua il grembiule in abbondante acqua fredda e fai asciugare all’ombra.
- Inumidiscilo leggermente e stiralo senza utilizzare il vapore.
- Strofina su tutta la superficie abbondante cera (puoi utilizzare le normali candele), quindi stira nuovamente senza vapore.
- Ripeti l’operazione finchè il grembiule avrà raggiunto la rigidità voluta
domenica 28 ottobre 2012
LISCIVA
La lisciva o liscivia è una
soluzione alcalina contenente NaOH, idrossido di sodio, commercialmente noto
come SODA CAUSTICA. Questo
semplicemente per sottolineare che qualunque
procedimento casalingo, se prevede una reazione chimica, non è di per sé innocuo
ed esente da rischi.
Un tempo molto usata per le
pulizie domestiche è ora riscoperta per le pulizie eco. In associazione, ad
esempio, al sapone di Marsiglia sostituisce egregiamente tanti detersivi in commercio
unendo, oltre all’aspetto economico la mancanza di tossicità dei tanti
additivi.
Ricorda però sempre che essendo
una sostanza basica non
puoi utilizzarla insieme a sostanze acide come l’aceto perché insieme
annullerebbero a vicenda le loro proprietà.
Esistono diverse “ricette” della lisciva.
Personalmente utilizzo questa:
- · cenere e acqua in rapporto 1:5 (1 bicchiere di cenere per 5 bicchieri d’acqua).
Mi raccomando usa solo cenere
proveniente dalla combustione esclusiva di rami e legna naturale: la chimica
non è un gioco neppure fra i fornelli di
casa!
- · Setaccia la cenere in una pentola d’acciaio riservata solo a questo scopo.
- · Aggiungi l’acqua
- · Porta ad ebollizione mescolando.
- · Fai bollire per circa 2 ore. Per sapere se è pronta mettine una goccia sulla lingua. Se ha bollito a sufficienza pizzicherà appena.
- · Lascia raffreddare e decantare.
- · Raccogli il liquido con un mestolo facendo attenzione a non smuovere il contenuto della pentola per non intorpidirlo e filtralo con una tela.
- · Conservalo in flaconi di plastica con la scritta del contenuto: il liquido è trasparente ed è preferibile non rischiare un utilizzo sbagliato. Puoi usarla per la pulizia dei pavimenti nelle dosi di un normale detersivo, per la pulizia del bagno e per il bucato paricolarmente sporco in lavatrice(aggiungine un tappo al normale detersivo). Occhio però al tipo di bucato perché la lana, ad esempio, si infeltrirebbe.
- · Metti la parte cremosa iin un barattolo e utilizzala come i normali detersivi in crema. Non ha un aspetto invitante ma un buon potere detergente.
La cenere di legna è uno scarto ma anche una grande risorsa che i nostri nonni ben conoscevano e che oggi si và riscoprendo grazie alla maggiore attenzione per l'ambiente e il mondo del naturale. Molteplici sono gli utilizzi.
Iscriviti a:
Post (Atom)
29 marzo
Quanto tempo sprechiamo dietro ai soldi e in un attimo ti accorgi che tutto il denaro del mondo non potrebbe ridarti quello che hai perso....
-
Non è mia abitudine dare rilievo o condividere le scempiaggini umane perchè ritengo esistano troppi idioti a cui manca solo una "b...
-
Si avvicinano le feste natalizie e perchè non provare a creare decorazioni uniche e speciali e, perchè no, risparmiando? OCCORRENTE: p...
























