A chi non è mai capitato, durante una passeggiata in campagna, di imbattersi in barriere di spine inaffrontabili dove un tempo c'erano sentieri e case? I rovi rappresentano l'immagine di abbandono e degrado o, per il contadino, un nemico da combattere.
I rovi sono piante considerate altamente infestanti perchè non solo sono estremamente resistenti a qualunque condizione e attacco (anche distruttivo da parte dell'uomo), ma sono in grado di riprodursi velocemente per propaggine. I loro rami, infatti, posandosi a terra, sviluppano radici che danno vita a nuove piante a rapido sviluppo.
more di rovo a diverso grado di maturazione
Ma il rovo non è solo questo. I suoi frutti, le MORE, ormai quasi dimenticati per la difficoltà di raccolta e il rapido deperimento, sono ricchi di proprietà:
- proteggono e migliorano la microcircolazione e, anche per l'alto contenuto di potassio, sono utili per chi ha problemi di circolazione, pressione alta e diabete (nonostante gli zuccheri presenti, per la combinazione dei suoi nutrienti, ha effetto ipoglicemizzante)
- sono antinfiammatorie e contengono calcio: facilitano la decongestione nelle forme catarrali e sono di aiuto nel trattamento di artrosi, reumatismi e osteoporosi
- favoriscono la diuresi e la regolazione intestinale. combattono la diarrea e sono di aiuto in caso di emorroidi
Le sue foglie, anch'esse con molteplici proprietà, venivano masticate in caso di gengive doloranti e sanguinanti.
foglie di rovo
con esse si può fare anche una sorta di thè dissetante utilizzando sia le foglie secche (un pizzico per tazza in infusione) o fresche (tre foglie grandi + altrettante di lampone per tazza portandole ad ebollizione e lasciandole raffreddare).
Narra la leggenda che Lucifero, scacciato dal cielo, cadde in un cespuglio di rovi e, rialzandosi, maledisse quella pianta, custode della vita, condannandola all'odio da parte degli uomini.Si dice che ogni anno, in ricorrenza della caduta (11 ottobre), il demonio torni sulla terra a maledire il rovo e da quel momento le more non dovevano più essere raccolte e mangiate.
L'odio dell'uomo per questa pianta è indubbiamente rimasto e le sue spine sono state usate per ferire e torturare, ma il rovo ha continuato ad essere il custode della vita. Dove l'uomo è intervenuto e se ne è andato i rovi in poco tempo prenderanno il sopravvento avvolgendo anche il più deteriorato e sterile terreno. Le sue spine faranno da protezione e i frutti da nutrimento per i piccoli animali ma anche per per gli alberi destinati a ricreare un nuovo bosco. E quando il bosco sarà sufficientemente forte e fitte i rovi si ritireraano rimanedo in attesa di riportare la vita.
Lungi da me l'auspicio di un mondo pieno di rovi, anche per il significato che avrebbe qualora accadesse. Quello che intendo è che nulla in natura è senza senso e senza scopo.
more di rovo a diverso grado di maturazione
La tenacia dei rovi la possiamo riscontrare anche solo in estati torride come questa. Là dove quasi tutte le piante stanno risentendo del clima torrido, i rovi sono carichi di frutti, nutrimento per insetti, uccelli, piccoli mammiferi e le foglie verdi offrono riparo e cibo in estremis.Ma anche a noi esseri umani il rovo, con i suoi frutti ci sta dando i nutrienti utili in un periodo di forte stress fisico.
Tenendo ben presente le caratteristiche di "invadenza" di questa pianta e del conseguente lavoro necessario percè non prenda il sopravvento, si può utilizzarla, ai margini di un nostro terreno come valido confine 😉 e sicuro rifugio per giovani uccelli non ancora pronti al volo e altri piccoli ospiti. Per farlo sarà sufficiente cercare le nuove piante radicate, prelevarle preferibilmente con un po' di zolla e trapiantarle in autunno nel periodo di luna crescente, seguendo uno steccato o attorno a rami ammucchiati.
Quando si raccolgono frutti o erbe destinati al consumo umano e per i nostri animali è importante il dove!
MAI RACCOGLIERE lungo strade e ferrovie e campi trattati chimicamente (occhio a chi vi dice che usa solo prodotti consentiti dal biologico)
FARE MOLTA ATTENZIONE che il terreno sia più naturale possibile e non contaminato da rifiuti
Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Ogni cosa, dal più piccolo oggetto al sentiero di cui è rimasta traccia, racconta di una vita passata e tutto sembra semplicemente in attesa.
Entrare in quelle case è qualcosa da fare col rispetto per chi le ha abitate, per le vite di cui sono impregnate, anche se, inevitabilmente, nulla sarà come prima.
Fotografie di oggi che parlano di esistenze lontane. Fotografie dall'aspetto antico e proprio per questo più vive che mai.
Qualche tempo fa, nella necessità di rispolverare alcune nozioni di Scienza dell'Alimentazione, sono andata in internet e, con mia sorpresa ho trovato una realtà che, come penso molti, non conoscevo.
La prima sorpresa è stata che l'INRAN non esisteva
più.
Ai
più, di sicuro il nome INRAN non dirà assolutamente niente, ma non è
notizia di così poco conto perchè era l'ente che promosse la dieta
mediterranea; l'ente che, con i suoi studi e le sue banche dati,
stilava le tabelle di composizione degli alimenti , attraverso le quali venivano aggiornate periodicamente le linee guida per una sana alimentazione.
Si, proprio quelle tabelle che tutti, prima o poi, abbiamo consultato,
anche solo in vista di una dieta, ma che sono seguite anche dalla
medicina ufficiale e che oggi rivestono una grande importanza per la
maggiore attenzione che abbiamo verso quello che mangiamo.
N.B. Le
tabelle, che ancor oggi vengono studiate ed utilizzate sono quasi
completamente il frutto di analisi risalenti al 1998 quando ancora le
colture, gli allevamenti intensivi e i processi di lavorazione non
avevano raggiunto i livelli odierni.
All'inizio del 2020 sono state presentate le nuove tabelle a cura del CREA.
UN PO' DI STORIA
2012 - Lo storico Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), viene
soppresso e le competenze trasferite al Consiglio per la Ricerca e
la sperimentazione in Agricoltura (CRA)
Proteste e dubbi accompagnarono questo decreto del governo Monti perchè sarebbe venuto a mancare un supporto scientifico indipendente, mettendo tutto nelle mani di persone "poco disponibili a capire il ruolo decisivo del cibo e dell’alimentazione ma orientate
verso il massimo sviluppo dell'allevamento intensivo, incuranti del
benessere animale e, ancor meno, alla conseguente salute umana". Persone
con grande esperienza a livello economico e strategico divennero,
quindi, responsabili della diffusione delle linee guida alimentari
utilizzate come riferimento per le etichette dei prodotti, per le diete,
i menu scolastici, ecc.
da non confondere questo ente con l'attuale INRAN, presente online, che è un sito di proprietà della Web Digital Design, nato da un' idea di Antonio Pisaniello "per diffondere informazioni sanitarie".
2015 - nasce, dall'incorporazione di INEA nel CRA (dove erano già confluiti INRAN ed ENSE) il CREA, presentato a Expo alla presenza del ministro dell'agricoltura Martina.
Il
CREA eredita tutto quanto era confluito nel CRA, come l'attività e il
"patrimonio" del CIN (Centro di ricerca per le colture industriali).
Bene,
direte voi, in un mondo di sprechi, finalmente una gestione sensata
dello Stato con il taglio di tanti enti inutili, ma non è esattamente
così.
Oggi
il CREA non solo riunisce organismi che hanno perso l'indipendeza, ma,
di fatto, si ritrova ad essere unica figura di riferimento per tutto
quello che riguarda la nostra vita, con a capo un ministero che non
viene quasi considerato perchè, per l'opinone pubblica, "riguarda solo i
contadini". Il Crea e è controllore e controllato di se stesso nel suo
operato. E' un ente che si occupa del biologico ma tutela, anche
attraverso un sistema di scatole cinesi, gli interessi di aziende
private, volte in tutt'altra direzione, sotto la bandiera di progresso e
innovazione.
Il CREA ha nelle mani la nostra salute non solo attraverso l'attività più pertinente al ministero da cui dipende, ma anche e soprattutto attraverso la conoscenza, la formazione e l'orientamento sugli alimenti come unico riferimento scientifico.
L'antica
saggezza popolare ci insegna di "non chiedere mai all'oste se il suo
vino è buono" e noi siamo sicuri che questo "monopolio a 360°" sia
positivo? Siamo sicuri che, nonostante l'ingente investimento in ricerca
e sviluppo per un'agricoltura sempre più intensiva ed industrializzata,
la formazione, l'informazione e l'orientamento degli operatori del
settore siano realmente obbiettivi?
Nel solo 2015 il catalogo brevetti comprendeva 51 i brevetti di invenzioni
industriali/modelli di utilità, 207 le varietà vegetali protette da
privativa e oltre 460 le varietà vegetali iscritte ai registri
nazionali.
Molte innovazioni sono incentrate sulla trasformazione dei prodotti alimentari.
Il 16 OTTOBRE di ogni anno, dal 1981, viene celebrata la GIORNATA MONDIALE DELL' ALIMENTAZIONE. Fu scelta questa data in ricordo del giorno in cui, nel lontano 1945 venne fondata la FAO.
Il CREA, nato nel 2015, è il
principale Ente di ricerca italiano dedicato all’agroalimentare, con
personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Mipaaf nato a seguito della riorganizzazione e successiva soppressione di altri enti importanti, ereditandone l'attività.
Tra questi enti soppressi vi era L'INRAN,l'ente che ha promosso la dieta mediterranea; l'ente che, con
i suoi studi e le sue banche dati, stilava le tabelle di composizione degli alimenti, attraverso le quali venivano aggiornate periodicamente le linee guida per una sana alimentazione.
Si, proprio quelle tabelle che tutti, prima o poi, abbiamo consultato,
anche solo in vista di una dieta, ma che sono seguite anche dalla
medicina ufficiale e che oggi rivestono una grande importanza per la
maggiore attenzione che abbiamo versor quello che mangiamo. N.B. Le
tabelle, che ancor oggi vengono studiate ed utilizzate sono quasi
completamente il frutto di analisi risalenti al 1998 quando ancora le
colture, gli allevamenti intensivi e i processi di lavorazione non
avevano raggiunto i livelli odierni.
Il CREA si occupa di: AGRICOLTURA E AMBIENTE Il Centro si occupa della
caratterizzazione e modellizzazione spazio-temporale degli
agro-ecosistemi attraverso approcci interdisciplinari, con attività
prevalenti nel settore agronomico dell’intensificazione sostenibile
delle produzioni, della gestione efficiente delle risorse naturali
(acqua, suolo, insetti utili e microrganismi) e con particolare
riferimento alle relazioni tra sistemi di coltura, conservazione dei
suoli, cambiamenti climatici (adattamento e mitigazione) e
monitoraggio dell'ambiente ALIMENTI E NUTRIZIONE Il Centro è impegnato nella
valorizzazione tecnologica e nutrizionale dei prodotti
agroalimentari, nella tutela della salute umana, con particolare
riferimento alla qualità, funzionalità e sostenibilità alimentare.
Promuove campagne di educazione alimentare mediante definizione delle
linee guida per la popolazione e fornisce supporto scientifico in
materia di nutrizione per il settore agroalimentare, anche attraverso
apposite attestazioni di qualità degli alimenti. Sviluppa analisi di
scenario economico e sociale in materia di produzione e consumo di
beni nel settore agro-alimentare CEREALICOLTURA E
COLTURE INDUSTRIALI DIFESA E CERTIFICAZIONE
Il Centro si occupa
della difesa delle piante agrarie, ornamentali e forestali e delle
derrate alimentari da agenti biotici e abiotici. Definisce metodi di
difesa sostenibili, integrati e biologici dell’agroecosistema.E’
riferimento nazionale per la difesa e la certificazione dei materiali
di pre-moltiplicazione. Si occupa di controllo e certificazione di
materiali sementieri, della valutazione dei requisiti per
l’iscrizione o rilascio di privativa di varietà vegetali.
FORESTE E LEGNO
Il Centro promuove la
gestione sostenibile delle foreste e dell’arboricoltura da legno,
attraverso ricerche e studi sul miglioramento genetico degli alberi
forestali e sulla conservazione e gestione della biodiversità.
Sviluppa innovazioni tecnologiche per la valorizzazione delle
produzioni legnose in foresta e fuori foresta.
GEONOMICA E BIOINFORMATICA
INGEGNERIA E
TRASFORMAZIONI
Il Centro svolge attività nel campo dei
processi e delle trasformazioni nei biosistemi per una gestione
sostenibile degli agroecosistemi e delle filiere agricole,
agroalimentari e agroindustriali. Svolge ricerche sullo sviluppo e
l'uso delle tecnologie, macchine e impianti per la produzione
primaria anche ai fini non alimentari, per il miglioramento delle
caratteristiche nutrizionali, di sicurezza e sensoriali dei prodotti
agro-alimentari e per il monitoraggio e miglioramento della qualità
lungo tutta la filiera agroalimentare, con particolare riguardo alle
produzioni ortofrutticole e olearie. Fornisce supporto e
consulenza tecnica e scientifica agli attori pubblici e privati dei
sistemi di riferimento e al processo di certificazione e di
armonizzazione della normativa. OLIVICOLTURA, FRUTTICOLTURA E
AGRUMICOLTURA Il Centro si occupa di conservazione
e valorizzazione delle risorse genetiche, di genetica, genomica e
miglioramento genetico di varietà e di portinnesti, di valutazione
delle innovazioni varietali. Sviluppa metodi innovativi di
propagazione in vivo e in vitro; applica metodi di
gestione e di difesa integrata e biologica per il miglioramento
della qualità e della conservazione dei frutti e/o di succhi. Si
occupa anche di valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari. ORTICOLTURA
E FLOROVIVAISMOIl Centro si occupa di recupero,
valorizzazione e miglioramento genetico di specie orticole e di
specie di interesse ornamentale. Promuove innovazioni agronomiche
per la sostenibilità delle colture ortive e ornamentali e delle
produzioni vivaistiche, in pieno campo e sotto serra. Realizza studi
sulla sicurezza degli alimenti vegetali freschi da orticoltura di
pieno campo e da ambienti protetti. Analizza l'utilizzo di sostanze
naturali, microorganismi antagonisti, compost e derivati per la
difesa dai parassiti di specie di interesse per l’ortofloricoltura POLITICHE E BIOECONOMIA Il Centro sviluppa analisi
conoscitive e interpretative delle dinamiche economiche e sociali di
breve, medio e lungo periodo relative al settore agro-alimentare,
forestale e della pesca. Svolge indagini sulle caratteristiche e
l’evoluzione delle aree rurali e i rispettivi fattori di
competitività. Analizza ad ampio spettro le politiche settoriali
adottate, valutandone effetti, impatti e modalità attuative.
Fornisce supporto alle istituzioni pubbliche e private operanti nel
settore agro-alimentare, forestale e della pesca. Partecipa alla
realizzazione di banche dati di settore all'interno del sistema
statistico nazionale, producendo studi e pubblicazioni che
favoriscano la divulgazione della conoscenza tra le istituzioni del
territorio e le filiere produttive.
VITICOLTURA ED
ENOLOGIA
Il Centro è specializzato
nella conservazione, caratterizzazione e valorizzazione del
germoplasma delle varietà di uva da vino e da tavola, attraverso
studi sul miglioramento genetico, fisiologia, genomica e
metabolomica della vite. Promuove tecniche colturali innovative e
strumenti per la zonazione. Si occupa del controllo e della
certificazione dei materiali di propagazione e della gestione del
Registro Nazionale delle Varietà di Viti. Studi fisici, chimici ,
biologici e sensoriali sulla composizione e trasformazione delle uve
e sulla conservazione e valorizzazione della biodiversità dei
microrganismi, con particolare riferimento alla qualità delle
produzioni, alla tracciabilità, alla sostenibilità ambientale e
sicurezza alimentare.
ZOOTECNIA E ACQUACOLTURA
Il Centro si occupa di
miglioramento genetico, tecniche di allevamento e conservazione
della biodiversità, ivi compreso il mantenimento dell’allevamento
del nucleo del cavallo Lipizzano. Le attività di ricerca si
concentrano nei settori della genomica, alimentazione, fisiologia,
benessere animale, produzione e trasformazione di carne e latte.
Sviluppa innovazioni nell'ambito della strumentazione per il
controllo della sofisticazione dei prodotti caseari e delle carni,
nonché degli impianti e tecnologie avanzate per l'ottimizzazione
degli allevamenti.
- educare ed informare chi si occupa di alimentazione anche a scopo terapeutico, oltre ad orientare i consumi
- educare, informare e promuovere pratiche agricole e di trasformazione degli alimenti per cui detiene anche brevetti
- ha come mission l'agricoltura 4.0 - promuove lo sviluppo dell'agricoltura industriale ed è, nel contempo, l'ente di controllo tutela del biologico
- promuove leggi e normative nel vasto campo di azione che spazia fra vari ministeri
Oggi
il CREA non solo riunisce organismi che hanno perso l'indipendeza, ma,
di fatto, si ritrova ad essere unica figura di riferimento per tutto
quello che riguarda la nostra vita, con a capo un ministero che non
viene quasi considerato perchè per l'opinone pubblica riguarda solo i
contadini. Il Crea e è controllore e controllato di se stesso nel suo
operato.E' un ente che si occupa del bologico ma tutela, anche
attraverso un sistema di scatole cinesi, gli interessi di aziende
private, volte in tutt'altra direzione, sotto la bandiera di progresso e
innovazione.
Principio
della semplificazione e del nemico unico
Adottare una sola
idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario
in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali
Principio
del metodo del contagio Riunire
diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
Principio
della trasposizione
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti,
rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non si possono negare
le cattive notizie, inventarne di nuove per distrarre
Principio
dell’esagerazione e del travisamento Trasformare
qualunque aneddoto, anche piccolo, che sia, in minaccia grave
Principio della volgarizzazione
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello
al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più
è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo
mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è
limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro
memoria
Principio della orchestrazione
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle
instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma
convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze”
Principio del continuo
rinnovamento
Emettere costantemente informazioni e argomenti
nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che,
quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad
altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la
possibilità di fermare il livello crescente delle accuse”
Principio della verosimiglianza
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i
cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie”
Principio del silenziamento
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti
e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario
Principio della
trasfusione Come
regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un
substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un
complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere
argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi
Principio dell’unanimità
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise
da tutti, creando una falsa impressione di unanimità
(1) Hitler
(2) Joseph Paul Goebbels, il genio nazista della comunicazione
Il 9 settembre 2019 la Camera dei Deputati avrebbe auto nell'ordine del giorno oltre alla discussione sulle linee generali della proposta di legge costituzionale S. 214-515-805-B - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: QUAGLIARIELLO; CALDEROLI e
PERILLI; PATUANELLI e ROMEO: Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della
Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari,
la discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
Ratifica
ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della
Convenzione del 29 luglio 1960 sullaresponsabilità civile nel campo
dell'energia nucleare, emendata dal
Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16
novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo
emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla
Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile
nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale
del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a
Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento
dell'ordinamento interno
Nel gioco di unire i puntini del piccolo paranoico possiamo trovare:
1) approvazione del TAV + alcuni piccoli accessori sulle manifestazioni 2) qualche infiltrazione mafiosa 3) UNA MONTAGNA MILITARIZZATA naturalmente ricca di URANIO in una regione che non si fa mancare nemmeno l'amianto
Il 16 settembre La Camera avrebbe avuto nell'ordine del giorno la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 52 e abbinata – Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.
L'iperico è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea nei campi incolti, nelle boscaglie e lungo i fossi praticamente su quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia la sua presenza è andata diminuendo grazie anche alle abitudini di raccolta.
L'iperico può essere coltivato e non necessita di particolari cure in quanto pianta rustica che ben si adatta a qualunque tipo di terreno. Predilige il sole e sopporta bene la siccità.
L'iperico ha fusti eretti alti da 20 ad 100 cm con foglie opposte e
sessili, che, guardate in controluce, appaiono come bucherellate, per la
presenza di piccole ghandole traslucide. Da qui i nomi volgari
"millebuchi" e "millepertuis". I fiori, raccolti in grappoli, hanno 5 petali gialli con piccoli puntini neri e, se strofinati fra le dita, tingono di rosso. La fioritura inizia intorno al 24 di giugno e dura circa un mese: questo oltre al nome volgare di "erba di San Giovanni", lo lega alle innumerevoli tradizioni e credenze di questo periodo.
IPERICO
L'iperico è una piata dalle mille virtù. Pianta legata alla luce e al solstizio d'estate l'iperico è chiamato anche "scacciadiavoli".
L'utilizzo come pianta medicinale risale agli antichi greci e se ne ha riscontro nel De Materia Medica di Dioscoride, importante trattato medico botanico del I sec d.C. Nel Medioevo veniva utilizzato dai cavalieri Templari per curare le ferite di guerra e migliorare l'umore dei soldati.. Presente nella farmacopea francese dal 1800, come per tanti altri rimedi fitoterapici, l'utilizzo dell'iperico si è andato via via perdendo col diffondersi della medicina moderna. Oggi l'iperico è fra le piante officinali più studiate e molti ne hanno riscoperto l'uso.
PROPRIETA'
L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione
con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a
partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad
arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti
chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:
- è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto). Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)
- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.
- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)
AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI
L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.
Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.
L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.
TISANA
In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.
OLIO DI IPERICO
OLIO DI IPERICO
L'olio di iperico è un oleolito ottenuto per macerazione in olio delle sommità fiorite. Come per tante altre cose vi basterà fare un giro in internet per trovarvi un'infinità di spiegazioni su come farlo e più cercherete e più vi capiterà di leggere tutto e il contrario di tutto.
Di seguito semplicemente la mia esperienza che intendo arricchire andando avanti con le sperimentazioni e i riscontri sull'efficacia o meno.
Quest'anno ho deciso di provare a fare 4 tipi diversi di oleolito partendo da 4 oli diversi: evo, di oliva normale, di semi e mix evo e oliva normale.. La preparazione di base però è stata sempre la stessa:
ho raccolto nel pomeriggio uno ad uno i fiori che mi servivano a riempire un barattolo in vetro.
La tradizione vuole che si raccolga l'iperico nella notte di San Giovanni, ma al di là di tutti i rituali, personalmente credo che non ci sia niente di più magico e rispettoso della natura che raccogliere solo quello che serve, non "saccheggiando" le piante che avranno così modo di continuare la fioritura anche dopo il nostro pasaggio, nutrire api ed altri insetti e produrre i semi che daranno vita a nuove piante.
I fiori dell'iperico sono riuniti a grappolo che fioriscono in successione per circa un mese a seconda delle condizioni climatiche. Ogni fiorellino raggiunge la massima apertura in un giorno, quasi seguendo il sole a cui è legato. Raccogliere i fiori perfettamente asciutti, nel momento di massima apertura ci eviterà di far irrancidire l'olio con parti non sane della pianta o eccessiva umidità. Madre natura ci sarà poi grata se, lasciando almeno qualche fiorellino aperto per ogni pianta, ce ne andremo senza lasciare la desolazione.
IPERICO - raccolta fiori sani e asciutti
IPERICO - riempire un barattolo in vetro
IPERICO - ricoprire di olio
Una volta riempito il barattolo, comprimendo leggermente i fiori senza schiacciarli, ho versato l'olio fino ad arrivare quasi al bordo. Ho appoggiato sopra il coperchio in modo che non si formasse condensa e preservandolo da insetti e impurità. Ho quindi riposto il barattolo su un davanzale alla luce ma non sotto il sole diretto. Questa scelta personale è stata dettata semplicemente dal fatto che ritengo che l'esposizione diretta, tanto più in un'estate calda come questa, avrebbe portato la temperatura dell'olio pari a quella di una frittura modificandolo non positivamente. I primi giorni sono stati i più delicati perchè occorre due volte al giorno rigirare assolutamente il contenuto per evitare che rimangano fiori fuori dall'olio rovinando il tutto. In mancanza di tempo consiglio l'utilizzo dei pressini in plastica.
l'utilizzo dei pressini impedisce l'affioramento dei fiori di iperico
Complice un'estate calda e quasi senza precipitazioni, in un mese l'olio è diventato rosso e profumato (si può arrivare ad un massimo di 40gg.). Trascorso questo periodo è bastato filtrarlo con qualche garza e metterlo nei pratici boccettini contagocce di vetro scuro da conservare al buio e, possibilmente, al fresco.
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Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO
OLIO EVO - OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
L'olio extravergine di oliva si ottiene semplicemente per spremitura a freddo delle olive e per questo ne mantiene le proprietà.
E' ricco di clorofilla e di carotene (ostacola l'ossidazione e l'irrancidimento).
L'olio extravergine di oliva contiene antiossidanti che forniscono all'organismo una protezione contro i processi nfiammatori.
L'olio extravergine di oliva sulla pelle ha azione nutriente, emolliente, e contrasta i tumori.
OLIO DI OLIVA
L'olio di oliva pur mantenendo alcune delle proprietà dell'olio non è tuttavia così ricco e salutare.
L'olio di oliva si ottiene miscelando oli raffinati e una parte di oli vergini.
Processo di
raffinazione
Il processo di rettificazione o
raffinazione avviene in tre fasi:
deacidificazione:
l’olio viene trattato con la soda per eliminarne l’acidità; al
termine di questa fase l’olio viene definito “deacidificato” o
“neutralizzato”
decolorazione:
le sostanze ossidate presenti in un olio lampante vengono eliminate
grazie al contatto con carboni vegetali attivati o terre decolorate.
In questo modo l’olio assume un colore giallo tenue, simile a
quello degli oli di semi
deodorazione: consiste
nell’eliminazione di qualunque odore sgradevole possa avere l’olio
lampante. Per ottenere questo risultato viene riscaldato fino a 200
gradi sottovuoto. Vengono così prodotti in minima parte i grassi
trans, ovvero grassi insaturi, nocivi per la salute. Alla fine
l’olio è totalmente inodore e assume un vago sapore di mandorla
Anche per la tintura madre troverete tanti modi di farla. Per le tinture madri in commercio esiste una normativa riguardo la preparazione.
Il procedimento che utilizzo è come quello dell'oleolito, sostituendo semplicemente l'olio con alcol alimentare. La macerazione, in questo caso, viene effettuata riponendo il barattolo, ben chiuso, al buio per 30gg. Personalmente non utilizzo l'acqua nè durante la macerazione, nè nella conservazione, perchè ritengo che il cloro e le altre sostanze con cui purtroppo abbiamo a che fare ne altererebbero le proprietà. Lascio la diluizione, quindi, solo al momento del consumo.
La posologia è di 20, massimo 50 gocce in un bicchiere d'acqua da 1 a 3 volte al giorno per due mesi
UNGUENTO
UNGUENTO DI IPERICO
L'unguento racchiude le proprietà dell'oleolito per massaggi e scottature e la praticità di un preparato non liquido, ideale se si è in viaggio.
95 g di oleolito di iperico
10-15 ca. g di cera d'api (la quantità di cera determina la solidità dell'unguento)
Sciogliere a bagnomaria la cera, quindi, a fuoco spento, unire l'oleolito e amalgamare bene, avendo cura di lasciare il composto a contatto del calore solo lo stretto necessario. Versare in piccoli barattoli e lasciare raffreddare, quindi chiudere.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.
Ottimo per mani e piedi.
UNGUENTO DI IPERICO
RATAFIA'
1 litro di grappa
15-20g di sommità fiorite
1 limone non trattato tagliato a pezzi
zucchero (facoltativo) a piacere
mettere il tutto in un barattolo di verto e lasciare in infusione per 1 mese, quindi filtrare.