Principio
della semplificazione e del nemico unico
Adottare una sola
idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario
in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali
Principio
del metodo del contagio Riunire
diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
Principio
della trasposizione
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti,
rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non si possono negare
le cattive notizie, inventarne di nuove per distrarre
Principio
dell’esagerazione e del travisamento Trasformare
qualunque aneddoto, anche piccolo, che sia, in minaccia grave
Principio della volgarizzazione
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello
al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più
è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo
mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è
limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro
memoria
Principio della orchestrazione
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle
instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma
convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze”
Principio del continuo
rinnovamento
Emettere costantemente informazioni e argomenti
nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che,
quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad
altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la
possibilità di fermare il livello crescente delle accuse”
Principio della verosimiglianza
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i
cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie”
Principio del silenziamento
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti
e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario
Principio della
trasfusione Come
regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un
substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un
complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere
argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi
Principio dell’unanimità
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise
da tutti, creando una falsa impressione di unanimità
(1) Hitler
(2) Joseph Paul Goebbels, il genio nazista della comunicazione
Il 9 settembre 2019 la Camera dei Deputati avrebbe auto nell'ordine del giorno oltre alla discussione sulle linee generali della proposta di legge costituzionale S. 214-515-805-B - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: QUAGLIARIELLO; CALDEROLI e
PERILLI; PATUANELLI e ROMEO: Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della
Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari,
la discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
Ratifica
ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della
Convenzione del 29 luglio 1960 sullaresponsabilità civile nel campo
dell'energia nucleare, emendata dal
Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16
novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo
emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla
Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile
nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale
del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a
Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento
dell'ordinamento interno
Nel gioco di unire i puntini del piccolo paranoico possiamo trovare:
1) approvazione del TAV + alcuni piccoli accessori sulle manifestazioni 2) qualche infiltrazione mafiosa 3) UNA MONTAGNA MILITARIZZATA naturalmente ricca di URANIO in una regione che non si fa mancare nemmeno l'amianto
Il 16 settembre La Camera avrebbe avuto nell'ordine del giorno la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 52 e abbinata – Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.
Uno dei grandi cambiamenti della nostra era è, senza dubbio, internet, irrinunciabile parte integrante della nostra vita.
In un mondo sempre più connesso, i social network sono diventati uno degli strumenti più potenti al mondo per comunicare ed influenzare sia il mondo dgitale che quello reale.
Dalla politica al marketing, nulla sfugge alle nuove regole.
Una di queste è la percezione della massa.
Un esempio molto riduttivo è la pubblicità di un prodotto o un marchio. Se ai miei tempi, tra un dinosauro e l'altro, la facevano da padroni depliant, manifesti, strisconi, cartelloni e inserzioni sui giornali, ora si costruiscono a tavolino "reputazione" e bisogni, orientando ed influenzando scelte e comportamenti. Immagini e storie emozionali, ma, soprattutto, un uso delle parole funzionale all'immagine che si vuole proporre: un uso sapiente in grado di modificare anche la percezione della realtà.
Normative, leggi e decreti non fanno certo eccezione e, nell'era digitale, il modo con cui vengono percepite le informazioni è quasi più importanti delle informazioni stesse.
Le nuove norme, in discussione dal 2016, dovranno ora essere approvate
in via formale dal consiglio e dall'Europarlamento. Il regolamento sarà
quindi direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e diventerà
obbligatorio nel 2022.
- evitata etichettatura obbligatoria per i contenuti superiori a 20 mg
- quantità di cromo solo nella documentazione tecnica
La parola fertiliżżante non evoca certo qualcosa di buono e naturale, o, almeno, così era fin'ora.
Per andare incontro ad un'opinione pubblica sempre più attenta alla presenza di veleni nel cibo, oltre al non trascurabile dettaglio di un iter autorizzativo e impianti regolatori meno restrittvi, Federchimica-Assofertilizzanti, con l'invito alle aziende produttrici di " avvalersi di corretti messaggi di comunicazione", punta ad un restyling di immagine.
Sicuramente mi si può accusare di non essere nè un esperto del settore (per quello che si intende comunemente), nè un chimico. Verissimo! La mia esperienza e conoscenza della terra vengono dalla semplice osservazione, dall'averla "toccata", "sentita", odorata, come un prezioso organismo da capire e non combattere, piegare e spezzare. Ho provato sulla mia pelle quanti anni ci vogliono per far tornare "vivo" un terreno contaminato per anni da prodotti chimici. Ho ascoltato il silenzo assordante di un prato verde e, apparentemente rigoglioso, da cui gli animali si tenevano alla larga ed ho gioito dei primi segni della presenza di lombrichi (il top dei fertilizzanti di Madre Natura), uccellini e insetti, nonchè di un riccio. So che una diversa agricoltura è possibile e possibile deve essere la scelta, so che il nutrimento e il sapore di un cibo prodotto nel rispetto della vita sono diversi (nonostante le linee guida e le tabelle stilate da chi è al vertice della nuova agricoltura intensiva). So che erbe che l'uomo ha combattuto per generazioni come infestanti o dannose per i propri animali ora vengono predilette nella produzione di sementi semplicemente perchè meglio si adattano alla meccanizzazione e all'uso della chimica, mentre si distruggono con ogni mezzo quelle che sarebbero preziose per noi, gli animali e il suolo. So che sempre più si và perdendo la reale conoscenza del nostro ambiente delegandola a chi non è esente da conflitti di interesse. Per questi individui ovvio che il mantra "creo un problema, ti do la soluzione" è imperativo come opportunità di guadagno, ma mi sono sempre chiesta cosa porti persone che sono cresciute con la terra che coltivano a vederla come un nemico anzichè un prezioso alleato. La risposta credo la si possa trovare nelle semplici parole di un libro "PECORE MATTE" di Maria Tarditi. Il suo descrivere la vita in zone dove si è respirato il continuo confronto con la ricchezza ostentata ha marchiato a fuoco generazioni, facendo loro perdere di vista il vero valore della Terra.
“Quando spariranno le api all’umanità resteranno quattro anni di vita” una frase attrbuita ad Albert Einstein: una realtà che si spera non conosceremo mai!
BENE,
BENISSIMO! Qualcuno si è reso conto del problema ed ha potuto agire
perchè c'erano i termini per poterlo fare (uso eccessivo dei
prodotti), ma, a parte che si spera che non finisca nuovamente "a
tarallucci e vino" come lo scorso anno, prima di esultare per
questo sequestro e insultare gli agricoltori in questione, siamo
sicuri di conoscere come stanno le cose in Italia? Siamo sicuri che
quando non vi sono denunce è perchè tutto va bene? Siamo sicuri che
l'utilizzo secondo i termini di legge siano innocui e che questi
termini siano stati messi in modo corretto a nostra tutela?
Se
mi faccio una tisana della sostanza "x", attenta a non
utilizzarla nella quantità mortale, non è che questa diventa meno
velenosa.
Mai avrei pensato di tornare a parlare di glifosate, ma, ultimamente, è tornato alla ribalta e non posso esimermi dal dire la mia. Come già accennato in un precedente post (ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA) , io e il glifosate abbiamo una ormai lunga "amicizia".
Per ricapitolare un po', vista la mia pessima memoria nelle date, sono andata a spulciare Il Foglio, noto sostenitore di glifo (ormai siamo in confidenza 😜) (1)
Dunque:
1950 viene scoperto il composto chimico da Henry Martin che lavorava per la svizzera Cilag, ma non è oggetto di pubblicazione.
1970 la Monsanto effettua studi per un nuovo e più potente diserbante
1974 nasce il roundup
2001 il brevetto è scaduto e il glifosate viene utilizzato da molte azende nella formulazione di diserbanti non solo per l'agricoltura, ma anche per il giardinaggio e soprattutto per la manutenzone del verde (quanti ricordi...) VEDI ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA
2017 l'Unione Europea ne autorizza l'uso per altri 5 anni
Detto questo, mi trovo a difendere quei produttori finali attaccati perchè nei loro prodotti viene trovato il glifosate. Sicuramente ci vorrebbe un po' più di attenzione da parte loro, ma più che la chiarezza delle loro etichette, che non guasta, dovremmo pretendere una maggiore trasparenza da parte di chi produce le materie prime e di quegli enti pubblici che ci propongono immagini da "pubblictà del Mulino Bianco" e mezze verità in nome dell'innovazione. I prodotti chimici utilizzati per produrre il nostro cibo non dovrebbero essere secretati come fossero segreti militari. Gli studi per approvarne l'utilizzo non dovrebbero essere fatti solo da chi godrà dei brevetti. Le aziende e i soggetti privati, che con questi enti collaborano, beneficiandone sia a livello economico che di immunità, non dovrebbero aver come controllore dell'operato gli enti di cui sopra.
Facciamo l'esempio dell'olio. La Ue ha vietato l'uso dei nicotenoidi perchè tossici per l'uomo e tra i responsabili della moria delle api. Bene! Se io compro olio italiano penso quindi che non ce ne saranno. E qua mi sbaglio perchè, come sta accadendo in Puglia, per il gioco delle deroghe, è stato reso obbligatorio il trattamento degli ulivi proprio con quei nicotenoidi.
agricoltura 4.0 - crea
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(1) in realtà Glifo è il nome di uno dei primi animali salvati che ci hanno fatto capire cosa fosse davvero il glifosate ai tempi in cui veniva spruzzato anche nei parchi gioco
La
composizione su 100 g è di 4,53
g di spirotetramat puro , ilrestantedai soliticoformulanti, nome sotto cui vanno sostanze dichiarate "inerti" e che quindi non necessitano di autorizzazioni, ma il cui elenco dettagliato o la composizione rimangono a tutt'oggi fuori dalle etichette.