Le protagoniste di una delle tante storie "sporche" della nostra bella Italia sono le traversine ferroviarie in legno.
Le travesine in legno che hanno accompagnato la storia delle ferrovie erano trattate, tra le altre cose con il creosoto per aumentarne la durata (anche i pali di luce e telefono).
Il
creosoto, tossico e cancerogeno per inalazione e contatto, è un composto chimico derivato dalla distillazione del catrame
di carbonee chi, come me, non ha più vent'anni ricorda sicuramente il suo odore pungente tipico delle vecchie stazioni.
Nel
2001 la Comunità Europea ha certificato la pericolosità del creosoto,
sostanza di cui sono impregnate, perché lo «Iarc» di Lione, organo
tecnico che ha compilato le schede di diversi prodotti pericolosi, ha
definito il creosoto composto cancerogeno di seconda categoria (vale a
dire che la sua cancerogenicità è del tutto certa).
Il
creosoto, oltre ad essere altamente cancerogeno è altresì pericoloso
per la salute individuale anche solo tramite il contatto con la pelle o
attraverso l’inalazione dei gas sprigionati a seguito dell’aumento della
temperatura appena al di sopra i 20 gradi. In aggiunta è dannoso per
l’ambiente a causa del rischio di inquinamento del suolo e della falda
acquifera.
In
seguito alla nuova classificazione del rifiuto introdotta dal 1 gennaio
2002, ed ora rivista dal nuovo decreto ambientale 152/2006, le
traversine ferroviarie dimesse, in ragione del loro contenuto medio di “creosoto”,
vengono classificate dalle Ferrovie come rifiuto pericoloso,
identificato con Codice 170204 “legno contenente sostanze pericolose o
da esse contaminato”.
Negli ultimi anni queste traversine sono state sostituite con traversine in cemento ma che ne è stato di quelle in legno? Inizialmente furono vendute con prezzi allettanti a privati e non che ignoravano la pericolosità di questo legname proposto per le qualità di durata e resistenza. In seguito le Ferrovie dello Stato sono state obbligate a smaltirle, seguendo le indicazioni di legge, affidandosi a ditte specializzate. Resta da chiedersi se, nel tempo, tutti si siano uniformati alla legge o se alcuni buchi normativi non abbiano, di fatto, consentito scorciatoie ai limiti del lecito. Sta di fatto che quelle traversine, in un modo o nell'altro, sono ancora presenti con tutta la loro pericolosità. In parte sono state trasformate in panchine e giochi per bambini nei parchi gioco (da ricordare la cancerogenità per contatto epidermico) ma anche per realizzare camminamenti in orti, giardini e parchi, per costruire staccionate, palizzate, filari nei vigneti o utilizate come legna da ardere.
Ancor oggi i più ignorano questa triste vicenda costellata di interessi e conoscenze taciute anche da parte di chi avrebbe dovuto tutelare la salute pubblica, al punto che proprio ultimamente mi è capitato di leggere la pubblicità di un libro sulle erbe da raccogliere lungo i binari (dove, se non bastasse, fino a non molto tempo fa venivano spruzzate ingenti quantità di glifosato).. 😢 Cosa assolutamente da evitare perchè il creosoto di un terreno contaminato continua infatti per anni a rilasciare questa sostanza nelle piante che vi crescono e negli esseri viventi che se ne nutrono.
Ancor meno persone ricorderanno l'inchiesta Pinocchio che si concluse 2008 sul traffico e smaltimento di rifiuti pericolosi tra cui anche le traversine che portarono, anche attraverso la mancata bonifica di legge, a grandi guadagni nelle tasche delle persone coinvolte. Inchiesta di cui si parla nel libro Dark Italy. Cronache dal lato oscuro del belpaese.
Un'etichetta non rende automaticamente un prodotto migliore di un altro, come una certifcazione bio non lo garantisce come davvero "naturale", ma, in casi come quelli del flmato, la non etichettatura lascia libertà d'azione a chi è senza scrupoli.
Le patate, buone e nutrienti, fanno parte della cucina mondiale e vengono consumate da circa un miliardo di persone. Tuberi appartenenti alla famiglia delle solanacee, sono infatti il quarto prodotto agricolo più diffuso dopo il riso, il grano e il mais.
La
patata è un alimento che facilita l'alcalinizzazione del sangue ed è
indicata nel trattamento delle acidosi metaboliche e per ristabilire
l'equilibrio acido-base, soprattutto nelle persone anziane.
In bioterapia nutrizionale importanti sono anche le tecniche di cottura e gli abbinamenti con altri alimenti. Alcuni esempi:
PATATE
PREZZEMOLATE hanno un'azione sedativa del sistema nervoso, mentre il
potassio funziona da miorilassante. Cottura indicata in caso di
irritabilità legata ad ansia e fatica.
PATATE LESSE favoriscono la diuresi e aiutano il fegato nelle sue funzioni di disintossicazione. Consigliate nei cardiopatici
PURE' DI PATATE indicato in caso di patologie renali , per i bambini in crescita e gli anziani
un amore di patata
Un super alimento dagli innumerevoli utilizzi che sfortunatamente non sta vivendo un periodo felice.
Da qualche anno, infatti, sono notevolmente cambiati, e non in meglio, qualità e sapore.
Questa è la mia ultima spesa in un supermercato di una nota catena: un sacchetto di patate preconfezionate verdi e marcescenti 😢
PATATE VERDI E MALATE
La prima cosa che colpiva ancor prima di aprirlo era indubbiamente l'odore poco piacevole. Quanto all'aspetto, poi, solo una delle patate si sarebbe salvata. Dico "sarebbe" perchè si presentava invece molle e molto acquosa. Tutte le altre verdi o marcescenti.
PATATA MOLLE ED ACQUOSA - STOCCAGGIO A BASSA TEMPERATURA
PATATE VERDI - SOLANINA
PATATA MARCESCENTE
Premesso che il mio sacchetto non era una "svista" del personale, purtroppo da un
po' di anni la maggior parte delle patate in commercio sono verdi,
macchiate, marcescenti e/o acquose. Tutte caratteristiche che non
dovrebbero avere perchè sono indice di una serie di problemi che
si riversano sulla nostra salute.
SCABBIA ARGENTEA - by http://www.citteriopatate.it
Questo perchè favorite dalle colture intensive e dalle tecniche commerciali di stoccaggio e vendita, sono andate sempre più diffondendosi le malattie che colpiscono questa pianta.
La solanina è un glicoalcaloide prodotto dalla pianta della patata e delle altre solanacee per difendersi dall'attacco di animali, insetti (es. dorifora) e funghi (peronospera, fusarium, alternaria, scabbia argentea, rizzottonia), tossico anche per l'uomo.
PATATA VERDE . SOLANINA
PATATA AVVIZZITA E GERMOGLIATA . SOLAINA
Nel tubero della patata la solanina si produce e aumenta principalmente con l'esposizione alla luce (la patata diventa verde), ma incidono anche la tipologia di terreno, le tecniche colturali, la raccolta prima della completa maturazione e la cattiva conservazione. Un tempo si raccomandava di non consumare patate verdi, vecchie, germogliate e che avevano un gusto amaro o che "pizzicava"e questo perchè nessuna cottura neutralizza la tossicità della solanina che inizia a deteriorarsi solo fra i 243°-260°.
La solanina, nell'adulto, ha effetto tossico sui 2-5mg per kg di peso corporeo. Oltre i 6mg può essere letale. Nei bambini e in particolari condizioni di salute la soglia si abbassa.
I sintomi di un'intossicazione compaiono 8-12h dopo l'ingestione con nausea, vomito, diarrea, accelerazione del battito cardiaco,pupille dilatate, depressione del sistema respiratorio, ipotensione, febbre e dolori addominali.
UN PO' DI DI STORIA
La patata è una pianta erbacea della famiglia delle solanacee originaria dell'America meridionale.
Arrivata
nel vecchio continente, per molto tempo venne coltivata solo come
pianta decorativa e per alimentazione animale. Mantenne a
lungo,infatti, la nomea di frutto del diavolo non solo per la forma che
ricordava i bubboni della peste ma anche perchè i primi tentativi di
consumo, foglie comprese, portarono ad intossicazioni e talvolta morte a
causa della solanina in esse contenuta. Col tempo si imparò a come e
dove coltivarla, come conservarla e cosa evitare diventando la
protagonista delle tavole contadine ma anche dei nobili in preparazioni
più elaborate.
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PATATE E LA GRANDE CARESTIA IN IRLANDA
In Irlanda, ma non solo, esistono monumenti reallizzati come simbolo della morte e dell'emigrazione di massa che ne dimezzarono gli abitanti in meno di cinquant'anni, per non dimenticare il popolo d'Irlanda colpito dalla grande carestia, .
The Famine Memorial _ Dublino
A Dublino c'è The Famine Memorial , realizzada dallo scultore dublineseRowan Gillespie , commissionata da Norma Smurfit (famosa filantropa Irlandese) e presentato alla città di Dublino nel 1997.
A Murrisk, ai piedi del Croagh Patrick, il monte sacro dell'Irlanda, c'è una
monumento che rappreaenta un veliero con la prua rivolta ad
ovest, verso l'Oceano Atlantico.
National Famine Monument - Murrisk
La grande carestia che colpì l'Irlanda dal 1845 al 1848 vide come causa scatenante la distruzione dei raccolti di patate colpite dalla peronospera che ridussero la fonte di nutrimento principale una poltiglia marcescente sia in campo che durante la conservazione.
Ma andiamo con ordine: Inizi dell'800: la popolazione raddoppia. La miseria, la scarsità di cibo e le condizioni climatiche adatte fecero
sì che le patate diventassero l’alimento più comune, se non l’unico, per
buona parte della popolazione.
Si decide di puntare sulla varietà Lumper, selezionata per essere più produttiva.
1845 : primo raccolto mancato.
La peronspera si diffonde rapidamente in tutto il paese
1846: le patate da seme salvate dal precedente raccolto ma non perfettamente sane causano il secondo raccolto mancato.
"Non essendo rimasto niente da
raccogliere, molti braccianti agricoli persero il posto. I proprietari
semplicemente non erano in grado di pagarli.
Il governo avviò diversi lavori
pubblici, assumendo molti di quei poveracci, specie per la costruzione
di strade, in modo che potessero provvedere alla propria famiglia.
Alcuni trovavano lavoro solo nelle
Case di Lavoro, istituti che assumevano i bisognosi, i quali in cambio
della manodopera ricevevano vitto e alloggio. Il lavoro era duro. Spesso
il cibo era guasto e gli alloggi molto primitivi. Alcuni lavoratori non
sopravvissero.
Questi provvedimenti furono di un
certo aiuto. Ma il peggio doveva ancora venire. L’inverno 1846-47 fu
estremamente rigido, e impedì la maggior parte del lavoro all’aperto.
Vari enti governativi distribuirono generi alimentari gratis. Dopo due
anni, però, i fondi governativi per l’opera di soccorso si esaurirono, e
ogni aiuto era assolutamente inadeguato per la sempre crescente marea
di gente debilitata. Poi un’altra rovinosa batosta colpì l’Irlanda.
I proprietari, assenti e pieni di
debiti, continuavano a esigere l’affitto. Molti fittavoli non erano in
grado di pagare e di conseguenza migliaia vennero sfrattati dalla loro
terra. Alcuni abbandonarono i campi e andarono in città nella speranza
di una vita migliore. Ma senza cibo, senza denaro e senza casa, dove
potevano andare? Per un numero sempre più consistente l’emigrazione
diventò l’unica possibilità.
Emigrazione in massa
L’emigrazione non era una novità.
Dall’inizio del XVIII secolo c’era stato un continuo stillicidio di
emigranti dall’Irlanda verso la Gran Bretagna e l’America. Dopo
l’inverno del 1845 lo stillicidio diventò un torrente. Nel 1850 il
26 per cento degli abitanti di New York erano irlandesi: c’erano più
cittadini di origine irlandese lì che a Dublino, capitale dell’Irlanda.
Durante i sei anni di carestia
cinquemila navi compirono i 5.000 chilometri della pericolosa traversata
dell’Atlantico. Molte navi erano vecchie. Alcune erano servite in
precedenza per la tratta degli schiavi e non erano state messe in
disarmo solo a motivo dell’emergenza. Poche migliorie erano state
apportate agli alloggi estremamente angusti. Non esistevano servizi
igienici e i passeggeri dovevano sopravvivere con razioni limitatissime.
Irish memorial Philadelphia
Migliaia di passeggeri, già
indeboliti dalla carestia, si ammalarono. Molti morirono durante la
traversata. Nel 1847 le navi dirette in Canada furono soprannominate
casse da morto. Dei circa 100.000 emigranti che trasportavano, più di
16.000 morirono durante la traversata o subito dopo lo sbarco. Le
lettere inviate a parenti ed amici in Irlanda descrivevano queste
condizioni proibitive, ma lo stesso gli emigranti partivano a frotte.
Alcuni proprietari terrieri
aiutarono i loro ex fittavoli. Uno, per esempio, noleggiò tre navi e
pagò il viaggio a un migliaio di suoi fittavoli. La maggior parte degli
emigranti, però, dovette arrangiarsi per pagare il biglietto. Spesso
solo uno o due componenti di una famiglia numerosa potevano permettersi
la traversata."
1847-1848: "Dopo due raccolti successivi di
patate andati male e gli sfratti in massa, la popolazione decimata
dovette sostenere un’altra terribile batosta: le malattie. Tifo,
dissenteria e scorbuto fecero molte altre vittime. Forse molti
superstiti pensarono che le cose non potevano andare peggio, ma si
sbagliavano.
Incoraggiati da un buon raccolto
nel 1847, gli agricoltori nel 1848 triplicarono il terreno coltivato a
patate e la Lumper divennne l'unica patata coltivata. Allora ci fu la catastrofe! Quell’estate fu molto piovosa. La
peronospora colpì di nuovo. Il raccolto andò perduto per la terza volta
in quattro anni eGli enti governativi e assistenziali erano arrivati al
limite delle loro possibilità. Ma il peggio doveva ancora venire. Nel
1849 un’epidemia di colera fece altre 36.000 vittime e all'odore delle patate in decomposizione si aggiunse quello dei morti il cui numero aumentava di giorno in giorno ."
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Se è vero che le malattie erano presenti anche quando le colture intensive non esistevano, altrettanto vero è che l'agrochimica e la sempre maggiore riduzione della biodiversità non sono di aiuto soprattutto con una pianta come questa che necessita così tanto di terreni non esauriti dallo sfruttamento.
NOI SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO! : è bene non dimenticarlo mai
In agricoltura convenzionale vengono effettuati diversi trattamenti che vanno dalla concia del seme (la patata che si pianterà) e il trattamento con glifosate del terreno, ai successivi trattamenti antiparassitari e diserbanti fino ad arrivare al disseccante (per impedire l'ulteriore crescita dei tuberi raggiunto il calibro desiderato) e all'antigerminativo post raccolta.
FONTI: IL POTERE FARMACOLOGICO DEGLI ALIMENTI - BIOTERAPIA NUTRIZIONALE (D. ARCARI MORINI, A. D'EUGENIO, F. AUFIERO)
SOLANINA - MANGIARE PATATE SENZA MAL DI PANCIA (LINDA E. SACCHETTI)
TORTA DI PANNOLINI AZZURRA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI ROSA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI ROSA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI AZZURRA
con decorazioni kanzashi
Sempici o elaborate, classiche dalle tinte rosa/ azzurre o molto originali, le torte di pannolini hanno ormai preso piede anche in Italia. Regalo simpatico e utilie rientrano ormai tra i classici regali alla neo mamma o alla futura mamma in occasione del baby shower, ma anche per il battesimo o il primo compleanno.
Il Baby Shower, che richiama nel nome la doccia di regali che vengono fatti, è la festa, dalle radici antiche (Gli Egizi e i Romani celebravano la nascita come un avvenimento sacro), con cui si accoglie la futura o l'avvenuta nascita di un bimbo. Le origini del termine sono controverse: c'è chi le lega al primo bagnetto del bambino – un’usanza di origine popolare riservata alle sole donne, altri lo associano a Franz Schauer,
argentiere newyorkese di origine tedesca che, nel XVIII secolo, trovò
nel Baby Shower l’escamotage per vendere i suoi lavori alle famiglie
dell'alta società newyorkese.
TORTA DI PANNOLINI ROSA con decorazioni kanzashi
Che ci si affidi a professionisti, ad amiche dalla grande manualità o si decida di farla da soli seguendo gli innumerevoi tutorial esistenti, il primo requisito di una torta di pannolini è il rispetto delle norme igieniche e l'utilizzo, sia nella preparazione che nella decorazione, di materiali che non possano creare problemi al bambino. la torta dovrà poi essere confezionata in una scatola o con un foglio di cellophane per mantenerla protetta.
Il secondo è sicuramente il budget. Sia che si decida per una torta di soli pannolini, sia che si voglia arricchirla con prodotti per la prima infanzia, occorre tener presente il costo non indifferente della materia prima che dovrà essere di buona qualità e regolarsi di conseguenza per deciderne la dimensione.
Terzo, naturalmente, la fantasia che renderà speciale anche la più semplice delle torte.
OCCORRENTE:
- pannolini misura 4-9 kg ( è la misura che preferisco perchè permette un sicuro e lungo utilizzo) - prodotti per l'igiene, giochi o abbigliamento - base per torta preferibilmente in plastica - cartoncino (da arrotolare ed incollare per creare il supporto centrale) - elastici - colla calda - nastri - foglio/i cellophane grande
PROCEDIMENTO BASE
TORTA DI PANNOLINI VERDE/ROSA
con decorazioni kanzashi
- lavare e disinfettare accuratamente le mani e il piano di lavoro
- arrotolare il cartoncino e incollarlo in modo da formare un cilindro di ca 4-5 cm di diametro.Su una delle estremità praticare dei tagli di ca 6-7 cm ad una distanza di un paio di cm in modo da poter fissare il cilindro alla base per le torte con la colla calda
- arrotolare su se stesso ogni pannolino fermandolo con un elastico
- con un elastico più grande o unendone 2 o 3 posizionare i pannolini in modo da formare i piani della torta
- utilizzare nastri e pizzi per decorare e nascodere gli elastici
- confezionare nel cellophane
TORTA DI PANNOLINI GIALLA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI AZZURRA
con decorazioni kanzashi idascalia
TORTA DI PANNOLINI ROSA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI AZZURRA
con decorazioni kanzashi
TORTA DI PANNOLINI ARANCIONE
con decorazioni kanzashi
animaletti pompon -cani e gatti di lana by Federica Lehmann
Non mi capitava da un po' di riguardare la pagina facebook de LA MAGIA DEI SOGNI
il mio vecchio negozio. Messa da parte la tristezza voglio condividere con voi le immagini di alcuni degli animaletti ponpon che nascevano dalle abili mani della mia socia, un'idea carina per chi vuole cimentarsi nel dar vita a tante dolci tenerezze
animaletti pompon - gufetto di lanaby Federica Lehmann
animaletti pompon - orsetti di lanaby Federica Lehmann
animaletti pompon - rana e gufetto di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - maialini di lana portafortuna per capodanno by Federica Lehmann
animaletti pompon - anatre di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - gufetti e riccio di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - cinghiale di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - criceti di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - uccellinodi lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - gattina di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - ragno di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - lupo di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - marmotta di lana by Federica Lehmann
animaletti pompon - cani di lana by Federica Lehmann
E come non condividere anche alltri animaletti trovati navigando in internet che trovo favolosi:
gatti di lana infeltrita by https://www.facebook.com/gattidilana/
Avete in casa o avete visto al mercatino delle stoviglie in alluminio che sarebbero perfette ma che, anche pulite, non invitano certo a cucinarci? (vale anche per quelle decisamente annerite che per sbaglio sono finite in lavastoviglie)
NIENTE DI PIU' SEMPLIICE!
Basta ricorrere al vecchio sistema di lavare le pentole nelle cucine d'albergo di un tempo
OCCORRENTE:
- acqua calda
sapone da bucato - spugna d'acciaio - lana d'acciaio
- sapone normale da bucato
- spugna d'acciaio
- lana d'acciaio
Innanzi tutto riempite a metà il lavello di acqua calda e, con la spugna d'acciaio, ripetutamente insaponata, cominciate a fregare. Già vi accorgerete che la pentola sta cambiando aspetto.
ALLUMINIO - strofinare con una spugna d'acciaio insaponata
Se la pentola che state lavando è tanto annerita e opaca occorrerà ripetere questa prima fase cambiando l'acqua.
Risciacquate e cambiate l'acqua.
ALLUMINIO - strofinare con la lana d'acciaio bagnata e insaponata
Con la lana d'acciaio ripetutamente bagnata e insaponata continuate a strofinare e magicamente la vostra pentola sarà tornata ad essere degna di tornare sui fornelli.
Lavando le pentole con questo sistema, o adottandolo quando necessario, il vostro alluminio si manterrà come nuovo.
pentole di alluminio DOPO
pentole di alluminio DOPO
PILLOLE DI POLLICE VERDE
E una volta finito non buttate via la lana d'acciaio. Risciacquatela ed interratela vicino a piante che richiedono ferro, come ad esempio le ortensie che vogliamo far diventare azzurre.
PILLOLE DI SALUTE
L'allumio è in assoluto il miglior conduttore di calore tra i metalli utilizzati
per fabbricare pentole. I cibi, infatti, cuociono alla medesima temperatura e le pareti non
coperte dagli alimenti posti a cottura non si surriscaldano, impedendo
così la carbonizzazione di spruzzi o residui di cibo che oltre ad
alterare il gusto delle pietanze sono poco salutari. Ma c'è una grande regola di saggezza delle nostre nonne: MAI LASCIARE A LUNGO CIBI ED ACQUA NELLE PENTOLE DI ALLUMINIO. Quindi una volta cucinato sarà buona norma non mettere in frigo quanto rimane senza averlo messo in un contenitore più adatto. E le vaschette di alluminio tanto comode? Recentemente sono stati fatti studi sulla migrazione di sostanze nei cibi in esse conservate. Un metodo empirico per valutarne la veridicità è mettervi dell'acqua o del latte e assaggiare dopo un po' di tempo: il sapore sarà diverso. Senza arrivare ad eliminare questa comodità, a mio avviso occorre quindi cautela, soprattutto in considerazione alle crescenti intolleranze ed allergie, ma non solo: l'alluminio , presente un po' ovunque dai cibi ai cosmetici ai vaccini, ha effetti deleteri sul nostro organismo.