giovedì 10 gennaio 2019

CARTA DEI DIRITTI DELLA TERRA



"Ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l'umanità deve scegliere il suo futuro. A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità. Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta magnifica diversità di culture e di forme di vita, siamo un'unica famiglia umana e un'unica comunità terrestre con un destino comune. Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future."

1. Rispettare la Terra e la vita, in tutta la sua diversità

  1. Riconoscere che tutti gli esseri viventi sono interdipendenti e che ogni forma di vita ha valore, indipendentemente dalla sua utilità per gli esseri umani.
  2. Affermare la fede nell'intrinseca dignità di tutti gli esseri umani e nel potenziale intellettuale, artistico, etico e spirituale dell’umanità.
2. Prendersi cura della comunità vivente con comprensione, compassione e amore

  1. Accettare che al diritto di possedere, gestire e utilizzare le risorse naturali si accompagna il dovere di prevenire danni all'ambiente e di tutelare i diritti dei popoli.
  2. Affermare che con l'aumento della libertà, della conoscenza e del potere cresce anche la responsabilità di promuovere il bene comune.
3. Costruire società democratiche che siano giuste, partecipative, sostenibili e pacifiche

  1. Assicurare che le comunità a ogni livello garantiscano i diritti umani e le libertà fondamentali e forniscano a tutti l'opportunità di realizzare appieno il proprio potenziale.
  2. Promuovere la giustizia sociale ed economica, per permettere a tutti di raggiungere uno standard di vita sicuro e dignitoso, che sia ecologicamente responsabile.
4. Tutelare i doni e la bellezza della Terra per le generazioni presenti e future

  1. Riconoscere che la libertà di azione di ciascuna generazione è condizionata dalle esigenze delle generazioni future.
  2. Trasmettere alle generazioni future valori, tradizioni e istituzioni capaci di sostenere la prosperità a lungo termine delle comunità umane ed ecologiche della Terra.
Per potere realizzare questi quattro impegni generali occorre:

5. Proteggere e ripristinare l'integrità dei sistemi ecologici terrestri, con speciale riguardo alla diversità biologica e ai processi naturali che sostentano la vita.

  1. Adottare a tutti i livelli piani di sviluppo sostenibile e norme che integrino la conservazione e il ripristino ambientale in ogni iniziativa di sviluppo.
  2. Istituire e tutelare riserve naturali e della biosfera, comprese aree silvestri e marine, per salvaguardare i sistemi di sostegno della Terra, la diversità biologica e preservare il nostro patrimonio naturale.
  3. Promuovere il recupero delle specie e degli ecosistemi in via di estinzione.
  4. Controllare ed eliminare organismi esogeni o geneticamente modificati dannosi per le specie autoctone e per l'habitat, e impedire l'introduzione di questi organismi dannosi.
  5. Gestire l'uso delle risorse rinnovabili come l'acqua, il suolo, i prodotti forestali e la vita marina in modo da non superare la loro capacità di recupero e da proteggere la salute degli ecosistemi.
  6. Amministrare l'estrazione e l'uso delle risorse non rinnovabili, quali i combustibili minerali e fossili, in modo da ridurne al minimo l'esaurimento e impedire gravi danni ambientali.
6. Prevenire i danni come misura più efficace di protezione ambientale, e agire con cautela quando le conoscenze sono limitate.

  1. Agire per impedire la possibilità di danneggiare irreversibilmente o gravemente l'ambiente anche se le conoscenze scientifiche sono incomplete o non certe.
  2. Assegnare l'onere della prova a coloro che sostengono che una certa attività non provocherà danni significativi, e chiama i responsabili a rispondere di eventuali danni ambientali.
  3. Garantire che, nel processo decisionale, vengano affrontate le conseguenze cumulative, a lungo termine, indirette, remote e globali delle attività umane.
  4. Impedire l'inquinamento di ogni parte dell'ambiente e non permettere l'accumulo di sostanze radioattive, tossiche e comunque pericolose.
  5. Evitare le attività militari dannose per l'ambiente.
7. Adottare sistemi di produzione, consumo e riproduzione che salvaguardino la capacità rigenerativa della Terra, i diritti umani e il benessere delle comunità.

  1. Ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali utilizzati nei processi di produzione e consumo, e garantire che i rifiuti residui siano assimilabili dai sistemi ecologici.
  2. Comportarsi con parsimonia ed efficienza nell'utilizzo dell'energia, privilegiando sempre di più fonti di energia rinnovabile, come quella solare o eolica.
  3. Promuovere lo sviluppo, l’impiego e il trasferimento equo di tecnologie ecologicamente sicure.
  4. Includere nel prezzo di vendita i costi ambientali e sociali dei beni e dei servizi, e permettere ai consumatori di identificare i prodotti conformi alle normative sociali e ambientali più severe.
  5. Garantire a tutti l’accesso a un’assistenza medica che promuova la salute riproduttiva e la procreazione responsabile.
  6. Adottare stili di vita che accentuino la qualità della vita e l’uso di quanto realmente necessario in un mondo in cui le risorse non sono illimitate.
8. Sviluppare lo studio della sostenibilità ecologica e promuovere il libero scambio e l'applicazione diffusa delle conoscenze acquisite.

  1. Sostenere la cooperazione scientifica e tecnologica internazionale sulla sostenibilità, con particolare attenzione alle esigenze dei Paesi in via di sviluppo.
  2. Riconoscere e tutelare le conoscenze tradizionali e la saggezza spirituale presenti in ogni cultura che contribuiscono alla tutela dell'ambiente e al benessere umano.
  3. Garantire che le informazioni di importanza vitale per la salute umana e la tutela dell'ambiente, comprese le informazioni in ambito genetico restino di pubblico dominio e a disposizione di tutti.

9. Eliminare la povertà come imperativo etico, sociale e ambientale.

  1. Garantire il diritto all'acqua potabile, all'aria pulita, alla sicurezza alimentare, al suolo incontaminato, alla casa, a condizioni igienico-sanitarie sicure, assegnando le necessarie risorse nazionali e internazionali.
  2. Conferire autonomia a ogni essere umano attraverso l'istruzione e le risorse utili per garantire uno standard di vita sostenibile, e fornire previdenza sociale e sistemi di sostegno a coloro che non sono capaci di mantenersi da soli.
  3. Riconoscere coloro che sono ignorati, proteggere i vulnerabili, aiutare coloro che soffrono e permettere loro di sviluppare le proprie capacità e perseguire le proprie aspirazioni.
10. Garantire che le attività economiche e le istituzioni a tutti i livelli promuovano lo sviluppo umano in modo equo e sostenibile.

  1. Promuovere l'equa distribuzione della ricchezza all'interno delle nazioni e tra le nazioni.
  2. Accrescere le risorse intellettuali, finanziarie, tecniche e sociali dei Paesi in via di sviluppo, e liberarli dall'oneroso debito internazionale.
  3. Garantire che ogni attività commerciale promuova un uso sostenibile delle risorse, la tutela dell'ambiente e standard di lavoro avanzati.
  4. Esigere che le corporazioni multinazionali e le organizzazioni finanziarie internazionali agiscano con trasparenza per il bene comune, e chiamarle a rispondere delle conseguenze della loro attività.
11. Affermare l'uguaglianza e le pari opportunità fra i sessi come prerequisiti per lo sviluppo sostenibile, e garantire l'accesso universale all'istruzione, all'assistenza sanitaria, e alle opportunità economiche.

  1. Garantire i diritti umani delle donne e delle ragazze, e porre fine a ogni forma di violenza contro di loro.
  2. Promuovere la partecipazione attiva delle donne in tutti gli aspetti della vita economica, sociale, politica e culturale, come partner a pieno titolo e a pari diritto nella presa di decisioni, come leader e come beneficiarie.
  3. Rafforzare le famiglie e garantire la sicurezza e la cura amorevole di tutti i loro membri.
12. Sostenere senza alcuna discriminazione i diritti di tutti a un ambiente naturale e sociale capace di sostenere la dignità umana, la salute fisica e il benessere spirituale, con speciale riguardo per i diritti dei popoli indigeni e delle minoranze.

  1. Eliminare le discriminazioni in ogni forma, come quelle basate su razza, colore della pelle, sesso, orientamento sessuale, religione, lingua e origine nazionale, etnica o sociale.
  2. Affermare i diritti dei popoli indigeni alla propria spiritualità, conoscenza, terre e risorse e alle relative pratiche di vita sostenibili.
  3. Onorare e aiutare i giovani delle nostre comunità, rendendoli capaci di esercitare il loro ruolo essenziale per la creazione di società sostenibili.
  4. Proteggere e restaurare luoghi importanti che abbiano un significato culturale e spirituale

13. Rafforzare le istituzioni democratiche a tutti i livelli e garantire trasparenza e responsabilità nella governance, partecipazione allargata nei processi decisionali, e accesso alla giustizia.

  1. Sostenere il diritto di tutti a ricevere informazioni chiare e tempestive sulle questioni ambientali e sui piani e le attività di sviluppo che possano avere un impatto sulla loro vita, o essere di loro interesse.
  2. Sostenere la società civile a livello locale, regionale e globale e promuovere la partecipazione significativa nei processi decisionali di tutti gli individui e le organizzazioni interessate ad essi.
  3. Proteggere la libertà di opinione, espressione, riunione pacifica, associazione e dissenso.
  4. Istituire un accesso efficiente ed efficace alle procedure amministrative e giudiziarie indipendenti, compresi i correttivi legali e le compensazioni connessi a danni ambientali o alla minaccia di tali danni.
  5. Eliminare la corruzione da tutte le istituzioni pubbliche e private.
  6. Rafforzare le comunità locali rendendole capaci di prendersi cura del proprio ambiente, e assegnare responsabilità per la tutela dell'ambiente ai livelli amministrativi capaci di risponderne nel modo più efficace.
14. Integrare nell'istruzione formale e nella formazione permanente le conoscenze, i valori e le capacità necessarie per un modo di vivere sostenibile.

  1. Fornire a tutti, soprattutto ai bambini e ai giovani, opportunità educative che li rendano in grado di contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile
  2. Promuovere il contributo delle arti e delle materie umanistiche, oltre che di quelle scientifiche, per l'educazione e alla sostenibilità.
  3. Rafforzare il ruolo dei mass-media nel far crescere la consapevolezza delle sfide ecologiche e sociali.
  4. Riconoscere l'importanza dell'educazione morale e spirituale per un modo di vivere sostenibile.
15. Trattare ogni essere vivente con rispetto e considerazione.

  1. Impedire la crudeltà sugli animali allevati nel seno delle società umane e proteggerli dalla sofferenza.
  2. Proteggere gli animali selvatici da tecniche di caccia, intrappolamento e pesca che causano sofferenze estreme, prolungate o evitabili.
  3. Evitare o ridurre il più possibile la cattura o la distruzione accidentali di specie animali che non sono l’obiettivo della caccia o della pesca.
16. Promuovere una cultura della tolleranza, della non violenza e della pace.

  1. Incoraggiare e sostenere la comprensione reciproca, la solidarietà e la cooperazione tra tutti i popoli, e all'interno e tra le nazioni.
  2. Applicare strategie articolate al fine di evitare i conflitti violenti, e risolvere i conflitti ambientali e le altre disputattraverso la collaborazione.
  3. Smilitarizzare i sistemi di sicurezza nazionali, riducendoli a livello di semplice difesa e convertire le risorse militari a scopi di pace, compresa il ripristino ambientale.
  4. Eliminare gli armamenti nucleari, biologici e tossici e le altre armi di distruzione di massa.
  5. Garantire che l’uso dello spazio orbitale ed esterno sostenga la tutela dell'ambiente e la pace.
  6. Riconoscere che la pace è la completezza creata da relazioni armoniose con se stessi, con le altre persone, con le altre culture, con le altre forme di vita, con la Terra e con l'insieme più grande di cui tutti siamo parte



martedì 9 ottobre 2018

VAJONT

VAJONT
 simbolo di quanto poco vale la vita umana di fronte ai grandi nteressi


MARCO PAOLINI - IL DISASTRO DEL VAJONT 9 ottobre 1963 - Teatro memoria 9/10/1997










sabato 6 ottobre 2018

COME AVERE FACILMENTE UNA PIANTA DI SEDANO IN CASA

Volete avere in casa una rigogliosa pianta di sedano? Niente di più semplice!
Prendete il cespo di sedano comprato al supermercato (meglio se  ben sviluppato), tagliate i vari gambi all'altezza della punta delle foglie interne (circa 7-10 cm dalla base) e mettetelo in un barattolo con dell'acqua.
Ora non vi rimane che aspettare un po' di giorni avendo cura che riceva abbondante luce naturale e che il sedano non assorba tutta l'acqua.

Quando le piccole radici hanno raggiunto almeno 2-3 cm, e, personalmente, aggiungo in fase di luna crescente, è ora di mettere la nuova pianta nel suo vaso. Poichè il sedano non è decorativo ma alimentare, abbiate cura di utilizzare una terra priva di sostanze tossiche.
                                  

Per i primi tempi bisogna bagnare frequentemente in modo che la terra rimanga sempre umida.  
I risultati non tarderanno a farsi vedere e la vostra pianta di sedano comincerà a crescere.


P.S.
Questo procedimento funziona anche con altre verdure

martedì 25 settembre 2018

CIBO, AMBIENTE E SALUTE: dove la nostra conoscenza II

  il Crea, sempre più, si pone come unico riferimento scientifco, di informazione ed orientamento.

L'antica saggezza popolare ci insegna di "non chiedere mai all'oste se il suo vino e buono" e noi siamo sicuri che questo "monopolio a 360°" sia positivo? Siamo sicuri che, nonostante l'ingente investimento in ricerca e sviluppo per un'agricoltura sempre più intensiva ed industrializzata, la formazione, l'informazione e l'orientamento degli operatori del settore siano realmente obbiettivi?

 

Ricordate il gran parlare di grano di un paio di anni fa?

  

OTTOBRE 2018

Studio CREA pubblicato su "Scientific Reports": le varietà antiche e moderne di grano duro hanno la stessa capacità simbiotica di assorbire nutrienti dal suolo. 

Poco importa il significato di “capacità simbiotica”.
Poco importa che gli studi su una pianta condotti in laboratorio non hanno molto a che fare con la realtà fatta di tante variabili e dalla composizione diversa dei terreni a seconda della zona (al di là dei protocolli di ricerca).
Poco importa tutto questo: la notizia viene lanciata dal Crea, ripresa dall'Ansa e riportata da media e social, seguendo l'iter dell'informazione fatta di titoli o poco più.

 

 

Mentre si continua a sorvolare sulla coincidenza dell'incremento di intolleranze al glutine con l'introduzione di nuovi grani che, per caratteristiche e contenuto, rispondono alle esigenze della coltura intensiva e dell'industria, concentrando investimenti sui prodotti del redditizio mondo gluten free, il Crea sta portando avanti studi che giustifichino ed avvallino queste scelte.

 

"Un team di ricercatori del CREA, del centro di Cerealicoltura e Colture industriali, ha studiato l’interazione fra 4 importanti fattori della panificazione (genotipo di frumento, tecnica di macinazione, agente lievitante e tipo di cottura) e le proprietà chimiche, fisiche e organolettiche del pane, precisandone il ruolo nel determinare sapore ed odore. Ne è emerso che ciò che influenza in maniera decisiva il prodotto finale è il tipo di macinazione (pietra piuttosto che cilindri), seguita dagli altri fattori (varietà impiegata, tipo di lievitazione, cottura). Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il genotipo grano antico o grano moderno risulta apprezzabile solo nel determinare l'aspetto e la consistenza della crosta e della mollica. L’agente lievitante (lievito di birra o pasta madre) ha effetto principale sull'alveolatura e sull'odore, mentre la cottura (forno a legna o a gas) ha un ruolo marginale. Sono, quindi, le tecniche di lavorazione della granella e degli impasti a rendere di fatto il pane veramente profumato e gustoso. In tal modo, lo studio CREA, pubblicato sui Scientific Report di Nature, destituisce di fondamento la convinzione che il pane di grani antichi, rispetto a quello di grani moderni, abbia un sapore o un odore migliore."

 - CREA unico partecipante italiano alla ricerca internazionale sul grano durata 13 anni e appena pubblicata su “Science”. In Italia il grano tenero è una importante coltura con profonde radici storiche. ... il miglioramento genetico del frumento tenero è stato per molti decenni una priorità per la ricerca e l’industria sementiera italiana. Negli ultimi anni, tuttavia, abbiamo assistito ad una forte perdita di competitività nel settore del frumento tenero in Italia e nel 2018, stando agli ultimi dati, la produzione nazionale ed europea ha subito una forte riduzione a causa del clima sfavorevole, conseguenza dei cambiamenti climatici globali. “Le nuove conoscenze sul genoma del frumento tenero ed il fatto che il CREA sia parte di questa iniziativa – afferma Luigi Cattivelli, coordinatore CREA dello studio - possono fornire l’occasione per rivitalizzare il comparto tramite collaborazioni pubblico-private che consentano di trasferire le più avanzate conoscenze genomiche in nuove varietà resistenti alle malattie, più efficienti nell’uso delle risorse e più produttive. Un’azione indispensabile per un’agricoltura nazionale sostenibile capace di produrre alimenti di qualità”-

 

"Il pane con grani antichi è davvero migliore? Secondo uno studio delCrea si tratta di una convinzione senza fondamento"

https://www.crea.gov.it/it/comunicati-stampa/BUONO-COME-IL-PANE--OPPURE-NO--

- GRANI ANTICHI E CELIACHIA: STUDIO CREA, UNIMORE E UNIPARMA - È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso? Lo studio Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma, all’interno del progetto “Antiche varietà di frumento duro e salute: valorizzazione della filiera pastaria, claim salutistici ed etichettatura nella cornice normativa interna e sovranazionale”, finanziato dal Fondo di Ateneo dell'Università di Modena e Reggio Emilia per la Ricerca 2015, ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International. La sperimentazione I campioni paragonati sono stati coltivati e raccolti presso il CREA nelle stesse condizioni sperimentali di campo, per poi essere macinati. Lo sfarinato integrale così ottenuto è stato sottoposto a digestione in vitro dall’Università di Modena e Reggio Emilia. I peptidi (ossia i frammenti di proteine) che ne sono derivati - in particolare quelli responsabili della risposta immunitaria che caratterizza la celiachia - sono stati analizzati, dall’Università di Parma, mediante cromatografia accoppiata alla massa (UPLC/ESI-MS), una tecnica che permette, appunto, di separare, identificare e quantificare i peptidi. Per quanto riguarda le componenti prebiotiche, in particolare per l’amido resistente, sulla base di uno screening iniziale effettuato su ciascun campione macinato, il CREA ha selezionato un grano antico ed uno moderno, caratterizzati da valori contrastanti per quantità di fibra e/o amido resistente, ed è stata prodotta la pasta da ciascuno di essi, a diverse condizioni di essiccamento. Su ogni tipologia di pasta così ottenuta è stato valutato dal gruppo dell’università di Reggio Emilia l’amido resistente, prima e dopo la cottura. I risultati Partendo dal presupposto che nessun celiaco possa assumere prodotti derivanti da grano, segale, farro, orzo e avena, dallo studio è emerso che i grani antichi sono caratterizzati da una maggiore componente proteica e rilasciano una maggiore quantità di peptidi scatenanti la celiachia rispetto ai moderni. Per cui, anch’essi devono essere esclusi dalla dieta dei celiaci. In aggiunta, nessuna differenza sostanziale è stata riscontrata per quanto riguarda il contenuto di amido resistente dopo la cottura della pasta, quindi non sembra esserci un potenziale prebiotico in più nei grani antichi. “Sebbene l’indagine sia stata condotta su un numero limitato di genotipi – afferma Donatella Ficco coordinatore del team CREA - rappresenta un importante contributo di conoscenza su un argomento molto dibattuto, su cui il consumatore fa fatica a distinguere la moda dalla scienza e in cui spesso, purtroppo, la disinformazione regna sovrana, a danno del portafoglio e della salute”-  

 

 MA E' DAVVERO COSI'?

Grano - puntata report 30/10/2017  Da dove viene il grano con cui è fatto il nostro piatto di pasta? Siamo andati a vedere in Canada, che è il primo produttore mondiale di grano duro e il paese da cui l’Italia importa ogni anno un milione di tonnellate. Lì le spighe sono coltivate con largo uso di glifosato, il diserbante più diffuso al mondo. Il glifosato, secondo lo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro è un probabile cancerogeno

 

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Antichi Grani di Sicilia combattono la celiachia - 2016

Siamo noi - L'albero del bene comune: Giuseppe Li Rosi, agricoltore “Terre " -2016  https://www.youtube.com/watch?v=a6Y1g7xQC_8

SIMENZA  https://simenza.it/

 

 




La SIS – società bolognese che è diventata ‘proprietaria’della varietà di grano duro Senatore Cappelli fa valere i propri ‘diritti’. Racconta Ettore Pottino, agricoltore, presidente di Confagricoltura Sicilia: “Se vuoi coltivare il grano duro Senatore Cappelli devi fare un contratto con la SIS. E sei obbligato a dargli tutta la produzione. Altrimenti ti impediscono di venderla. Non solo. Per poter avere un contratto con questi signori devi essere socio della Coldiretti, sennò nient


e non si possono certo ignorare i fatti di cronaca, più collegati di quanto di quanto si pensi




http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/9/23/TRE-SORELLE-CONTRO-LA-MAFIA-Video-Palermo-i-boss-mandavano-le-vacche-sacre-a-mangiarci-il-raccolto/783834

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Altro prodotto principe italiano è l'uva  e il CREA è in prima linea con nuove varietà, sempre frutto di brevetti

Accordo CREA-Nu.Va.U.T per la produzione di nuove varietà di uva da tavola



Nu.Va.U.T.è il primo consorzio italiano di aziende che investe nella ricerca pubblica e in particolare nel settore dell’uva da tavola. Il CREA ha puntato sullo studio di nuove uve con e senza semi, raggiungendo risultati che hanno attirato l’attenzione di operatori della produzione e della commercializzazione pugliesi e italiani, i quali per sostenere tale studi, si sono consorziati. Sono state messe a punto oggi le prime 12 nuove varietà testate nelle diverse aziende di produzione per poter meglio studiare le tecniche di produzione, il tutto con la collaborazione tecnica dei ricercatori del CREA e agronomi delle aziende Nu.Va.U.T.
Protagonisti di questo accordo: Salvatore Parlato, presidente CREA; Riccardo Velasco, direttore CREA Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia; Alessandra Gentile, vicepresidente CREA e ordinario di Colture arboree Università di Catania; Giacomo Suglia, amministratore unico Consorzio Nu.Va.U.T.; Donato Antonacci, già direttore CREA Viticoltura ed enologia – Turi (Bari)

https://www.crea.gov.it/it/rassegne-stampa/Accordo-CREA-Nu-Va-U-T-per-la-produzione-di-nuove-variet--di-uva-da-tavola-made-in-Italy 

 

http://lobiettivonline.it/accordo-consorzio-nu-va-u-t-e-crea/

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Crea e biologico

NASCE IL Progetto BIOFOSF per far fronte al problema della rilevazione di fosfiti nel biologico

.Il progetto biofosf da anni si sta occupando dell'emergenza fosfti nei prodotti biologci.

Il frequente rilevamento di fosfiti nei prodotti ortofruttcoli biologici italiani (uva da tavola, pomodori, patate, ecc.) sta comportando un notevole "danno all’immagine" del settore -

BIOFOSF
Coordinatore di progetto: ALESSANDRA TRINCHERA





Nonostante i luoghi comuni, biologico non vuol dire "assolutamente naturale", al di là delle definizioni dei prodotti che vengono utilizzati in questo tipo di agricoltura. Ricordando che, fino a non molto tempo fa, anche il glifosate era una sostanza ammessa nel biologico, interessante per uteriori spunti di ricerca è l'articolo sulla decisione spagnola del 2014 di proibire la commercializzazione del fosfito/fosfonato di potassio come concime. 


Mi auguro che le future analisi non siano dettate da quei protocolli che attestano l'assenza di sostanze nocive solo perchè la ricerca  viene fatta in modo parziale, visto il non essere esenti da conflitti di interessi.

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CREA Difesa e Certificazione potrà autorizzare novità vegetali

L’autorizzazione consentirà, sia di effettuare prove per conto del CPVO, per ottenere il titolo di protezione comunitaria di nuove varietà di tali specie, sia di utilizzare a questo scopo, i risultati delle prove descrittive effettuate dal Centro ai fini dell’iscrizione al registro nazionale, con considerevoli vantaggi economici e riduzione dei tempi per i costitutori.

che equivale a nuovi brevetti con conseguenti guadagni, il tutto senza un vero controllo a nostra tutela.

https://www.crea.gov.it/it/news/CREA-Difesa-e-Certificazione-potr--autorizzare-novit--vegetali






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IL MIPAAFT porta avanti, attraverso gli enti che ad esso fanno capo, diversi progetti, tra cui:

PROGETTO BRESOV

Il progetto BRESOV, che vede in prima linea l'Università di Catania con il suo coordinatore  Prof. Ferdinando Branca, e Itaka Croup Solution, fornitrice dell'azienda pilota di Santa Croce Camerina di "soluzioni nuove, innovative, sperimentate in labortorio e portate al mercato", si propone di migliorare la competitività di (broccoli, fagiolini e pomodoro. Il progetto è finanziato dall' Unione Eiropea con 5,96 milioni di euro per i prossimi 4 anni e coinvolge 10 paesi comuntari più Cina, Tunisa e Corea del Sud.
La Ricerca scientifica sempre più al centro delle azioni dell’Università di Catania, ormai da anni impegnata nella partecipazione dei bandi europei e della cooperazione euro-mediterraneo. Un quadro emerso nel corso della conferenza “La cooperazione internazionale per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del Programma Horizon 2020 e dell’area EuroMed”, organizzata stamattina dall’Area della Ricerca d’Ateneo nell’aula magna del Palazzo centrale. Ad aprire i lavori la prof.ssa Alessandra Gentile delegata per la Ricerca, che ha evidenziato “l’impegno dell’Università di Catania in questi ultimi anni nel rilancio della ricerca scientifica attingendo a quante più risorse possibili dai bandi regionali, nazionali ed europei” sottolineando anche “come l’ateneo sia intervenuto nel triennio 2016-2018 con il bando “Chance” per sostenere e incentivare la partecipazione ai bandi competitivi attraverso un contributo assegnato ai ricercatori valutati positivamente, ma non finanziati per mancanza di risorse con lo scopo di rafforzare la capacità progettuale, migliorare i risultati ottenuti e presentarsi con un maggiore grado di competitività ad altri bandi“. “Solo aumentando la presentazione di progetti ai bandi competitivi avremo maggiori chance di successo” ha concluso la prof.ssa Gentile. Una linea che richiede anche il “sostegno” amministrativo che il direttore generale d’Ateneo, avv. Candeloro Bellantoni, ha assicurato evidenziando che “l’amministrazione sta agevolando tutte le procedure di partecipazione ai bandi europei e dell’area euro-mediterranea perché la Ricerca internazionale è una priorità di questa Università che aspira a essere Ateneo leader nel bacino del Mediterraneo”.








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La biodiversità che garantiva piante diverse adattate ai diversi tipi di terreni rendendole meno soggette a malattie e parassiti ha dovuto cedere il passo ad un uniformarsi delle sementi per legge. Una certificazione obbigatoria che è una tutela. Si, per chi? (Vedi patate)
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ASSOSEMENTI 

 
La diversità genetica, è indispensabile per risolvere problemi agricoli

 

2012 Semi: 84 000 varietà lasciate morire a Bari



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Ultimamente stanno spuntando come funghi assocazioni e gruppi che promettono, a chi possiede semi e piante tramandate in famiglia da generazioni, di custodire questo tesoro, consegnandoglielo, e diffonderlo.
ATTENZIONE! ATTENZIONE! E ancora ATTENZIONE! 
I cloni dei vostri semi, una volta brevettati, non  saranno più i "vostri" semi, ma di proprietà di chi li ha registrati, con tutto quello che ne consegue!

Controllate chi avete davanti, accertatevi di dove e come verranno custoditi i vostri semi e, se decidete di accettare, fate in modo di avere qualcosa di scritto con valore legale che provi tutto quanto. 

Se sono paranoica vi avrò fatto perdere del tempo e rallentato una bella inziativa, ma, se non lo sono, una parte di Madre Terra sarà ancora nelle vostre mani per le generazioni future.

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Come può un ente che dimostra di puntare tutto su questa "rivoluzione agraria" fatta di ricerca genetica e brevetti, tuelare  e dare davvero le giuste conoscenze ad agricoltori ed allevatori che non vogliono per sè un'agricoltura 4.0, ma credono sia necessario un passo indietro per noi stessi e per l'ambiente? Come può essere obbiettivo e imparziale,  con tutti gli investimenti ed interessi in ballo, e fornire a quel consumatore finale, che vuole poter scegliere cosa portare a tavola, un'informazione vera?  Come può questo ente avere in mano il controllo su se stesso in due campi così diversi senza che nascano, anche in buona fede, conflitti di interesse che vanno a discapito dei nostro diritti di conoscenza e scelta?

Un tempo si ci rivolgeva alla Chiesa e ai suoi rappresentanti, detentori della verità assoluta e, complice il divieto della lettura delle Sacre Scritture, non si metteva in dubbio il delegare il potere sulla propra vita. Per chi non ubbidiva ciecamente osando dubitare e contraddire c'era il rogo.



Cambiano i tempi, cambiano gli abiti, ma l'umanità non cambia molto 

 

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E come nella favola del re è nudo, si finisce col vedere bene una rotoballa nella pubblicità del Mulino Bianco e non vedere pìù che questa innovazione ha portato a nutrire gli animali con pessimo fieno perchè se un tempo si rispettavano i tempi di taglio e  una conservazione migliore possibile, oggi, dovendo dipendere, senza alternativa, da grossi e costosi macchinari per il confezionamento e il trasporto, questo viene ritirato  anche umido, compresso nelle rotoballe e lasciato alle intemperie o ammassato malamente (quando ancora la materia prima non è stata sostituita con monocuture di erbe, meno nutrienti, ma più "lavorabili"). Micotossine e muffe a parte che entrano nell'alimentazione animale (ma tanto sono previsti trattamenti sanitari e additivi nei mangimi...), questo progresso ha portato a non poter più essere indipendenti e ad arricchire chi c'è dietro a questi macchinari. 
Ma tranquilli: ora si fa a gara per lo sviluppo di "profumi"   con cui trattare il fieno dei piccoli animali di casa e ricordarci l'odore di quello buono, sempre più raro.

ROTOBALLE peso dai 3 agli 8-10 quintali

BALLE rettangolari - fieno meno pressato - peso 20-40 kg




 



Si dice che dietro le quinte di ogni società ci siano "mostri dormienti, rossi di zanne e artigli" che non aspettano altro che uscir fuori e annientare la società con la loro cupidigia ed avarizia. I libri di storia sono pieni di esempi simili. Coloro che si muovono nelle ombre del potere spesso vedono il mondo in maniera differente rispetto al resto delle persone. Dove noi vediamo sofferenza e bisogno, loro vedono opportunità di profitto. Dove noi vediamo indivdui, loro vedono tabelle, statistiche e "masse", persone sacrificabili e che possono essere manovrate come pezzi degli scacchi. 

(VACCINI: GUIDA PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE)

 

 

 

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AGGIORNAMENTI:

MARZO 2019 

Arrestata la direttrice del Consiglio Ricerca in agricoltura


Gip, gravi irregolarità in gestione Crea. 

 




 


La risposta del Ministro Centinaio:


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ma non finisce qui...

 

 


 

 



 

 



 










 







 

 

 






29 marzo

 Quanto  tempo sprechiamo dietro ai soldi e in un attimo ti accorgi che tutto il denaro del mondo non potrebbe ridarti quello che hai perso....