venerdì 22 febbraio 2019

ACQUA, TERRA, FUOCO, ARIA

Ultimamente sto affrontando argomenti grandi ed importanti e lo sto facendo senza un titolo accademico o un qualunque riconoscimento di competenza specifica. 
Io sono sempre stata per il progresso e l'innovazione, ma, negli ultimi anni, queste parole hanno assunto talvolta un significato  negativo, in una realtà sempre più simile alla favola del re nudo.
Credo nella scienza e nel sapere, quello vero

Non credo nella scienza a servizio del potere e del business. 
Non credo nella scienza che, anche in buona fede, ha perso il contatto con la vita di tutti i giorni, non vede al di là delle quattro mura di un laboratorio e analizza i risultati sulla carta o in realtà protette come se la bomba atomica non ci avesse insegnato niente. 
Non credo nel sapere fatto di mezze verità, pilotato, addomesticato dagli interessi di pochi e che guida leggi che sono a nostro danno ma con l'etichetta di "a nostra tutela". 
Non credo in "consulenze" di esperti che si tramutano in leggi e decreti che permettono o favoriscono mostruosità come allevamenti intensivi e agricoltura industriale con i suoi fanghi e veleni.
Non credo in quei protocolli di analisi che assolvono quel tal prodotto perchè effettuate inmodo parziale sull'alimento finale o sull'ambiente. Protocolli di analisi che non considerano che la tossicità non è solo "x" uccide o fa male subito. La tossicità è anche quella da accumulo. Per un veleno immediatamente "visibile" si cerca l'antidoto o la cura e si evita. Un veleno "occulto", si accumula nell'organismo associandosi anche a suoi simili, indebolisce l'organismo e può essere alla base di patologie non imputabili a quel velemo da cui non ci si difende nè si evita. Un veleno occulto, non ritenuto tale perchè  non ha tossicità immediata è escluso dai protocolli di analisi ufficiali e ci rende inermi.
Non credo nella ricerca che vede un'unica strada, spesso la più facile perchè illuminata dai dio denaro e potere. 
Non credo nell'informazione e nella formazione che sembrano mettere sempre più in evidenza le competenze in pnl, talvolta a spese di vere conoscenze.
 
Credo in una scienza libera e indipendente, rispettosa della vita e dell'ambiente. 
Credo in una ricerca capace di trovare la quadra tra i principi appena elencati e un utile economico per chi lavora. 
Credo in una ricerca che non ha bisogno di mezzucci come consulenze di parte e protocolli che non prevedono la ricerca di tutte le componenti chimiche e il risultato tossico dei loro abbinamenti, per far approvare un nuovo reddtizio brevetto.
Credo in una ricerca che sa che non tutto ciò che si può fare è lecito farlo. Una ricerca che non si lascia accecare dall'ego umano e non si sostituisce a Dio nell'illusione che combattere, sottomettere, piegare e spezzare non presenti, prima o poi, un conto da pagare. 



Paranoica complottista? Ebbene si: è una medaglia di cui vado fiera dai tempi della lotta al glifosate, quando ancora non era, giustamente, demonizzato.



 da un post del 2010

DISERBANTE (e non solo) PER IL DECORO CITTADINO: FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

30 giugno 2010
DISERBANTE PER IL DECORO CITTADINO: FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Una sempre più grande attenzione è riposta nelle etichette dei cibi che dai più disparati supermercati raggiungono le nostre tavole. Giustissimo! Ognuno di noi deve dare quest’importanza alla propria salute e a quella della propria famiglia. Ma siamo davvero sicuri che mangiar sano basti a star bene quando girato l’angolo dietro casa ci ritroviamo magari a salutare quel tal operaio intento a spruzzare non si sa bene cosa lungo la via? Quell’operaio lavora per il decoro cittadino e magari starà usando il prodotto più in voga del momento…il RODEO GOLD.
Cos’è il RODEO GOLD?
Il RODEO GOLD è un fitoregolatore eco-compatibile di nuova generazione approvato dal ministero della sanità. Viene utilizzato da molte amministrazioni comunali, ANAS e Ferrovie in quanto coniuga il risparmio di tempo, risorse ed energie alla sua sicurezza.
Come da pubblicità:
1. A basse dosi può essere usato per bloccare la crescita delle piante o solo la loro fioritura (nel caso specifico del controllo dei pollini allergizzanti, quando si usa per bloccare solo la fioritura senza devitalizzare completamente le piante allergeniche) mentre se usato a dosi leggermente più alte può devitalizzare la radice della pianta raggiungendo la bonifica dell'essenza vegetale;
2. Il Rodeo Gold, dosato nel giusto modo, può arrivare al controllo di qualsiasi specie vegetale, sia essa erbacea sia arborea, permettendo quindi all'operatore di effettuare senza inconvenienti qualsiasi tipo d'intervento;
3. Il Rodeo Gold presenta la massima efficienza potendo effettuare tutte le operazioni relative alla gestione delle erbe infestanti (devitalizzazione, controllo, gestione, bonifica) sia erbacee sia arboree: un unico prodotto per ogni esigenza
4. È biodegradabile e la sua tossicità risulta essere inferiore al sale da cucina (1,7), alla vitamina A (2,5), all’aspirina (5), alla nicotina e persino 26 volte meno della caffeina.

Un prodotto dunque perfetto!
Ma sarà davvero così?

Il principio attivo del RODEO GOLD è il Glifosate e se la memoria non ci aiuta basta ripercorrere la storia della MONSANTO per capirne un po’ di più e scoprire che è già tristemente noto e non di sicuro per i suoi pregi…

Pubblicizzato dai produttori come un prodotto innocuo, il Glifosate è stato oggetto di numerose ricerche effettuate da istituti scientifici indipendenti che hanno invece provato quanto sia tossico sia per l’uomo che per gli animali.

Questo diserbante, nato come Roundup, è spesso utilizzato in coltivazioni Ogm ed è presente in numerosi prodotti destinati all’agricoltura.

"Il Glifosate ha la caratteristica di durare pochi giorni ma degradandosi dà origine a metaboliti dannosi". Per tradurre: la sostanza di cui è composto il diserbante sparisce e si ha una trasformazione in sostanza attiva che in parte viene assorbita dal terreno. Che cosa comportano questi metaboliti?

Secondo i risultati delle ricerche di Criigen, l’esposizione a quantità molto basse di questo diserbante impedisce l’azione degli androgeni, ormoni virilizzanti, innescando i danni al Dna delle cellule umane. Effetti preoccupanti affollano le riviste scientifiche, dovuti alla presenta nell’ambiente di questo diserbante, sino ad ora sottovalutati per il fatto che i produttori di antiparassitari presentano per lo più alle autorità studi sugli effetti del Glyphosate da solo, mentre il miscuglio commercializzato e per lo più non dichiarato è molto più attivo.

Ma non solo…
Il Glifosate è la più frequente causa di problemi di avvelenamento in Italia (SIAF – rapporto 2005) e disturbi di molte funzioni del corpo sono stati riportati dopo l’esposizione a normali livelli d’uso.

Il Glifosate può essere causa di aborti spontanei e anche a dosi molto basse provocherebbe gravi danni neurologici, intestinali e cardiaci sugli embrioni. Studi rilevano inoltre riduzioni della grandezza del capo, alterazioni genetiche nel sistema nervoso centrale, un incremento della morte delle cellule del cranio e deformazione della cartilagine .

studi dimostrano che il glyphosate agisce come un distruttore dell’attività della citocromo P450 aromatasi dei mammiferi a concentrazioni 100 volte inferiore a quelle consigliate nell'uso in agricoltura; questo è evidente sulle cellule della placenta umana dopo solo 18 ore


Nella maggior parte dei casi colpisce la pelle e provoca irritazione agli occhi dei lavoratori a seguito dell’esposizione durante la fase di miscelazione, il trasporto o l’applicazione del prodotto. Sono anche state riportate nausea, difficoltà respiratorie, alterazioni della pressione sanguigna e reazioni allergiche. I medici in Giappone hanno certificato casi di avvelenamento, soprattutto attraverso cause accidentali, ma anche attraverso l’esposizione lavorativa. I sintomi dell’avvelenamento acuto includono dolore gastrointestinale, pesante perdita di liquido gastroenterico, vomito, eccesso di liquido polmonare, congestione polmonare, perdita di coscienza, distruzione di globuli rossi e danno epatico, senza contare che secondo alcuni studi i suoi effetti di cito e genotossicità potrebbero non essere limitati al regno vegetale. Dopo ripetute fumigazioni, gli indiani Yanacona in Cauca stanno soffrendo di molti di questi sintomi. Le abitazioni di queste comunità sono state fumigate indiscriminatamente ed i bambini sono stati i più colpiti.

Esiste la prova del desorbimento del composto nel terreno e quindi un movimento verso le acque freatiche, con assorbimento delle piante commestibili ed inserimento nella catena alimentare. Studi indicano che la sostanza può provocare l’erosione del tratto gastrointestinale, elettrocardiogrammi anormali e pressione sanguigna bassa , mal funzionamento del rene, battito cardiaco accelerato, gonfiori sul viso, formicolio della pelle e ricorrenti eczemi. L’ingestione comporta gravi forme di avvelenamento con conseguente arresto cardiaco e respiratorio seguito da coma e decesso.

Il Glifosate provoca un’alterazione della mitosi cellulare che può essere collegata al tumore nell’uomo.

L’uso del Glifosate, secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Cancer, comporterebbe l’aumento dei linfomi non Hodgin, quel tipo di tumore di cui spesso abbiamo sentito parlare a proposito dei soldati a contatto con l’uranio impoverito.

E, come già detto, il Glifosate non è usato da solo. Gli studi sulla sicurezza ambientale del Glifosate sono incompleti se non considerano la sua azione combinata con gli altri ingredienti, che al momento non sono nemmeno menzionati nelle etichette della formula. L’abitudine all’utilizzo della parola “glifosato” per evitare di nominare gli ingredienti aggiunti serve ad ingannare l’opinione pubblica e la società riguardo ai pericoli potenziali per l’ambiente e per la popolazione esposta agli effetti tossici di queste sostanze.


E per quanto riguarda gli animali?

Nei cinque giorni che intercorrono tra l’irrorazione del prodotto – che viene assorbito dalle foglie e gradualmente arriva alle radici provocando l’insecchimento- e la sua degradazione, quando perde la sua efficacia, è facile che animali selvatici, domestici o di allevamento entrino a contatto diretto con il diserbante e tanto più avverrà vicino al momento dell’irrorazione tanto più saranno visibili gli effetti.
La perdita di pelo e penne che rimangono più o meno urticanti al contatto è il sintomo più visibile.

L’aborto è frequente tra le vacche.

La morte del pollame colpito dalle fumigazioni o mentre si abbevera con acqua contaminata è stata confermata, come la morte di pesci nei fiumi contaminati e della totalità dei pesci di lago.

Il Glifosate è tossico per alcuni organismi benefici come certi parassiti, artropodi predatori ed artropodi del terreno che sono importanti per la sua areazione e per la formazione di humus. Uno studio sulle trote arcobaleno e sul pesce tilapia hanno riscontrato che la sostanza chimica ha causato difficoltà nel nuoto e problemi respiratori. Questi cambiamenti comportamentali hanno alterato la loro alimentazione, migrazione e capacità riproduttiva ed hanno fatto loro perdere la capacità di difendersi. Così il Glifosate colpisce anche gli uccelli; uno studio su una popolazione di uccelli ha mostrato che questa sostanza è moderatamente tossica per loro; colpisce gli uccelli perché dipendono per la loro alimentazione dalle piante che vengono contaminate. Studi nel settore, hanno dimostrato che alcuni gruppi di mammiferi sono stati contaminati dal Glifosate, a causa della vegetazione morta che loro e le loro prede usano come cibo e protezione. Uno studio neozelandese ha mostrato che il Glifosate colpisce sostanzialmente la crescita e la sopravvivenza di uno dei più comuni vermi presenti nei terreni agricoli.


Ma per l’ambiente?

Il Glifosate viene usato come diserbante per il “decoro” delle strade pubbliche e nell'ambito della campagna "polline sicuro" con la scusa di combattere le allergie da polline (in realtà, anziché ridurre le fonti di produzione di polline, se ne determina un aumento significativo con la proliferazione delle graminacee, oltre alla nebulizzazione nell’aria di principi chimici tossici anche in aree urbanizzate e ad alta intensità di traffico), ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi, in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno.

Il Glifosate è conosciuto per essere il più statico nei terreni. Si fissa negli strati superiori. Altri studi, tuttavia, concludono che il Glifosate può essere facilmente rimosso da alcuni tipi di terreno. Dosi subletali di Glifosate trasportate dal vento danneggiano la flora selvatica e possono colpire alcune specie a più di 20 metri dal sito fumigato.
Analizzare il residuo di Glifosate è costoso ed ingombrante. Per questa ragione, il governo degli USA non compie di routine questi studi. Esistono alcune ricerche che dimostrano che il Glifosate può essere veicolato dalle piante alle parti utilizzate per il cibo. Per esempio, il Glifosate è stato trovato nelle fragole, nei mirtilli nei lamponi, nella lattuga, nelle carote e nell’orzo. In accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, usare il Glifosate per seccare il grano prima che sia raccolto dà come risultato la permanenza nel grano di “residui significativi”.
E ancora una volta: perché il Dipartimento di Stato non dice niente riguardo all’impatto sul terreno e sulle piante degli altri ingredienti che sono stati usati nelle formule commerciali con Glifosate?

Il Glifosate è altamente solubile in acqua. In accordo con l’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale degli USA), può entrare nei sistemi acquatici attraverso spruzzi accidentali o vento. Se noi accettiamo che il Glifosate è facilmente assorbito nelle particelle del terreno, avrà anche una piccola potenzialità di contaminazione della superficie.

Il Glifosate è uno dei pesticidi maggiormente presente nelle falde acquifere sotterranee



Queste tematiche che vengono sollevate da privati o associazioni non vengono prese mai in considerazione da Enti Pubblici come ASL, Ministero Della Sanità che avrebbero lo scopo di salvaguardare la nostra salute.
Anzi tendono a coprire l’evidenza dei fatti forse nell’intento di non danneggiare il mercato, attentando alla nostra salute.
In questo modo appoggiano l’interesse economico di alcune case farmaceutiche, Bayer, Monsanto che detengono il 75% del mercato di pesticidi che poi sono le stesse che producono quei farmaci che dovrebbero curarci da quelle patologie che loro stessi provocano.
Vorrei ricordarvi che tutti i farmaci che vengono usati per curare le suddette malattie, vengono comprati dallo stato a prezzi impressionati e poi resi mutuabili per i malati cronici.
E’ chiaro che a qualcuno sta a cuore proteggere un mercato che non è sicuramente quello agricolo, ma quello farmaceutico, come al solito alle spalle dei contribuenti.

Ci sono sempre più agricoltori che utilizzano erbicidi in modo irresponsabile anche al di fuori delle aree coltivate, ma anche semplici cittadini che irrorano le fasce erbose con diserbanti per evitare lo sviluppo della vegetazione spontanea senza valutare minimamente gli effetti negativi sulla perdita di biodiversità, di maturità, di stabilità e di funzionalità, oltre che sulla stabilità del terreno. La pratica del diserbo, erroneamente considerata una alternativa allo sfalcio, viene ora proposta dalle amministrazioni per il “decoro” delle strade pubbliche e con la inconsistente scusa di combattere le allergie da polline (ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si sarà costretti a continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno).


…..


 Ovviamente nessuno vuole limitare la libertà del suo utilizzo ma proprio perché di libertà stiamo parlando e il Rodeo Gold che viene utilizzato su spazi pubblici, la nostra libertà e i nostri diritti vengono rispettati?
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-RISCHIO DI TRATTAMENTI SU TERRENI DI TERZI (frontisti):come minimo obbligo di comunicazione preventiva e di consenso informato

-OBBLIGO DI CARTELLONISTICA DI PERICOLO SULLE ZONE TRATTATE considerato che il prodotto non è così innocuo


-DERIVA SU AZIENDE BIOLOGICHE, con perdita della certificazione sugli appezzamenti coinvolti, quindi perdita economica e inconsapevole
-INIBIZIONE DELLA LIBERTA’ PERSONALE
-SPOLVERAMENTO DELLE AUTO IN CORSA E INQUINAMENTO ANCHE DEI DOTTI DELL’ARIA


Ma per un attimo torniamo al nostro operaio…
Lui sa cosa c’è dietro all’etichetta del prodotto che sta usando e quali rischi corre?

DOSSIER DENUNCIA
Allarme della Legambiente Liguria sull’uso di diserbante da parte dell’Amiu nelle aiuole e nelle strade della città: gli ecologisti sostengono che la sostanza usata - che sino a qualche mese fa era il Glifosate - inquina ed è pericolosa per la salute degli operatori Amiu che la trattano distribuendola in ogni zona verde della città dove esiste la necessità di bloccare la crescita di erbacce.
I dipendenti Amiu - avvisano gli ecologisti - per evitare guai alla propria salute dovrebbero indossare guanti e stivali speciali, adeguati per il trattamento delle sostanze acide , ma anche particolari occhiali e una mascherina. Invece oggi gli operatori dell’Amiu al massimo indossano un paio di guanti da lavoro e dei comunissimi stivali. La vicenda - a detta di Legambiente - non sarebbe all’attenzione dei sindacati perchè quasi sempre gli operatori hanno contratti a termine che inducono a non fare valere le proprie ragioni. Per esemplificare quanto il Glifosate possa essere nocivo Legambiente Liguria ha effettuato dei blitz con macchina fotografica in varie zone della città dove gli operatori Amiu effettuano il diserba mento. Per spiegare i danni da diserbante gli ecologisti riportano la dettagliata indagine svolta da Edoardo Magnone , ex chimico universitario. Una ricerca in cui, fra l’altro si legge: Il composto il cui principio attivo è costituito da un derivato fosfonato della glicina - cimicamente N-fosfonometilglicina del gruppo del phosphinicacidi - viene usato con lo scopo di controllare la crescita dell’erba . I primi sintomi su questi organismi si manifestano in media dopo 7 - 10 giorni del trattamento e , a seconda della concentrazione e della tecnica di dispersione, si possono osservare iniziali ingiallimenti delle piante fino a dissecazione totale. Dai produttori è consigliato un trattamento eseguito quando lo sviluppo fogliare delle malerbe consenta un adeguato assorbimento per favorire la successiva migrazione sino agli organi sotterranei delle piante.
Sempre leggendo le schede tecniche di sicurezza fornite dei prodotti si possono trovare le modalità d’uso. In tali schede si consiglia di non trattare le piante nelle giornate ventose, al fine di evitare fenomeni di deriva sulle culture vicine, sia nel caso di previsione a breve termine di precipitazioni atmosferiche.
Inoltre sono fornite indicazioni sulla corretta modalità sulle misure igieniche da adottare durante la manipolazione, come non mangiare, ne bere, ne fumare. Lavarsi mani e indumenti, separatamente, prima di riutilizzarli e l’uso degli indumenti protettivi da parte degli operatori. Esiste la prova del desorbimento del composto nel terreno e quindi un movimento verso le acque freatiche, con assorbimento delle piante commestibili ed inserimento nella catena alimentare. L’AZIENDA: DILUITO E’ UN PRODOTTO SICURO
Il Glifosate diluito in modo adeguato non è dannoso ne per l’ambiente ne per la salute dei lavoratori e dei passanti. E’ secca la smentita del portavoce dell’Amiu che, dopo aver confermato che la sostanza usata per il diserbamento è proprio il Glifosate, aggiunge: La sostanza non è pericolosa come viene ventilato dagli ecologisti che periodicamente lanciano campagne contro l’uso del diserbante, ora colpevole di uccidere le lumache, ora di avvelenare sino ad ammazzare anche i cani che passeggiano nelle aiuole. Dall’azienda precisano: con la diluizione di 2,5 litri per ogni cento litri di acqua non ci sarebbe pericolo neppure bevendola. Se, invece, per assurdo il diserbante venisse bevuto allo stato puro al massimo provocherebbe un mal di pancia.

TESTIMONIANZE
…Fin dall'inizio abbiamo avuto problemi di intossicazione, nausea, giramenti di testa, debolezza, agitazione, a me capita di avere un fastidio alle ghiandole linfatiche del collo. Il fatto e che ancora adesso, dopo che ho sostituito una parte del terreno dell'orto, pensavo di avere risolto il problema e finalmente realizzare il tanto desiderato orto biologico, invece dopo avere piantato a novembre cipolle, agli, fave, piselli, adesso che li consumiamo non stiamo bene, notiamo un senso di pesantezza e una leggera nausea. Credo che anche il terreno nuovo che ho sostituito, (e una striscia di terreno separata da una fila di mattoni) a motivo delle piogge sia stato contaminato dal vecchio terreno. Ho letto da qualche che le molecole del Glifosate si degradano lentamente e rimangono nel terreno fino a tre anni, sottoforma di un metabolita chiamato AMPA acido aminometilfosfonico. In effetti ho notato che il terreno portato altrove e utilizzato per impiantare il nuovo prato non ha dato problemi, credo, però ho notato in alcune piantine di girasole nate spontaneamente, delle malformazioni. Inoltre anche degli alberi di limone e mandarancio che erano stati sfiorati all'epoca, diventando in parte ingialliti, danno dei frutti che quando li consumiamo danno gli effetti già illustrati. In conclusione ogni anno ho piantato degli ortaggi che sistematicamente ho distrutto dopo aver consumato i primi prodotti. In un'altra striscia di terreno dove ho sostituito il terreno alcuni mesi fà non ho problemi.
Per quanto riguarda il Glifosate ho chiesto alla ditta produttrice qualche chiarimento. Forse dovrei fare esaminare il prodotto, ma pare che sia costoso. Vedremo io sono intenzionato ad andare in fondo alla faccenda.

...bruciore alle mani, mal di testa e senso di malessere generale per giorni dopo aver raccolto delle penne di uccello nel parco giochi…

…I PRODOTTI A BASE DI GLIFOSATE SONO PERICOLOSI E, SEMPRE AMMESSO CHE VENGANO USATI CON I DOVUTI MODI E AVVERTENDO LA POPOLAZIONE , non possiamo impedire ai nostri animali e a quelli selvatici di venirne a contatto col rischio che chiunque di noi o nostro figlio, magari solo perché ha già dei problemi di salute , corra dei seri rischi in nome del decoro cittadino.

… L’ ENPA denuncia: strage di gatti per il diserbante

Glifosate? no grazie! Rodeo gold? è lo stesso


La sopravvivenza dell’umanità dipenderà dal nostro grado di competenza ecologica, dalla nostra capacità di comprendere i principi dell’ecologia e di vivere in conformità con essi.

Affinchè una situazione come questa divenga per tutti occasione per una vera passeggiata salutare e non un rischio inutile per la nostra vita, per la qualità dell’ambiente e per il patrimonio che lasceremo alle prossime generazioni.


Certo il decoro cittadino è un importante biglietto da visita ma la domanda finale è sempre la stessa:
DOVE VOGLIAMO ANDARE ?


Cosa vogliamo lasciare dietro di noi, la distruzione e l’inquinamento totale ?

Fermiamoci un attimino….e riflettiamo. Finché siamo in tempo.


glifosate - albero raggiunto dall'irrorazione sui binari ferroviari (2010)





glifosate - anomala moria di uccelli (2010)



glifosate - anomala moria di uccelli (2010)



2015 Utilizzo glifosate, CIVILIS Manfredonia: Provincia diffida ANAS



PER APPROFONDIRE

glifosate: nome commerciale

glifosate - nome commercale

glifosate: 2016 GLIFOSATE, MODIFICATO L’ELENCO DEI PRODOTTI

glifosate: 2016 Dal glifosato al dicamba, il nuovo pesticida di Monsanto in arrivo il prossimo anno. Già pronti anche sementi OGM resistenti all’erbicida

DICAMBA: il dicamba è una sostanza chimica risalente agli anni sessanta ma oggi inserita in un nuovo cocktail che è già stato definito neurotossico, causa di danni al sistema riproduttivo, portatore di rischi di malformazione del feto, al fegato e i reni, tossico per gli uccelli e le specie acquatiche, motivo di percolazione nelle acque sotterranee.
Fratello del glifosate, mandato in pensione dopo 40 anni di massiccio impiego (non per gli effetti collaterali,  poco considerati dai politici e dalle amministrazioni, ma per un motivo molto più banale: il suo impiego non era più così redditizio perché il brevetto è decaduto da qualche anno ), come i suoi predecessori, oltre alla tossicità e i danni ambientali, impone necessariamente l'utilizzo di semi brevettati allo scopo.

Tra i nomi commercali Mondak 480


Glifosate è il principio attivo ma in vendita lo si trova con nomi commerciali:
sygenta catalogo 2019






giovedì 14 febbraio 2019

W IL MADE IN ITALY

W IL MADE IN ITALY

Cina, clonate cinque scimmie per diventare insonni



Ammetto che deve proprio essermi sfuggito qualcosa. Ero rimasta che il ministro Centinaio si stava battendo per la tutela dei buoni prodotti taliani e che il mondo condannava gli uomini che giocano a fare Dio, inorridendo per la clonazione delle 5 scimmette insonni, e poi leggi:

 

 Italia-Cina: firmato memorandum CREA-HUST per la ricerca in sviluppo rurale 

 

stretta di mano fra Parlato  e D'Ascenzo

 

Agricoltura, agroindustria, pesca e foreste. Ma anche sviluppo rurale e ricerca economica sono al centro della convenzione siglata oggi fra il CREA e l’HUST, Huazonhong University of Science and Technology – School of Life Science and Technology, rispettivamente nelle persone di Salvatore Parlato, Presidente del CREA, e Jianfeng Liu, Vice Preside di HUST, l’organizzazione no profit di ricerca cinese.  L’accordo, della durata di 5 anni, nasce nell’ambito dell’accordo di cooperazione già sottoscritto dal CREA con l’IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) NEUROMED con l’intento di favorire l’attuazione di programmi di ricerca e di sviluppo mirati e legati al settore agroalimentare, della nutrizione e della salute in Italia e Cina, incentivando il trasferimento tecnologico e la diffusione dell’innovazione nei settori più strategici. In quest’ottica verranno promossi progetti e iniziative congiunti, scambio di informazioni e di specialisti, introduzione di nuove tecnologie, azioni di formazione e comunicazione, per favorire e rafforzare la cooperazione sia fra le due Istituzioni sia fra i due Paesi coinvolti.  Un Comitato di Coordinamento congiunto è incaricato, inoltre, di supervisionare le diverse iniziative. Sono stati designati per il CREA il prof. Michele Pisante (consigliere d’amministrazione e Ordinario di Agronomia e coltivazioni erbacee presso l’Università degli Studi di Teramo), mentre per HUST il Prof. Nicola D'Ascenzo e il Prof. Qingguo Xie (Huazhong University of Science and Technology - School of Life Sciences and Technology, Wuhan, China).  

Roma 13 febbraio 2019

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Dunque fatemi capire: il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo farà ricerca in campo medico attraverso una stuttura  convenzionata col sistema sanitario italiano e un'università di ricerca cinese? Tralasciando le figure coinvolte e partendo dal presupposto che gli  attuali alimenti e tecniche di  produzione sono sicuri perchè già controllati e certificati a nostra tutela (da paranoici complottisti anche solo dubitarne), per il futuro chi valuterà i risultati, i protocolli e le metodologie di questa ricerca?


Come risaputo le autorizzazioni alla commercalizzazione di nuove sostanze vengono date in base all'assenza di eventuali criticità nella documentazione scientifica presentata dai produttori e, in questo processo, non vengono presi in considerazione  studi indipendenti.

Negli ultimi anni è stato contestata all'Efsa una mancanza di indipendenza a fronte di scandali denunce e pressioni da parte di industrie chimiche . L'Efsa rassicura che la valutazione scientifica delle sostanze attive viene effettuata da funzionari pubblici dell'Unione Europea e, nel caso delle singole nazioni da esperti nominati dai ministeri competenti. Funzionari quindi pagati con fondi pubblici e il cui mandato è unicamentequello di tutelare la salute dei cittadini.
Ma se questi "esperti", questi "funzionari" sono anche i creatori delle nuove sostanze o dei metodi di produzione?

In Europa vige il principio di precauzione per ogni nuova sostanza, ma, dal 2016, a questo si è affiancato il principio di innovazione, in base al quale, in assenza di prove certe sulla pericosità (e qui ritorniamo agli studi che vengono presi in consderazione), in nome del progresso si ottengono autorizzazioni anche su precedenti rifiuti.



                                                                 PER APPROFONDIRE

lunedì 11 febbraio 2019

CIMICE ASIATICA & VESPA SAMURAI


HALYMORPHA HALYS o CIMICE ASIATICA  (Museo di Storia Naturale di Venezia)




 

Halyomorpha halys, conosciuta come cimice asiatica, appartiene alla famiglia dei Pentatomidae ed è originariamente diffusa in Cina, Corea, Giappone e Taiwan.
Diffusione nel mondo. Negli ultimi decenni questa specie si è insediata al di fuori del suo areale originario, colonizzando l’America Settentrionale e vari stati Europei a seguito di introduzioni involontarie; l’espansione e la naturalizzazione della specie su nuovi territori sono tutt’ora in atto. H. halys è facilmente soggetta al trasporto passivo ed è stata occasionalmente intercettata nel mondo sia in epoche precedenti a quella del suo effettivo insediamento (ad esempio in Canada nei primi anni, nel 1993), sia in aree dove non risulta ancora insediata, come Australia e Nuova Zelanda.  n Italia. La prima documentazione della specie in Italia è avvenuta nel Modenese, nel settembre 2012, quando venne casualmente riscontrata in una raccolta di insetti studentesca. Negli anni successivi la specie si è ampiamente diffusa in Pianura Padana, interessando tutte le regioni del nord (apparentemente ad eccezione della Valle d’Aosta) e dando talvolta origine a massicce pullulazioni.

Per quanto riguarda il ciclo biologico la cimice attraversa 5 stadi di sviluppo nei quali passa da una colorazione di colore rosso-giallastro con striature nere fino ad assumere progressivamente l'aspetto marmorizzato tipico dello stadio adulto. Nei paesi di origine riesce a compiere diverse generazioni all'anno (4-6); nelle zone più fredde le generazioni scendono fino ad una, in Italia se ne hanno in genere due. In autunno gli insetti adulti si aggregano per svernare in ripari di vario tipo (compresi magazzini e abitazioni,creando fastidiose infestazioni degli ambienti domestici). Terminato l'inverno, in aprile-maggio, gli insetti si portano sulla vegetazione dove si nutrono e si accoppiano. In giugno-luglio, le femmine depongono le uova agruppi di 20-30, preferibilmente sulla pagina inferiore delle foglie. L'insetto raggiunge lo stadio adulto in agosto-settembre. Nella nativa Asia è nota per provocare occasionalmente gravi danni a frutteti e piantagioni di legumi










Come ben sa chiunque ci abbia avuto a che fare, le cimici, quando si sentono in pericolo o vengono schiacciate, secernono una sostanza maleodorante. Utilizzata come arma di difesa  contro i predatori, pur non essendo nociva, rende sgradevole e immangiabile qualunque frutto o vedura che ne viene a contatto .

CURIOSITA':
 Il coriandolo, spezia dalle mille vrtù è detto anche erba cimicina poichè fino alla maturazione rilascia lo stesso sgradevole odore.

In data 08 ottobre 2014 il dipartimento Arpat di Pisa ha ricevuto alcune segnalazioni per maleodoranze assimilabili al tipico odore che viene emanato dalle cimici schiacciate. Dalle valutazioni effettuate è stato possibile identificare come “Coriandolo” o volgarmente detta “erba cimicina “ il tipo di erba presente sui terreni agricoli, la stessa erba una volta tagliata emana per sua natura un odore sgradevole di cimici schiacciate 
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Esistono vari tipi di cimice e la cimice ASIATICA è facilmente confondibile con la comune rhaphigaster nebulosa


RHAPHIGASTER NEBULOSA
CIMICE ASIATICA


Riconoscimento. Nonostante la provenienza esotica, infatti, H. halys è una specie poco appariscente e di aspetto non caratteristico, confondibile con specie native delle nuove aree di insediamento. In Italia e in Europa, in particolare, è molto simile all’ampiamente diffusa Rhaphigaster nebulosa. I caratteri diagnostici che più facilmente permettono di distinguere le due specie sono la presenza di una lunga spina ventrale in Rhaphigaster (assente in Halyomorpha) e, nei giovani, la presenza di dentelli sul margine del torace di Halyomorpha (assenti in Rhaphigaster).

http://msn.visitmuve.it/it/ricerca/schede-tematiche/specie/cimice-asiatica-halyomorpha-halys/


In Italia. La prima documentazione della specie in Italia è avvenuta nel Modenese, nel settembre 2012, quando venne casualmente riscontrata in una raccolta di insetti studentesca. Negli anni successivi la specie si è ampiamente diffusa in Pianura Padana, interessando tutte le regioni del nord (apparentemente ad eccezione della Valle d’Aosta) e dando talvolta origine a massicce pullulazioni.

http://msn.visitmuve.it/it/ricerca/schede-tematiche/specie/cimice-asiatica-halyomorpha-halys/
In Italia. La prima documentazione della specie in Italia è avvenuta nel Modenese, nel settembre 2012, quando venne casualmente riscontrata in una raccolta di insetti studentesca. Negli anni successivi la specie si è ampiamente diffusa in Pianura Padana, interessando tutte le regioni del nord (apparentemente ad eccezione della Valle d’Aosta) e dando talvolta origine a massicce pullulazioni.

http://msn.visitmuve.it/it/ricerca/schede-tematiche/specie/cimice-asiatica-halyomorpha-halys/
In Italia. La prima documentazione della specie in Italia è avvenuta nel Modenese, nel settembre 2012, quando venne casualmente riscontrata in una raccolta di insetti studentesca. Negli anni successivi la specie si è ampiamente diffusa in Pianura Padana, interessando tutte le regioni del nord (apparentemente ad eccezione della Valle d’Aosta) e dando talvolta origine a massicce pullulazioni.

http://msn.visitmuve.it/it/ricerca/schede-tematiche/specie/cimice-asiatica-halyomorpha-halys/
In Italia. La prima documentazione della specie in Italia è avvenuta nel Modenese, nel settembre 2012, quando venne casualmente riscontrata in una raccolta di insetti studentesca. Negli anni successivi la specie si è ampiamente diffusa in Pianura Padana, interessando tutte le regioni del nord (apparentemente ad eccezione della Valle d’Aosta) e dando talvolta origine a massicce pullulazioni.

http://msn.visitmuve.it/it/ricerca/schede-tematiche/specie/cimice-asiatica-halyomorpha-halys/

Dal 2008 al 2013 era stata inserita nella lista d'allerta dell'EPPO per l'elevato livello di danno rlevato nei Paesi in cui si è diffusa, poi rimossa da questo elenco.

 Nemici naturali delle cimci sono:
- vespe
- calabroni
- mosche
- rane
- ragni
- uccelli (in particolare le cince -nemiche anche della processionara- e i codirossi)
- mantidi religiose.




 Utile può essere piantare bulbi d'aglio tra le nostre piante di casa.






In Italia da qualche anno si sta facendo ricerca sugli antagonisti di questa cimice e e se nel 2016 Pio Federico Roversi, ricercatore del Crea sosteneva che "I predatori della cimice asiatica in natura si nutrono anche di altre specie. Importandoli in Italia correremmo dunque il rischio di creare ulteriori problemi", 

2018 cimici e vespa samurai 




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20 DICEMBRE 2018

E' stato presentato il piano triennale del CREA.
Tra le atre cose sono previsti nuovi poli di ricerca che, sulla carta, sembrano un'ottima cosa, ma, come già sotenuto, dove controlato e controllore , dove chi rileva un problema, lancia allarmi e propone soluzioni  sono un unica figura, i dubbi, come ci insegna la storia, sono leciti.

Il CREA ha avviato la realizzazione di due Laboratori da Quarantena, uno a Firenze per il controllo di Insetti-Acari-Nematodi e uno a Roma per il controllo di Virus-Batteri-Funghi. I due laboratori opereranno in sinergia tra loro e in stretto rapporto con la struttura del Servizio Fitosanitario Centrale del MIPAAFT e con i Servizi Fitosanitari Regionali, per assicurare un tempestivo supporto diagnostico, essenziale per circoscrivere i fenomeni. Inoltre, per aumentare e rendere sempre più disponibile il patrimonio di conoscenze, saranno avviate piattaforme integrate ed evolute in grado di identificare e contrastare le frodi alimentari, assicurare la certificazione delle sementi, facilitare il miglioramento genetico, fornire modelli di analisi, sviluppo, previsione e valutazione d’impatto sia quantitativi che qualitativi. Senza dimenticare l’innovazione, con la creazione di due Tecnopoli dedicati, uno a Lodi (su zootecnia, sementi, foraggi e bioenergie) e uno a Monterotondo (su economia circolare, agricoltura e zootecnia digitale, recupero e gestione biodiversità); a Rieti, invece, nascerà il Centro nazionale di agricoltura digitale.

Uno dei primi nemici contro cui si combatterà sarà la cimice asiatica (altro nemico che il Crea sta combattendo è la XYLELLA )




13 GIUGNO 2019

Approvata in Senato la risoluzione che impegna il Governo a dare la massima priorità alle misure legislative per valutare le potenzialità di Controllo biologico ed effettuare una corretta Valutazione dei rischi ambientali per l’introduzione della Vespa samurai (Trissolcus japonicus), allo scopo di contrastare il flagello della esotica Cimice asiatica, che tanti danni sta provocando all’agricoltura italiana.


LUGLIO 2019
La Coldiretti  ha dato il via libera all'utilizzo della vespa samurai. Si tratta di una decisione presa con l'entrata in vigore, in Gazzetta Ufficiale, del decreto 5 luglio 2019 n. 102 che legalizza l'immissione sul territorio italiano di specie e popolazioni non autoctone capaci di contrastare la diffusione di insetti alieni come la cimice A renderlo noto - al Salone internazionale del biologico e del naturale (SANA) - è stato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Sempre Prandini ha poi chiesto un incontro con il ministro dell'Ambiente Sergio Costa che dovrà autorizzare l'immissione in natura delle vespe su richiesta delle regioni.

OTTOBRE 2019
21 ottobre 2019 a Ferrara il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha affrontato una problematica che sta mettendo a dura prova l'agricoltura: la cimice asiatica. "Stiamo lavorando nella legge di bilancio dove c'era un fondo di solidarietà che non era stato finanziato l'anno scorso. Noi mettiamo 80 milioni di euro, 40 milioni per il 2020 e 20 milioni l'anno per gli anni successivi", ma si cercherà di "incrementare ulteriormente" lavorando anche col Parlamento. Così la ministra ha fatto il punto in uno dei territori più colpiti dall'insetto 'alieno' 


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Il CREA è in prma linea nella lotta contro il "flagello" cimice asiatica:
- Si è occupato dell'individuazione e del monitoraggio del problema cimice asiatica.
- Ha sviluppato il progetto di lotta contro questo "flagello" studiando l'impatto ambientale dell'introduzione della vespa samurai

Nell’ambito di “PROTEZPIANTE” il CREA-Difesa e Certificazione, previa acquisizione di tutte le necessarie autorizzazioni internazionali, nazionali e regionali, ha introdotto nel 2018 in condizioni di quarantena Trissolcus japonicus dagli USA avviando test di Laboratorio per verificarne potenzialità e impatto ambientale.

-  Sta portando avanti la riproduzione della vespa samurai nei suoi laboratori e si occuperà della sua diffusione.


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 La storia recente ci ha insegnato (o, almeno avrebbe dovuto farlo) che l'introduzione di nuove specie di animali * si sono poi rivelate ua pessima mossa. Mi auguro non si debba presto rimpangere tale scelta e che questa vespa parassita non condanni a morte altri insetti importanti per il delicato equilibrio ambientale che la moderna agricoltura ha creato, diventando, a sua volta, il futuro "flagello". 

 



 *
Numerose sono state le specie non autoctone introdotte sul territorio italiano. Uno dei casi più emblematici sono i CINGHIALI
Fino agli anni sessanta i cinghiali non costituivano un particolare problema, poi sono stati introdotti, per la caccia, esemplari dai Carpazi, più grandi, resistenti e prolifici. Come non bastasse vennero anche incrociati con i comuni maiali

 Le immissioni di specie originarie del nostro Paese effettuate con esemplari appartenenti a popolazioni non indigene, oltre a causare l’irrimediabile perdita di biodiversità a livello genetico, hanno interferito pesantemente anche sul loro adattamento locale. Il caso più emblematico è quello del cinghiale dell’Italia centrale e meridionale. Un tempo questo animale era di dimensioni più modeste, meno fecondo e meno vorace di quanto lo sia oggi, ed il suo impatto sull’ambiente era minore. La conservazione dell’integrità genetica del nostro cinghiale avrebbe forse limitato gli ingenti danni all’agricoltura e gli aspri conflitti di interesse che tanto complicano la gestione di questa specie, spiacevoli conseguenze dei ripetuti incroci effettuati con esemplari originari dell’est europeo.














giovedì 10 gennaio 2019

CARTA DEI DIRITTI DELLA TERRA



"Ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l'umanità deve scegliere il suo futuro. A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità. Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta magnifica diversità di culture e di forme di vita, siamo un'unica famiglia umana e un'unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future."

1. Rispettare la Terra e la vita, in tutta la sua diversità

  1. Riconoscere che tutti gli esseri viventi sono interdipendenti e che ogni forma di vita ha valore, indipendentemente dalla sua utilità per gli esseri umani.
  2. Affermare la fede nell'intrinseca dignità di tutti gli esseri umani e nel potenziale intellettuale, artistico, etico e spirituale dell’umanità.
2. Prendersi cura della comunità vivente con comprensione, compassione e amore

  1. Accettare che al diritto di possedere, gestire e utilizzare le risorse naturali si accompagna il dovere di prevenire danni all'ambiente e di tutelare i diritti dei popoli.
  2. Affermare che con l'aumento della libertà, della conoscenza e del potere cresce anche la responsabilità di promuovere il bene comune.
3. Costruire società democratiche che siano giuste, partecipative, sostenibili e pacifiche

  1. Assicurare che le comunità a ogni livello garantiscano i diritti umani e le libertà fondamentali e forniscano a tutti l'opportunità di realizzare appieno il proprio potenziale.
  2. Promuovere la giustizia sociale ed economica, per permettere a tutti di raggiungere uno standard di vita sicuro e dignitoso, che sia ecologicamente responsabile.
4. Tutelare i doni e la bellezza della Terra per le generazioni presenti e future

  1. Riconoscere che la libertà di azione di ciascuna generazione è condizionata dalle esigenze delle generazioni future.
  2. Trasmettere alle generazioni future valori, tradizioni e istituzioni capaci di sostenere la prosperità a lungo termine delle comunità umane ed ecologiche della Terra.
Per potere realizzare questi quattro impegni generali occorre:

5. Proteggere e ripristinare l'integrità dei sistemi ecologici terrestri, con speciale riguardo alla diversità biologica e ai processi naturali che sostentano la vita.

  1. Adottare a tutti i livelli piani di sviluppo sostenibile e norme che integrino la conservazione e il ripristino ambientale in ogni iniziativa di sviluppo.
  2. Istituire e tutelare riserve naturali e della biosfera, comprese aree silvestri e marine, per salvaguardare i sistemi di sostegno della Terra, la diversità biologica e preservare il nostro patrimonio naturale.
  3. Promuovere il recupero delle specie e degli ecosistemi in via di estinzione.
  4. Controllare ed eliminare organismi esogeni o geneticamente modificati dannosi per le specie autoctone e per l'habitat, e impedire l'introduzione di questi organismi dannosi.
  5. Gestire l'uso delle risorse rinnovabili come l'acqua, il suolo, i prodotti forestali e la vita marina in modo da non superare la loro capacità di recupero e da proteggere la salute degli ecosistemi.
  6. Amministrare l'estrazione e l'uso delle risorse non rinnovabili, quali i combustibili minerali e fossili, in modo da ridurne al minimo l'esaurimento e impedire gravi danni ambientali.
6. Prevenire i danni come misura più efficace di protezione ambientale, e agire con cautela quando le conoscenze sono limitate.

  1. Agire per impedire la possibilità di danneggiare irreversibilmente o gravemente l'ambiente anche se le conoscenze scientifiche sono incomplete o non certe.
  2. Assegnare l'onere della prova a coloro che sostengono che una certa attività non provocherà danni significativi, e chiama i responsabili a rispondere di eventuali danni ambientali.
  3. Garantire che, nel processo decisionale, vengano affrontate le conseguenze cumulative, a lungo termine, indirette, remote e globali delle attività umane.
  4. Impedire l'inquinamento di ogni parte dell'ambiente e non permettere l'accumulo di sostanze radioattive, tossiche e comunque pericolose.
  5. Evitare le attività militari dannose per l'ambiente.
7. Adottare sistemi di produzione, consumo e riproduzione che salvaguardino la capacità rigenerativa della Terra, i diritti umani e il benessere delle comunità.

  1. Ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali utilizzati nei processi di produzione e consumo, e garantire che i rifiuti residui siano assimilabili dai sistemi ecologici.
  2. Comportarsi con parsimonia ed efficienza nell'utilizzo dell'energia, privilegiando sempre di più fonti di energia rinnovabile, come quella solare o eolica.
  3. Promuovere lo sviluppo, l’impiego e il trasferimento equo di tecnologie ecologicamente sicure.
  4. Includere nel prezzo di vendita i costi ambientali e sociali dei beni e dei servizi, e permettere ai consumatori di identificare i prodotti conformi alle normative sociali e ambientali più severe.
  5. Garantire a tutti l’accesso a un’assistenza medica che promuova la salute riproduttiva e la procreazione responsabile.
  6. Adottare stili di vita che accentuino la qualità della vita e l’uso di quanto realmente necessario in un mondo in cui le risorse non sono illimitate.
8. Sviluppare lo studio della sostenibilità ecologica e promuovere il libero scambio e l'applicazione diffusa delle conoscenze acquisite.

  1. Sostenere la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale sulla sostenibilità, con particolare attenzione alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo.
  2. Riconoscere e tutelare le conoscenze tradizionali e la saggezza spirituale presenti in ogni cultura che contribuiscono alla tutela dell'ambiente e al benessere umano.
  3. Garantire che le informazioni di importanza vitale per la salute umana e la tutela dell'ambiente, comprese le informazioni in ambito genetico restino di pubblico dominio e a disposizione di tutti.

9. Eliminare la povertà come imperativo etico, sociale e ambientale.

  1. Garantire il diritto all'acqua potabile, all'aria pulita, alla sicurezza alimentare, al suolo incontaminato, alla casa, a condizioni igienico-sanitarie sicure, assegnando le necessarie risorse nazionali e internazionali.
  2. Conferire autonomia a ogni essere umano attraverso l'istruzione e le risorse utili per garantire uno standard di vita sostenibile, e fornire previdenza sociale e sistemi di sostegno a coloro che non sono capaci di mantenersi da soli.
  3. Riconoscere coloro che sono ignorati, proteggere i vulnerabili, aiutare coloro che soffrono e permettere loro di sviluppare le proprie capacità e perseguire le proprie aspirazioni.
10. Garantire che le attività economiche e le istituzioni a tutti i livelli promuovano lo sviluppo umano in modo equo e sostenibile.

  1. Promuovere l'equa distribuzione della ricchezza all'interno delle nazioni e tra le nazioni.
  2. Accrescere le risorse intellettuali, finanziarie, tecniche e sociali dei Paesi in via di sviluppo, e liberarli dall'oneroso debito internazionale.
  3. Garantire che ogni attività commerciale promuova un uso sostenibile delle risorse, la tutela dell'ambiente e standard di lavoro avanzati.
  4. Esigere che le corporazioni multinazionali e le organizzazioni finanziarie internazionali agiscano con trasparenza per il bene comune, e chiamarle a rispondere delle conseguenze della loro attività.
11. Affermare l'uguaglianza e le pari opportunità fra i sessi come prerequisiti per lo sviluppo sostenibile, e garantire l'accesso universale all'istruzione, all'assistenza sanitaria, e alle opportunità economiche.

  1. Garantire i diritti umani delle donne e delle ragazze, e porre fine a ogni forma di violenza contro di loro.
  2. Promuovere la partecipazione attiva delle donne in tutti gli aspetti della vita economica, sociale, politica e culturale, come partner a pieno titolo e a pari diritto nella presa di decisioni, come leader e come beneficiarie.
  3. Rafforzare le famiglie e garantire la sicurezza e la cura amorevole di tutti i loro membri.
12. Sostenere senza alcuna discriminazione i diritti di tutti a un ambiente naturale e sociale capace di sostenere la dignità umana, la salute fisica e il benessere spirituale, con speciale riguardo per i diritti dei popoli indigeni e delle minoranze.

  1. Eliminare le discriminazioni in ogni forma, come quelle basate su razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, religione, lingua e origine nazionale, etnica o sociale.
  2. Affermare i diritti dei popoli indigeni alla propria spiritualità, conoscenza, terre e risorse e alle relative pratiche di vita sostenibili.
  3. Onorare e aiutare i giovani delle nostre comunità, rendendoli capaci di esercitare il loro ruolo essenziale per la creazione di società sostenibili.
  4. Proteggere e restaurare luoghi importanti che abbiano un significato culturale e spirituale

13. Rafforzare le istituzioni democratiche a tutti i livelli e garantire trasparenza e responsabilità nella governance, partecipazione allargata nei processi decisionali, e accesso alla giustizia.

  1. Sostenere il diritto di tutti a ricevere informazioni chiare e tempestive sulle questioni ambientali e sui piani e le attività di sviluppo che possano avere un impatto sulla loro vita, o essere di loro interesse.
  2. Sostenere la società civile a livello locale, regionale e globale e promuovere la partecipazione significativa nei processi decisionali di tutti gli individui e le organizzazioni interessate ad essi.
  3. Proteggere la libertà di opinione, espressione, riunione pacifica, associazione e dissenso.
  4. Istituire un accesso efficiente ed efficace alle procedure amministrative e giudiziarie indipendenti, compresi i correttivi legali e le compensazioni connessi a danni ambientali o alla minaccia di tali danni.
  5. Eliminare la corruzione da tutte le istituzioni pubbliche e private.
  6. Rafforzare le comunità locali rendendole capaci di prendersi cura del proprio ambiente, e assegnare responsabilità per la tutela dell'ambiente ai livelli amministrativi capaci di risponderne nel modo più efficace.
14. Integrare nell'istruzione formale e nella formazione permanente le conoscenze, i valori e le capacità necessarie per un modo di vivere sostenibile.

  1. Fornire a tutti, soprattutto ai bambini e ai giovani, opportunità educative che li rendano in grado di contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile
  2. Promuovere il contributo delle arti e delle materie umanistiche, oltre che di quelle scientifiche, per l'educazione e alla sostenibilità.
  3. Rafforzare il ruolo dei mass-media nel far crescere la consapevolezza delle sfide ecologiche e sociali.
  4. Riconoscere l'importanza dell'educazione morale e spirituale per un modo di vivere sostenibile.
15. Trattare ogni essere vivente con rispetto e considerazione.

  1. Impedire la crudeltà sugli animali allevati nel seno delle società umane e proteggerli dalla sofferenza.
  2. Proteggere gli animali selvatici da tecniche di caccia, intrappolamento e pesca che causano sofferenze estreme, prolungate o evitabili.
  3. Evitare o ridurre il più possibile la cattura o la distruzione accidentali di specie animali che non sono l’obiettivo della caccia o della pesca.
16. Promuovere una cultura della tolleranza, della non violenza e della pace.

  1. Incoraggiare e sostenere la comprensione reciproca, la solidarietà e la cooperazione tra tutti i popoli, e all'interno e tra le nazioni.
  2. Applicare strategie articolate al fine di evitare i conflitti violenti, e risolvere i conflitti ambientali e le altre disputattraverso la collaborazione.
  3. Smilitarizzare i sistemi di sicurezza nazionali, riducendoli a livello di semplice difesa e convertire le risorse militari a scopi di pace, compresa il ripristino ambientale.
  4. Eliminare gli armamenti nucleari, biologici e tossici e le altre armi di distruzione di massa.
  5. Garantire che l’uso dello spazio orbitale ed esterno sostenga la tutela dell'ambiente e la pace.
  6. Riconoscere che la pace è la completezza creata da relazioni armoniose con se stessi, con le altre persone, con le altre culture, con le altre forme di vita, con la Terra e con l'insieme più grande di cui tutti siamo parte



29 marzo

 Quanto  tempo sprechiamo dietro ai soldi e in un attimo ti accorgi che tutto il denaro del mondo non potrebbe ridarti quello che hai perso....