sabato 21 novembre 2020

IN PUNTA DI PIEDI

Ci sono luoghi dove il tempo sembra essersi fermato. Ogni cosa, dal più piccolo oggetto al sentiero di cui è rimasta traccia, racconta di una vita passata e tutto sembra semplicemente in attesa. Entrare in quelle case è qualcosa da fare col rispetto per chi le ha abitate, per le vite di cui sono impregnate, anche se, inevitabilmente, nulla sarà come prima.
Fotografie di oggi  che parlano di esistenze lontane. Fotografie dall'aspetto antico e proprio per questo più vive che mai. 


mercoledì 29 aprile 2020

NON CHIEDERE MAI ALL'OSTE SE IL SUO VINO E' BUONO

Qualche tempo fa, nella necessità di rispolverare alcune nozioni di Scienza dell'Alimentazione, sono andata in internet e, con mia sorpresa ho trovato una realtà che, come penso molti, non conoscevo.





La prima sorpresa è stata che l'INRAN non esisteva più.

Ai più, di sicuro il nome INRAN non dirà assolutamente niente, ma non è notizia di così poco conto perchè era l'ente che promosse la dieta mediterranea; l'ente che, con i suoi studi e le sue banche dati, stilava le tabelle di composizione degli alimenti , attraverso le quali venivano aggiornate periodicamente le linee guida per una sana alimentazione. Si, proprio quelle tabelle che tutti, prima o poi, abbiamo consultato, anche solo in vista di una dieta, ma che sono seguite anche dalla medicina ufficiale e che oggi rivestono una grande importanza per la maggiore attenzione che abbiamo verso quello che mangiamo.



N.B.
Le tabelle, che ancor oggi vengono studiate ed utilizzate  sono quasi completamente il frutto di analisi risalenti al 1998 quando ancora le colture, gli allevamenti intensivi e i processi di lavorazione  non avevano raggiunto i livelli odierni.

All'inizio del 2020 sono state presentate le nuove tabelle a cura del CREA.



UN PO' DI STORIA
 2012 - Lo storico Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), viene soppresso e le competenze trasferite al Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA)

Proteste e dubbi accompagnarono questo decreto del governo Monti perchè sarebbe venuto a mancare un supporto scientifico indipendente, mettendo tutto nelle mani di persone  "poco disponibili a capire il ruolo decisivo del cibo e dell’alimentazione  ma orientate verso il massimo sviluppo dell'allevamento intensivo, incuranti del benessere animale e, ancor meno, alla conseguente salute umana".
Persone con grande esperienza a livello economico e strategico divennero, quindi, responsabili della diffusione delle linee guida alimentari utilizzate come riferimento per le etichette dei prodotti, per le diete, i menu scolastici, ecc.



interrogazione parlamentare Senato della Repubblica


N.B.
da non confondere questo ente con l'attuale INRAN, presente online, che è un sito di proprietà della Web Digital Design, nato da un' idea di Antonio Pisaniello "per diffondere informazioni sanitarie".




2015 - nasce, dall'incorporazione di INEA nel CRA (dove erano già confluiti INRAN ed ENSE) il CREA, presentato a Expo alla presenza del ministro dell'agricoltura Martina.







Il CREA eredita tutto quanto era confluito nel CRA,  come l'attività e il "patrimonio" del CIN (Centro di ricerca per le colture industriali).




Bene, direte voi, in un mondo di sprechi, finalmente una gestione sensata dello Stato con il taglio di tanti enti inutili, ma non è esattamente così.

Facciamo un passo indietro e ricordiamo che il 2012 fu anche l'anno di un terremoto all'interno del minstero delle politiche agricole con  11 ARRESTI APER CORRUZIONE E TURBATIVA D’ASTA, PIÙ SEQUESTRO DI BENI PER 22 MILIONI 

Oggi il CREA non solo riunisce organismi che hanno perso l'indipendeza, ma, di fatto, si ritrova ad essere unica figura di riferimento per tutto quello che riguarda la nostra vita, con a capo un ministero che non viene quasi considerato perchè, per l'opinone pubblica, "riguarda solo i contadini". Il Crea e è controllore e controllato di se stesso nel suo operato. E' un ente che si occupa del biologico ma tutela, anche attraverso un sistema di scatole cinesi,  gli interessi di aziende private, volte in tutt'altra direzione, sotto la bandiera di progresso e innovazione.
Il CREA ha nelle mani la nostra salute non solo attraverso l'attività più pertinente al ministero da cui dipende, ma anche e soprattutto attraverso la conoscenza, la formazione e l'orientamento sugli alimenti come unico  riferimento scientifico. 

L'antica saggezza popolare ci insegna di "non chiedere mai all'oste se il suo vino è buono" e noi siamo sicuri che questo "monopolio a 360°" sia positivo? Siamo sicuri che, nonostante l'ingente investimento in ricerca e sviluppo per un'agricoltura sempre più intensiva ed industrializzata, la formazione, l'informazione e l'orientamento degli operatori del settore siano realmente obbiettivi?


CREA E BREVETTI 
Il Crea ogni anno aggiunge nuove piante e sementi all'elenco dei propri brevetti  (i brevetti crea spaziano anche nel mondo della lavorazione degli alimenti).
Questo non solo limita la diversità biologica ma crea anche situazioni di dipendenza per agricoltori, selezionatori di sementi e produttori di alimenti perchè la vendita, l’acquisto e lo scambio di seme non certificato è illegale e passibile di sanzioni sia da parte della repressione frodi che della guardia di finanza. 
Nel solo 2015 il catalogo brevetti comprendeva 51 i brevetti di invenzioni industriali/modelli di utilità, 207 le varietà vegetali protette da privativa  e oltre 460 le varietà vegetali iscritte ai registri nazionali.
Molte innovazioni sono incentrate sulla trasformazione dei prodotti alimentari.





mercoledì 16 ottobre 2019

16 OTTOBRE GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE




Il 16 OTTOBRE di ogni anno, dal 1981, viene celebrata la GIORNATA MONDIALE DELL' ALIMENTAZIONE. Fu scelta questa data in ricordo del giorno in cui, nel lontano 1945 venne fondata la FAO.


FAO - Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura


Quale occasione migliore per fare il punto sull'alimentazione in Italia.
Sapete chi è responsabile di tutte le informazioni in campo alimentare che ci arrivano, sia che si tratti dei media che della classe medica?  Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali,o, meglio il CREA.
(Maurizio Martina ministro politiche agricole dal 22 febbraio 2014 al 13 marzo 2018)

Cos'è il CREA?
Il CREA, nato nel 2015,  è il principale Ente di ricerca italiano dedicato all’agroalimentare, con personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Mipaaf nato a seguito della riorganizzazione e successiva soppressione di altri enti importanti, ereditandone l'attività.

Tra questi enti soppressi vi era L'INRAN,l'ente che ha promosso la dieta mediterranea; l'ente che, con i suoi studi e le sue banche dati, stilava  le tabelle di composizione degli alimenti, attraverso le quali venivano aggiornate periodicamente le linee guida per una sana alimentazione. Si, proprio quelle tabelle che tutti, prima o poi, abbiamo consultato, anche solo in vista di una dieta, ma che sono seguite anche dalla medicina ufficiale e che oggi rivestono una grande importanza per la maggiore attenzione che abbiamo versor quello che mangiamo.

N.B.
Le tabelle, che ancor oggi vengono studiate ed utilizzate  sono quasi completamente il frutto di analisi risalenti al 1998 quando ancora le colture, gli allevamenti intensivi e i processi di lavorazione  non avevano raggiunto i livelli odierni.



 Il CREA si occupa di:
AGRICOLTURA E AMBIENTE
 Il Centro si occupa della caratterizzazione e modellizzazione spazio-temporale degli agro-ecosistemi attraverso approcci interdisciplinari, con attività prevalenti nel settore agronomico dell’intensificazione sostenibile delle produzioni, della gestione efficiente delle risorse naturali (acqua, suolo, insetti utili e microrganismi) e con particolare riferimento alle relazioni tra sistemi di coltura, conservazione dei suoli, cambiamenti climatici (adattamento e mitigazione) e monitoraggio dell'ambiente



ALIMENTI E NUTRIZIONE
 Il Centro è impegnato nella valorizzazione tecnologica e nutrizionale dei prodotti agroalimentari, nella tutela della salute umana, con particolare riferimento alla qualità, funzionalità e sostenibilità alimentare. Promuove campagne di educazione alimentare mediante definizione delle linee guida per la popolazione e fornisce supporto scientifico in materia di nutrizione per il settore agroalimentare, anche attraverso apposite attestazioni di qualità degli alimenti. Sviluppa analisi di scenario economico e sociale in materia di produzione e consumo di beni nel settore agro-alimentare



CEREALICOLTURA   E COLTURE  INDUSTRIALI



DIFESA E CERTIFICAZIONE
 Il Centro si occupa della difesa delle piante agrarie, ornamentali e forestali e delle derrate alimentari da agenti biotici e abiotici. Definisce metodi di difesa sostenibili, integrati e biologici dell’agroecosistema.E’ riferimento nazionale per la difesa e la certificazione dei materiali di pre-moltiplicazione. Si occupa di controllo e certificazione di materiali sementieri, della valutazione dei requisiti per l’iscrizione o rilascio di privativa di varietà vegetali.


FORESTE E LEGNO
 Il Centro promuove la gestione sostenibile delle foreste e dell’arboricoltura da legno, attraverso ricerche e studi sul miglioramento genetico degli alberi forestali e sulla conservazione e gestione della biodiversità. Sviluppa innovazioni tecnologiche per la valorizzazione delle produzioni legnose in foresta e fuori foresta.


GEONOMICA E BIOINFORMATICA


INGEGNERIA E TRASFORMAZIONI
Il Centro svolge attività nel campo dei processi e delle trasformazioni nei biosistemi per una gestione sostenibile degli agroecosistemi e delle filiere agricole, agroalimentari e agroindustriali. Svolge ricerche sullo sviluppo e l'uso delle tecnologie, macchine e impianti per la produzione primaria anche ai fini non alimentari, per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali, di sicurezza e sensoriali dei prodotti agro-alimentari e per il monitoraggio e miglioramento della qualità lungo tutta la filiera agroalimentare, con particolare riguardo alle produzioni ortofrutticole e olearie.  Fornisce supporto e consulenza tecnica e scientifica agli attori pubblici e privati dei sistemi di riferimento e al processo di certificazione e di armonizzazione della  normativa.


OLIVICOLTURA, FRUTTICOLTURA E AGRUMICOLTURA 
 Il Centro si occupa di  conservazione e valorizzazione delle risorse genetiche, di genetica, genomica e miglioramento genetico di varietà e di portinnesti, di valutazione delle innovazioni varietali. Sviluppa metodi innovativi di  propagazione in vivo e in vitro;  applica metodi di gestione e di difesa integrata e biologica per il miglioramento della qualità e della conservazione dei frutti e/o di succhi. Si occupa anche di valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari.



ORTICOLTURA E FLOROVIVAISMO
Il Centro si occupa di recupero, valorizzazione e miglioramento genetico di specie orticole e di specie di interesse ornamentale. Promuove innovazioni agronomiche per la sostenibilità delle colture ortive e ornamentali e delle produzioni vivaistiche, in pieno campo e sotto serra. Realizza studi sulla sicurezza degli alimenti vegetali freschi da orticoltura di pieno campo e da ambienti protetti. Analizza l'utilizzo di sostanze naturali, microorganismi antagonisti, compost e derivati per la difesa dai parassiti di specie di interesse per l’ortofloricoltura


POLITICHE  E BIOECONOMIA
 Il Centro sviluppa analisi conoscitive e interpretative delle dinamiche economiche e sociali di breve, medio e lungo periodo relative al settore agro-alimentare, forestale e della pesca. Svolge indagini sulle caratteristiche e l’evoluzione delle aree rurali e i rispettivi fattori di competitività. Analizza ad ampio spettro le politiche settoriali adottate, valutandone effetti, impatti e modalità attuative. Fornisce supporto alle istituzioni pubbliche e private operanti nel settore agro-alimentare, forestale e della pesca. Partecipa alla realizzazione di banche dati di settore all'interno del sistema statistico nazionale, producendo studi e pubblicazioni che favoriscano la divulgazione della conoscenza tra le istituzioni del territorio e le filiere produttive.



 VITICOLTURA ED ENOLOGIA
Il Centro è specializzato nella conservazione, caratterizzazione e valorizzazione del germoplasma delle varietà di uva da vino e da tavola, attraverso studi sul miglioramento genetico, fisiologia, genomica e metabolomica della vite. Promuove tecniche colturali innovative e strumenti per la zonazione. Si occupa del controllo e della certificazione dei materiali di propagazione e della gestione del Registro Nazionale delle Varietà di Viti. Studi fisici, chimici , biologici e sensoriali sulla composizione e trasformazione delle uve e sulla conservazione e valorizzazione della biodiversità dei microrganismi, con particolare riferimento alla qualità delle produzioni, alla tracciabilità, alla sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare.


ZOOTECNIA E ACQUACOLTURA
  Il Centro si occupa di miglioramento genetico, tecniche di allevamento e conservazione della biodiversità, ivi compreso il mantenimento dell’allevamento del nucleo del cavallo Lipizzano. Le attività di ricerca si concentrano nei settori della genomica, alimentazione, fisiologia, benessere animale, produzione e trasformazione di carne e latte. Sviluppa innovazioni nell'ambito della strumentazione per il controllo della sofisticazione dei prodotti caseari e delle carni, nonché degli impianti e tecnologie avanzate per l'ottimizzazione degli allevamenti.





Il CREA gestisce, fra l'altro:
- la RICA (Rete di Informazione Contabile Agricola),  uno strumento comunitario finalizzato a conoscere la situazione economica dell'agricoltura europea e a programmare e valutare la Politica Agricola Comunitaria (PAC).
http://rica.crea.gov.it/public/it/index.php

- IL CENTRO DI RICERCA PER LA PATOLOGIA VEGETALE che, con le sue banche dati
dei fitofarmaci e dei prodotti utilizzabili in agricoltura biologica, si occupa della difesa delle piante agrarie e forestali da agenti biotici (batteri, funghi, virus, viroidi, fitoplasmi, ecc.) e abiotici (fisiopatie, condizioni pedoclimatiche avverse). Studia l’interazione tra pianta e patogeno, l’epidemiologia e la caratterizzazione delle popolazioni di organismi patogeni con metodi tradizionali e della biologia molecolare per la lotta alle malattie. Ricerca le fonti genetiche della resistenza e della tolleranza ai parassiti da applicare allo sviluppo di varietà/linee resistenti mediante l’uso di metodi convenzionali e biotecnologici. Studia la difesa delle colture nell’ambito dei metodi di produzione convenzionale, integrata e biologica. Cura la definizione di metodi di diagnosi utili nella prevenzione delle malattie; definisce le tecniche e le modalità di trattamento idonee a minimizzare i residui di fitofarmaci nei prodotti e nell’ambiente. Cura la messa a punto di tecniche di risanamento per la produzione di materiale di propagazione certificato esente da patogeni. 
 



 Il CREA, per farla breve, si occupa di:
- educare ed informare chi si occupa di alimentazione anche a scopo terapeutico, oltre ad orientare i consumi
- educare, informare e promuovere pratiche agricole e di trasformazione degli alimenti per cui detiene anche brevetti
- ha come mission l'agricoltura 4.0 - promuove lo sviluppo dell'agricoltura industriale ed è, nel contempo, l'ente di controllo  tutela del biologico
- promuove leggi e normative nel vasto campo di azione che spazia fra vari ministeri 


 Oggi il CREA non solo riunisce organismi che hanno perso l'indipendeza, ma, di fatto, si ritrova ad essere unica figura di riferimento per tutto quello che riguarda la nostra vita, con a capo un ministero che non viene quasi considerato perchè per l'opinone pubblica riguarda solo i contadini. Il Crea e è controllore e controllato di se stesso nel suo operato.E' un ente che si occupa del bologico ma tutela, anche attraverso un sistema di scatole cinesi,  gli interessi di aziende private, volte in tutt'altra direzione, sotto la bandiera di progresso e innovazione.


Il Crea ogni anno aggiunge nuove piante e sementi all'elenco dei propri brevetti  (i brevetti crea spaziano anche nel mondo della lavorazione degli alimenti).
Questo non solo limita la diversità biologica ma crea anche situazioni di dipendenza per agricoltori, selezionatori di sementi e produttori di alimenti perchè la vendita, l’acquisto e lo scambio di seme non certificato è illegale e passibile di sanzioni sia da parte della repressione frodi che della guardia di finanza. 

lunedì 19 agosto 2019

SE DICI UNA MENZOGNA ENORME E CONTINUI A RIPETERLA, PRIMA O POI IL POPOLO CI CREDERA'






 PRINCIPI DELLA PROPAGANDA(2)
 
  1. Principio della semplificazione e del nemico unico 
    Adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali
  2. Principio del metodo del contagio
    Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
  3. Principio della trasposizione  
    Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non si possono negare le cattive notizie, inventarne di nuove per distrarre
  4. Principio dell’esagerazione e del travisamento
    Trasformare qualunque aneddoto, anche piccolo, che sia, in minaccia grave
  5. Principio della volgarizzazione 
    Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria
  6. Principio della orchestrazione 
    La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze”
  7. Principio del continuo rinnovamento 
    Emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse”
  8. Principio della verosimiglianza 
    Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie”
  9. Principio del silenziamento 
    Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario
  10. Principio della trasfusione
    Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi
  11. Principio dell’unanimità 
    Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità 



    (1) Hitler

    (2) Joseph Paul Goebbels, il genio nazista della comunicazione



domenica 11 agosto 2019

QUANDO "UNISCI I PUNTINI" NON E' PIU' DIVERTENTE




Il 9 settembre 2019 la Camera dei Deputati avrebbe auto nell'ordine del giorno oltre alla discussione sulle linee generali della proposta di legge costituzionale S. 214-515-805-B - D'INIZIATIVA DEI SENATORI: QUAGLIARIELLO; CALDEROLI e PERILLI; PATUANELLI e ROMEO: Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari,


la discussione sulle linee generali dei progetti di legge:
Ratifica ed esecuzione dei seguenti Protocolli: a) Protocollo emendativo della Convenzione del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004; b) Protocollo emendativo della Convenzione del 31 gennaio 1963 complementare alla Convenzione di Parigi del 29 luglio 1960 sulla responsabilità civile nel campo dell'energia nucleare, emendata dal Protocollo addizionale del 28 gennaio 1964 e dal Protocollo del 16 novembre 1982, fatto a Parigi il 12 febbraio 2004, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno

 atto della camera 1476

TESTO





Nel gioco di unire i puntini del piccolo paranoico possiamo trovare:

1) approvazione del TAV + alcuni piccoli accessori sulle manifestazioni
2) qualche infiltrazione mafiosa
3) UNA MONTAGNA MILITARIZZATA naturalmente ricca di URANIO in una regione che non si fa  mancare nemmeno l'amianto


  

4) UN DEPOSITO UNICO DI SCORIE NUCLEARI DA COSTRUIRE 







5) RIFIUTI NUCLEARI CHE DEVONO RIENTRARE IN ITALIA

Nel 2025 scadranno i contratti stipulati con Francia e Inghilterra per riprocessare le nostre scorie nucleari e queste dovranno rientrare in Italia



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Il 16 settembre La Camera avrebbe avuto nell'ordine del giorno la discussione sulle linee generali della proposta di legge n. 52 e abbinata – Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque.













 .



lunedì 5 agosto 2019

IPERICO - HYPERICUM PERFORATUM

IPERICO

L'iperico è una pianta erbacea perenne che cresce spontanea nei campi incolti, nelle boscaglie e lungo i fossi praticamente su quasi tutto il territorio nazionale; tuttavia  la sua presenza è andata diminuendo grazie anche alle abitudini di raccolta. 
L'iperico può essere coltivato e non necessita di particolari cure in quanto pianta rustica che ben si adatta a qualunque tipo di terreno. Predilige il sole  e sopporta bene la siccità.


L'iperico ha fusti eretti alti da 20 ad 100 cm con foglie opposte e sessili, che, guardate in controluce, appaiono come bucherellate, per la presenza di piccole ghandole traslucide. Da qui i nomi volgari "millebuchi" e "millepertuis". I fiori, raccolti in grappoli, hanno 5 petali gialli con piccoli puntini neri e, se strofinati fra le dita, tingono di rosso.  La fioritura inizia intorno al 24 di giugno e dura circa un mese: questo oltre al nome volgare di "erba di San Giovanni", lo lega alle innumerevoli tradizioni e credenze di questo periodo.



IPERICO



L'iperico è una piata dalle mille virtù. Pianta legata alla luce e al solstizio d'estate l'iperico è chiamato anche "scacciadiavoli".
L'utilizzo come pianta medicinale risale agli antichi greci e se ne ha riscontro nel De Materia Medica di Dioscoride, importante trattato medico botanico del I sec d.C. Nel Medioevo veniva utilizzato dai cavalieri Templari per curare le ferite di guerra e migliorare l'umore dei soldati.. Presente nella farmacopea francese dal 1800, come per tanti altri rimedi fitoterapici, l'utilizzo dell'iperico si è andato via via perdendo col diffondersi della medicina moderna. Oggi l'iperico è fra le piante officinali più studiate e molti ne hanno riscoperto l'uso.


PROPRIETA'

L'iperico ha tante proprietà ma, come per tutte le erbe officinali, occorre un minimo di conoscenza per non trasformare un prezioso dono della natura in qualcosa di deleterio: l'idea che" una cosa naturale al limite non faccia niente, ma di sicuro non fa male" è un pessimo e pericoloso luogo comune! Se un tempo si doveva fare attenzione al massimo alla sua interazione con altre piante, oggi l'attenzione deve essere molto più ampia a partire dal terreno su cui cresce e le sostanze assorbite, fino ad arrivare ai medicnali di cui facciamo uso e i cibi, con i loro prodotti chimici, di cui ci nutriamo. Non bisogna poi dimenticare che ognuno di noi può reagire in modo diverso ai vari principi e l'utilizzo, soprattutto  se in notevoli quantità, o per lunghi periodi e nelle formulazioni concentrate può avere effetti collaterali.
Tra le proprietà principali conosciute:

-  è un ottimo cicatrizzante e aiuta la guarigione di ferite anche infette, sia in umana che in veterinaria (dalle ferite alle lesioni iniziali del tumore esterno dell'orecchio del gatto).  Stimola il sistema immunitario e aiuta la rigenerazione dei tessuti.
Per tagli, ferite, piaghe, scottature non profonde, eritemi solari, emorroidi, punture di insetti, herpes (oleolito)
Effetti positivi si sono riscontrati anche per patologie interne come ulcere allo stomaco (tisana), cistiti e affezioni bronchiali (tisana, tintura madre)

- è un antinfiammatorio. Sotto forma di oleolito o unguento può essere utilizzato nei massaggi per i dolori reumatici e articolari.


- è un efficace sostituto dei medicinali tradizionali nei casi di depressione lieve, ansia, stress e insonnia regolando il tono dell'umore (tisana, tintura madre)



AVVERTENZE, INTERAZIONI E CONTROINDICAZIONI

L'iperico, detta in modo molto semplicistico, agisce sulll'intero organismo e sul sistema immunitario aiutando l'organismo ad eliminare le sostanze tossiche o riconosciute come tali. Questo, di fatto, pur essendo un aspetto positivo, è da tenere ben presente se si fa uso di medicinali importanti o anche solo di contraccettivi con cui l'iperico interagisce.

Non essendovi dati certi sulla sicurezza, occorre fare molta cautela in gravidanza, allattamento e nella primissima infanzia.

L'iperico può essere fotosensibilizzante per cui, per precauzione, è bene non farne uso prima di esporsi al sole.



TISANA

In una tazza di acqua bollente lasciare in infusione per 10 minuti un cucchiaio di foglie e sommità fiorite secche.
Come tisana serale, o  fino a tre tazze al giorno se non si ci espone al sole, per un mese, quindi sospendere per almeno due settimane.



 OLIO DI IPERICO


OLIO DI IPERICO


L'olio di iperico è un oleolito ottenuto per macerazione in olio delle sommità fiorite. Come per tante altre cose vi basterà fare un giro in internet per trovarvi un'infinità di spiegazioni su come farlo e più cercherete e più vi capiterà di leggere tutto e il contrario di tutto. 
Di seguito semplicemente la mia esperienza che intendo arricchire andando avanti con le sperimentazioni e i riscontri sull'efficacia o meno.


Quest'anno ho deciso di provare a fare 4 tipi diversi di oleolito partendo da 4 oli diversi: evo, di oliva normale, di semi e mix evo e oliva normale.. La preparazione di base però è stata sempre la stessa:
ho raccolto nel pomeriggio uno ad uno i fiori che mi servivano a riempire un barattolo in vetro.
La tradizione vuole che si raccolga l'iperico nella notte di San Giovanni, ma al di là di tutti i rituali, personalmente credo che non ci sia niente di più magico e rispettoso della natura che raccogliere solo quello che serve, non "saccheggiando" le piante che avranno così modo di continuare la fioritura anche dopo il nostro pasaggio, nutrire api ed altri insetti e produrre i semi che daranno vita a nuove piante. 
I fiori dell'iperico sono riuniti a grappolo che fioriscono in successione per circa un mese a seconda delle condizioni climatiche. Ogni fiorellino raggiunge la massima apertura in un giorno, quasi seguendo il sole a cui è legato. Raccogliere i fiori perfettamente asciutti, nel momento di massima apertura ci eviterà di far irrancidire l'olio con parti non sane della pianta o eccessiva umidità. Madre natura  ci sarà poi grata se, lasciando almeno qualche fiorellino aperto per ogni pianta, ce ne andremo senza lasciare la desolazione.


IPERICO - raccolta fiori sani e asciutti



IPERICO - riempire un barattolo in vetro




IPERICO - ricoprire di olio

Una volta riempito il barattolo, comprimendo leggermente i fiori senza schiacciarli, ho versato l'olio fino ad arrivare quasi al bordo. Ho appoggiato sopra il coperchio in modo che non si formasse condensa e preservandolo da insetti e impurità. Ho quindi riposto il barattolo su un davanzale alla luce ma non sotto il sole diretto. Questa scelta personale è stata dettata semplicemente dal fatto che ritengo che l'esposizione diretta, tanto più in un'estate calda come questa, avrebbe portato la temperatura dell'olio pari a quella di una frittura modificandolo non positivamente. I primi giorni sono stati i più delicati perchè occorre due volte al giorno rigirare assolutamente il contenuto per evitare che rimangano fiori fuori dall'olio rovinando il tutto. In mancanza di tempo consiglio l'utilizzo dei pressini in plastica.

l'utilizzo dei pressini impedisce l'affioramento dei fiori di iperico 




Complice un'estate calda e quasi senza precipitazioni, in un mese l'olio è diventato rosso e profumato (si può arrivare ad un massimo di 40gg.). Trascorso questo periodo è bastato filtrarlo con qualche garza e metterlo nei pratici boccettini contagocce di vetro scuro da conservare al buio e, possibilmente, al fresco.


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Partendo dal presupposto di poter avere a disposizione un olio il più possiblile naturale che non abbia assorbito prodotti chimici (consentti e non) nelle fasi di coltivazione e della successva lavorazione, diamo un'occhiata alla materia prima OLIO


OLIO EVO - OLIO DI OLIVA EXTRAVERGINE
L'olio extravergine di oliva si ottiene semplicemente per spremitura a freddo delle olive e per questo ne mantiene le proprietà.
E' ricco di clorofilla e di carotene (ostacola l'ossidazione e l'irrancidimento).
L'olio extravergine di oliva contiene antiossidanti che forniscono all'organismo una protezione contro i processi nfiammatori.
L'olio extravergine di oliva sulla pelle ha azione nutriente, emolliente, e contrasta i tumori.

OLIO DI OLIVA
L'olio di oliva pur mantenendo alcune delle proprietà dell'olio non è tuttavia così ricco e salutare.
L'olio di oliva si ottiene miscelando oli raffinati e una parte di oli vergini. 


 Processo di raffinazione

 Il processo di rettificazione o raffinazione avviene in tre fasi:

  1. deacidificazione: l’olio viene trattato con la soda per eliminarne l’acidità; al termine di questa fase l’olio viene definito “deacidificato” o “neutralizzato”
  2. decolorazione: le sostanze ossidate presenti in un olio lampante vengono eliminate grazie al contatto con carboni vegetali attivati o terre decolorate. In questo modo l’olio assume un colore giallo tenue, simile a quello degli oli di semi
  3. deodorazione: consiste nell’eliminazione di qualunque odore sgradevole possa avere l’olio lampante. Per ottenere questo risultato viene riscaldato fino a 200 gradi sottovuoto. Vengono così prodotti in minima parte i grassi trans, ovvero grassi insaturi, nocivi per la salute. Alla fine l’olio è totalmente inodore e assume un vago sapore di mandorla


OLIO DI SEMI 
L'olio di semi viene ottenuto per estrazione, generalmente chimica, da sementi portate ad alte temperature, e successiva rettificazione.Tra i solventi più usati c'è l'esano, un idrocarburo conosciuto per essere molto tossico e pericoloso che può causare danni al sistema nervoso.

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TINTURA MADRE

TINTURA MADRE DI IPERICO
Anche per la tintura madre troverete tanti modi di farla. Per le tinture madri in commercio esiste una normativa riguardo la preparazione.

Il procedimento che utilizzo è come quello dell'oleolito, sostituendo semplicemente l'olio con alcol alimentare. La macerazione, in questo caso,  viene effettuata riponendo il barattolo, ben chiuso, al buio per 30gg.  Personalmente non utilizzo l'acqua nè durante la macerazione, nè nella conservazione, perchè ritengo che il cloro e le altre sostanze con cui purtroppo abbiamo a che fare ne altererebbero le proprietà. Lascio la diluizione, quindi, solo al momento del consumo.

La posologia è di 20, massimo 50 gocce in un bicchiere d'acqua da 1 a 3 volte al giorno per due mesi



UNGUENTO

UNGUENTO DI IPERICO


L'unguento racchiude le proprietà dell'oleolito per massaggi e scottature e la praticità di un preparato non liquido,  ideale se si è in viaggio.
95 g di oleolito di iperico
10-15 ca. g di cera d'api (la quantità di cera determina la solidità dell'unguento)

Sciogliere a bagnomaria la cera, quindi, a fuoco spento, unire l'oleolito e amalgamare bene, avendo cura di  lasciare il composto a contatto del calore solo lo stretto necessario. Versare in piccoli barattoli e lasciare raffreddare, quindi chiudere.
A seconda dell'olio usato per l'oleolito si avrà un unguento dal colore diverso: color carne se evo/oliva, rosa se di semi.

Ottimo per mani e piedi.


UNGUENTO DI IPERICO




RATAFIA'

1 litro di grappa
15-20g di sommità fiorite
1 limone non trattato tagliato a pezzi 
zucchero (facoltativo) a piacere

mettere il tutto in un barattolo di verto e lasciare in infusione per 1 mese, quindi filtrare.



IPERICO - preparazione ratafià










APPROFONDIMENTI
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 DEPRESSIONE, LE SOLUZIONI NATURALI




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MILLEPERTUIS - HERBORISTES DU PEUPLE

 

 

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29 marzo

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