sabato 6 ottobre 2018

COME AVERE FACILMENTE UNA PIANTA DI SEDANO IN CASA

Volete avere in casa una rigogliosa pianta di sedano? Niente di più semplice!
Prendete il cespo di sedano comprato al supermercato (meglio se  ben sviluppato), tagliate i vari gambi all'altezza della punta delle foglie interne (circa 7-10 cm dalla base) e mettetelo in un barattolo con dell'acqua.
Ora non vi rimane che aspettare un po' di giorni avendo cura che riceva abbondante luce naturale e che il sedano non assorba tutta l'acqua.

Quando le piccole radici hanno raggiunto almeno 2-3 cm, e, personalmente, aggiungo in fase di luna crescente, è ora di mettere la nuova pianta nel suo vaso. Poichè il sedano non è decorativo ma alimentare, abbiate cura di utilizzare una terra priva di sostanze tossiche.
                                  

Per i primi tempi bisogna bagnare frequentemente in modo che la terra rimanga sempre umida.  
I risultati non tarderanno a farsi vedere e la vostra pianta di sedano comincerà a crescere.


P.S.
Questo procedimento funziona anche con altre verdure

martedì 25 settembre 2018

CIBO, AMBIENTE E SALUTE: dove la nostra conoscenza II

  il Crea, sempre più, si pone come unico riferimento scientifco, di informazione ed orientamento.

L'antica saggezza popolare ci insegna di "non chiedere mai all'oste se il suo vino e buono" e noi siamo sicuri che questo "monopolio a 360°" sia positivo? Siamo sicuri che, nonostante l'ingente investimento in ricerca e sviluppo per un'agricoltura sempre più intensiva ed industrializzata, la formazione, l'informazione e l'orientamento degli operatori del settore siano realmente obbiettivi?

 

Ricordate il gran parlare di grano di un paio di anni fa?

  

OTTOBRE 2018

Studio CREA pubblicato su "Scientific Reports": le varietà antiche e moderne di grano duro hanno la stessa capacità simbiotica di assorbire nutrienti dal suolo. 

Poco importa il significato di “capacità simbiotica”.
Poco importa che gli studi su una pianta condotti in laboratorio non hanno molto a che fare con la realtà fatta di tante variabili e dalla composizione diversa dei terreni a seconda della zona (al di là dei protocolli di ricerca).
Poco importa tutto questo: la notizia viene lanciata dal Crea, ripresa dall'Ansa e riportata da media e social, seguendo l'iter dell'informazione fatta di titoli o poco più.

 

 

Mentre si continua a sorvolare sulla coincidenza dell'incremento di intolleranze al glutine con l'introduzione di nuovi grani che, per caratteristiche e contenuto, rispondono alle esigenze della coltura intensiva e dell'industria, concentrando investimenti sui prodotti del redditizio mondo gluten free, il Crea sta portando avanti studi che giustifichino ed avvallino queste scelte.

 

"Un team di ricercatori del CREA, del centro di Cerealicoltura e Colture industriali, ha studiato l’interazione fra 4 importanti fattori della panificazione (genotipo di frumento, tecnica di macinazione, agente lievitante e tipo di cottura) e le proprietà chimiche, fisiche e organolettiche del pane, precisandone il ruolo nel determinare sapore ed odore. Ne è emerso che ciò che influenza in maniera decisiva il prodotto finale è il tipo di macinazione (pietra piuttosto che cilindri), seguita dagli altri fattori (varietà impiegata, tipo di lievitazione, cottura). Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il genotipo grano antico o grano moderno risulta apprezzabile solo nel determinare l'aspetto e la consistenza della crosta e della mollica. L’agente lievitante (lievito di birra o pasta madre) ha effetto principale sull'alveolatura e sull'odore, mentre la cottura (forno a legna o a gas) ha un ruolo marginale. Sono, quindi, le tecniche di lavorazione della granella e degli impasti a rendere di fatto il pane veramente profumato e gustoso. In tal modo, lo studio CREA, pubblicato sui Scientific Report di Nature, destituisce di fondamento la convinzione che il pane di grani antichi, rispetto a quello di grani moderni, abbia un sapore o un odore migliore."

 - CREA unico partecipante italiano alla ricerca internazionale sul grano durata 13 anni e appena pubblicata su “Science”. In Italia il grano tenero è una importante coltura con profonde radici storiche. ... il miglioramento genetico del frumento tenero è stato per molti decenni una priorità per la ricerca e l’industria sementiera italiana. Negli ultimi anni, tuttavia, abbiamo assistito ad una forte perdita di competitività nel settore del frumento tenero in Italia e nel 2018, stando agli ultimi dati, la produzione nazionale ed europea ha subito una forte riduzione a causa del clima sfavorevole, conseguenza dei cambiamenti climatici globali. “Le nuove conoscenze sul genoma del frumento tenero ed il fatto che il CREA sia parte di questa iniziativa – afferma Luigi Cattivelli, coordinatore CREA dello studio - possono fornire l’occasione per rivitalizzare il comparto tramite collaborazioni pubblico-private che consentano di trasferire le più avanzate conoscenze genomiche in nuove varietà resistenti alle malattie, più efficienti nell’uso delle risorse e più produttive. Un’azione indispensabile per un’agricoltura nazionale sostenibile capace di produrre alimenti di qualità”-

 

"Il pane con grani antichi è davvero migliore? Secondo uno studio delCrea si tratta di una convinzione senza fondamento"

https://www.crea.gov.it/it/comunicati-stampa/BUONO-COME-IL-PANE--OPPURE-NO--

- GRANI ANTICHI E CELIACHIA: STUDIO CREA, UNIMORE E UNIPARMA - È proprio vero che i grani antichi sono meno tossici dei moderni per i celiaci? E che hanno livelli più alti di carboidrati potenzialmente prebiotici (amido resistente e fibre)? L’incremento dei casi di celiachia può essere, quindi, una conseguenza del miglioramento genetico condotto nel secolo scorso? Lo studio Per dare risposte scientificamente valide a queste domande, un team di ricercatori del CREA Cerealicoltura e Colture industriali (sede di Foggia), delle Università di Modena e Reggio Emilia e di Parma, all’interno del progetto “Antiche varietà di frumento duro e salute: valorizzazione della filiera pastaria, claim salutistici ed etichettatura nella cornice normativa interna e sovranazionale”, finanziato dal Fondo di Ateneo dell'Università di Modena e Reggio Emilia per la Ricerca 2015, ha confrontato 9 grani antichi, diffusi maggiormente nel Sud Italia e nelle Isole dagli inizi del 1900 fino al 1960 (e considerati ormai obsoleti), con 3 grani moderni, sia per quanto riguarda la celiachia sia per il contenuto di amido resistente. Lo studio è stato appena pubblicato sulla rivista Food Research International. La sperimentazione I campioni paragonati sono stati coltivati e raccolti presso il CREA nelle stesse condizioni sperimentali di campo, per poi essere macinati. Lo sfarinato integrale così ottenuto è stato sottoposto a digestione in vitro dall’Università di Modena e Reggio Emilia. I peptidi (ossia i frammenti di proteine) che ne sono derivati - in particolare quelli responsabili della risposta immunitaria che caratterizza la celiachia - sono stati analizzati, dall’Università di Parma, mediante cromatografia accoppiata alla massa (UPLC/ESI-MS), una tecnica che permette, appunto, di separare, identificare e quantificare i peptidi. Per quanto riguarda le componenti prebiotiche, in particolare per l’amido resistente, sulla base di uno screening iniziale effettuato su ciascun campione macinato, il CREA ha selezionato un grano antico ed uno moderno, caratterizzati da valori contrastanti per quantità di fibra e/o amido resistente, ed è stata prodotta la pasta da ciascuno di essi, a diverse condizioni di essiccamento. Su ogni tipologia di pasta così ottenuta è stato valutato dal gruppo dell’università di Reggio Emilia l’amido resistente, prima e dopo la cottura. I risultati Partendo dal presupposto che nessun celiaco possa assumere prodotti derivanti da grano, segale, farro, orzo e avena, dallo studio è emerso che i grani antichi sono caratterizzati da una maggiore componente proteica e rilasciano una maggiore quantità di peptidi scatenanti la celiachia rispetto ai moderni. Per cui, anch’essi devono essere esclusi dalla dieta dei celiaci. In aggiunta, nessuna differenza sostanziale è stata riscontrata per quanto riguarda il contenuto di amido resistente dopo la cottura della pasta, quindi non sembra esserci un potenziale prebiotico in più nei grani antichi. “Sebbene l’indagine sia stata condotta su un numero limitato di genotipi – afferma Donatella Ficco coordinatore del team CREA - rappresenta un importante contributo di conoscenza su un argomento molto dibattuto, su cui il consumatore fa fatica a distinguere la moda dalla scienza e in cui spesso, purtroppo, la disinformazione regna sovrana, a danno del portafoglio e della salute”-  

 

 MA E' DAVVERO COSI'?

Grano - puntata report 30/10/2017  Da dove viene il grano con cui è fatto il nostro piatto di pasta? Siamo andati a vedere in Canada, che è il primo produttore mondiale di grano duro e il paese da cui l’Italia importa ogni anno un milione di tonnellate. Lì le spighe sono coltivate con largo uso di glifosato, il diserbante più diffuso al mondo. Il glifosato, secondo lo Iarc, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro è un probabile cancerogeno

 

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Antichi Grani di Sicilia combattono la celiachia - 2016

Siamo noi - L'albero del bene comune: Giuseppe Li Rosi, agricoltore “Terre " -2016  https://www.youtube.com/watch?v=a6Y1g7xQC_8

SIMENZA  https://simenza.it/

 

 




La SIS – società bolognese che è diventata ‘proprietaria’della varietà di grano duro Senatore Cappelli fa valere i propri ‘diritti’. Racconta Ettore Pottino, agricoltore, presidente di Confagricoltura Sicilia: “Se vuoi coltivare il grano duro Senatore Cappelli devi fare un contratto con la SIS. E sei obbligato a dargli tutta la produzione. Altrimenti ti impediscono di venderla. Non solo. Per poter avere un contratto con questi signori devi essere socio della Coldiretti, sennò nient


e non si possono certo ignorare i fatti di cronaca, più collegati di quanto di quanto si pensi




http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/9/23/TRE-SORELLE-CONTRO-LA-MAFIA-Video-Palermo-i-boss-mandavano-le-vacche-sacre-a-mangiarci-il-raccolto/783834

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Altro prodotto principe italiano è l'uva  e il CREA è in prima linea con nuove varietà, sempre frutto di brevetti

Accordo CREA-Nu.Va.U.T per la produzione di nuove varietà di uva da tavola



Nu.Va.U.T.è il primo consorzio italiano di aziende che investe nella ricerca pubblica e in particolare nel settore dell’uva da tavola. Il CREA ha puntato sullo studio di nuove uve con e senza semi, raggiungendo risultati che hanno attirato l’attenzione di operatori della produzione e della commercializzazione pugliesi e italiani, i quali per sostenere tale studi, si sono consorziati. Sono state messe a punto oggi le prime 12 nuove varietà testate nelle diverse aziende di produzione per poter meglio studiare le tecniche di produzione, il tutto con la collaborazione tecnica dei ricercatori del CREA e agronomi delle aziende Nu.Va.U.T.
Protagonisti di questo accordo: Salvatore Parlato, presidente CREA; Riccardo Velasco, direttore CREA Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia; Alessandra Gentile, vicepresidente CREA e ordinario di Colture arboree Università di Catania; Giacomo Suglia, amministratore unico Consorzio Nu.Va.U.T.; Donato Antonacci, già direttore CREA Viticoltura ed enologia – Turi (Bari)

https://www.crea.gov.it/it/rassegne-stampa/Accordo-CREA-Nu-Va-U-T-per-la-produzione-di-nuove-variet--di-uva-da-tavola-made-in-Italy 

 

http://lobiettivonline.it/accordo-consorzio-nu-va-u-t-e-crea/

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Crea e biologico

NASCE IL Progetto BIOFOSF per far fronte al problema della rilevazione di fosfiti nel biologico

.Il progetto biofosf da anni si sta occupando dell'emergenza fosfti nei prodotti biologci.

Il frequente rilevamento di fosfiti nei prodotti ortofruttcoli biologici italiani (uva da tavola, pomodori, patate, ecc.) sta comportando un notevole "danno all’immagine" del settore -

BIOFOSF
Coordinatore di progetto: ALESSANDRA TRINCHERA





Nonostante i luoghi comuni, biologico non vuol dire "assolutamente naturale", al di là delle definizioni dei prodotti che vengono utilizzati in questo tipo di agricoltura. Ricordando che, fino a non molto tempo fa, anche il glifosate era una sostanza ammessa nel biologico, interessante per uteriori spunti di ricerca è l'articolo sulla decisione spagnola del 2014 di proibire la commercializzazione del fosfito/fosfonato di potassio come concime. 


Mi auguro che le future analisi non siano dettate da quei protocolli che attestano l'assenza di sostanze nocive solo perchè la ricerca  viene fatta in modo parziale, visto il non essere esenti da conflitti di interessi.

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CREA Difesa e Certificazione potrà autorizzare novità vegetali

L’autorizzazione consentirà, sia di effettuare prove per conto del CPVO, per ottenere il titolo di protezione comunitaria di nuove varietà di tali specie, sia di utilizzare a questo scopo, i risultati delle prove descrittive effettuate dal Centro ai fini dell’iscrizione al registro nazionale, con considerevoli vantaggi economici e riduzione dei tempi per i costitutori.

che equivale a nuovi brevetti con conseguenti guadagni, il tutto senza un vero controllo a nostra tutela.

https://www.crea.gov.it/it/news/CREA-Difesa-e-Certificazione-potr--autorizzare-novit--vegetali






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IL MIPAAFT porta avanti, attraverso gli enti che ad esso fanno capo, diversi progetti, tra cui:

PROGETTO BRESOV

Il progetto BRESOV, che vede in prima linea l'Università di Catania con il suo coordinatore  Prof. Ferdinando Branca, e Itaka Croup Solution, fornitrice dell'azienda pilota di Santa Croce Camerina di "soluzioni nuove, innovative, sperimentate in labortorio e portate al mercato", si propone di migliorare la competitività di (broccoli, fagiolini e pomodoro. Il progetto è finanziato dall' Unione Eiropea con 5,96 milioni di euro per i prossimi 4 anni e coinvolge 10 paesi comuntari più Cina, Tunisa e Corea del Sud.
La Ricerca scientifica sempre più al centro delle azioni dell’Università di Catania, ormai da anni impegnata nella partecipazione dei bandi europei e della cooperazione euro-mediterraneo. Un quadro emerso nel corso della conferenza “La cooperazione internazionale per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del Programma Horizon 2020 e dell’area EuroMed”, organizzata stamattina dall’Area della Ricerca d’Ateneo nell’aula magna del Palazzo centrale. Ad aprire i lavori la prof.ssa Alessandra Gentile delegata per la Ricerca, che ha evidenziato “l’impegno dell’Università di Catania in questi ultimi anni nel rilancio della ricerca scientifica attingendo a quante più risorse possibili dai bandi regionali, nazionali ed europei” sottolineando anche “come l’ateneo sia intervenuto nel triennio 2016-2018 con il bando “Chance” per sostenere e incentivare la partecipazione ai bandi competitivi attraverso un contributo assegnato ai ricercatori valutati positivamente, ma non finanziati per mancanza di risorse con lo scopo di rafforzare la capacità progettuale, migliorare i risultati ottenuti e presentarsi con un maggiore grado di competitività ad altri bandi“. “Solo aumentando la presentazione di progetti ai bandi competitivi avremo maggiori chance di successo” ha concluso la prof.ssa Gentile. Una linea che richiede anche il “sostegno” amministrativo che il direttore generale d’Ateneo, avv. Candeloro Bellantoni, ha assicurato evidenziando che “l’amministrazione sta agevolando tutte le procedure di partecipazione ai bandi europei e dell’area euro-mediterranea perché la Ricerca internazionale è una priorità di questa Università che aspira a essere Ateneo leader nel bacino del Mediterraneo”.








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La biodiversità che garantiva piante diverse adattate ai diversi tipi di terreni rendendole meno soggette a malattie e parassiti ha dovuto cedere il passo ad un uniformarsi delle sementi per legge. Una certificazione obbigatoria che è una tutela. Si, per chi? (Vedi patate)
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ASSOSEMENTI 

 
La diversità genetica, è indispensabile per risolvere problemi agricoli

 

2012 Semi: 84 000 varietà lasciate morire a Bari



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Ultimamente stanno spuntando come funghi assocazioni e gruppi che promettono, a chi possiede semi e piante tramandate in famiglia da generazioni, di custodire questo tesoro, consegnandoglielo, e diffonderlo.
ATTENZIONE! ATTENZIONE! E ancora ATTENZIONE! 
I cloni dei vostri semi, una volta brevettati, non  saranno più i "vostri" semi, ma di proprietà di chi li ha registrati, con tutto quello che ne consegue!

Controllate chi avete davanti, accertatevi di dove e come verranno custoditi i vostri semi e, se decidete di accettare, fate in modo di avere qualcosa di scritto con valore legale che provi tutto quanto. 

Se sono paranoica vi avrò fatto perdere del tempo e rallentato una bella inziativa, ma, se non lo sono, una parte di Madre Terra sarà ancora nelle vostre mani per le generazioni future.

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Come può un ente che dimostra di puntare tutto su questa "rivoluzione agraria" fatta di ricerca genetica e brevetti, tuelare  e dare davvero le giuste conoscenze ad agricoltori ed allevatori che non vogliono per sè un'agricoltura 4.0, ma credono sia necessario un passo indietro per noi stessi e per l'ambiente? Come può essere obbiettivo e imparziale,  con tutti gli investimenti ed interessi in ballo, e fornire a quel consumatore finale, che vuole poter scegliere cosa portare a tavola, un'informazione vera?  Come può questo ente avere in mano il controllo su se stesso in due campi così diversi senza che nascano, anche in buona fede, conflitti di interesse che vanno a discapito dei nostro diritti di conoscenza e scelta?

Un tempo si ci rivolgeva alla Chiesa e ai suoi rappresentanti, detentori della verità assoluta e, complice il divieto della lettura delle Sacre Scritture, non si metteva in dubbio il delegare il potere sulla propra vita. Per chi non ubbidiva ciecamente osando dubitare e contraddire c'era il rogo.



Cambiano i tempi, cambiano gli abiti, ma l'umanità non cambia molto 

 

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E come nella favola del re è nudo, si finisce col vedere bene una rotoballa nella pubblicità del Mulino Bianco e non vedere pìù che questa innovazione ha portato a nutrire gli animali con pessimo fieno perchè se un tempo si rispettavano i tempi di taglio e  una conservazione migliore possibile, oggi, dovendo dipendere, senza alternativa, da grossi e costosi macchinari per il confezionamento e il trasporto, questo viene ritirato  anche umido, compresso nelle rotoballe e lasciato alle intemperie o ammassato malamente (quando ancora la materia prima non è stata sostituita con monocuture di erbe, meno nutrienti, ma più "lavorabili"). Micotossine e muffe a parte che entrano nell'alimentazione animale (ma tanto sono previsti trattamenti sanitari e additivi nei mangimi...), questo progresso ha portato a non poter più essere indipendenti e ad arricchire chi c'è dietro a questi macchinari. 
Ma tranquilli: ora si fa a gara per lo sviluppo di "profumi"   con cui trattare il fieno dei piccoli animali di casa e ricordarci l'odore di quello buono, sempre più raro.

ROTOBALLE peso dai 3 agli 8-10 quintali

BALLE rettangolari - fieno meno pressato - peso 20-40 kg




 



Si dice che dietro le quinte di ogni società ci siano "mostri dormienti, rossi di zanne e artigli" che non aspettano altro che uscir fuori e annientare la società con la loro cupidigia ed avarizia. I libri di storia sono pieni di esempi simili. Coloro che si muovono nelle ombre del potere spesso vedono il mondo in maniera differente rispetto al resto delle persone. Dove noi vediamo sofferenza e bisogno, loro vedono opportunità di profitto. Dove noi vediamo indivdui, loro vedono tabelle, statistiche e "masse", persone sacrificabili e che possono essere manovrate come pezzi degli scacchi. 

(VACCINI: GUIDA PER UNA SCELTA CONSAPEVOLE)

 

 

 

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AGGIORNAMENTI:

MARZO 2019 

Arrestata la direttrice del Consiglio Ricerca in agricoltura


Gip, gravi irregolarità in gestione Crea. 

 




 


La risposta del Ministro Centinaio:


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ma non finisce qui...

 

 


 

 



 

 



 










 







 

 

 






domenica 26 agosto 2018

MIGRANTI: ACCOGLIENZA O BUSINESS?

nave Diciotti - (tg24.sky.it)

Diciotti, Matteo Salvini è indagato


I reati contestati: sequestro di persona, abuso d'ufficio e arresto illegale 


Diciotti, Matteo Salvini è indagato


Mai come in questo periodo si rischia di essere accusati e doversi difendersi se non si segue la scia tracciata da media e social dove regnano haters e troll. So bene che non sarò immune nemmeno io a tutto questo, ma lascio il gioco al massacro a chi vorrà farlo.

Ho deciso di scrivere questo post non per difendere l'operato del ministro Salvini o per divulgare l'esperienza che non ho su un fenomeno tanto grande e complicato, un fenomeno che coinvolge aspetti umanitari, politici ed economici (il dittatore Marcos, con la legge promulgata nel '74 per arricchire le casse statali favorendo l'immigrazione, era solo un principiante)
Ho deciso di scrivere questo post solo per dare una piccola "spolverata" alla memoria  di una fastidiosa ipocrisia,

A seguire un piccolo campione di notizie che non hanno avuto tanto risalto nè la schiera di paladini dei diritti umani che spero si batterà sempre contro le ingiustizie per rendere migliore il nostro Paese.  

Cooperative, società nate per l'occasione, ma anche colossi industriali del Nord e multinazionali: ecco chi c'è dietro ai Cara, le strutture dove finiscono i migranti in attesa di asilo. Alcune sono vere e proprie bombe a orologeria, ma nessuno sembra farci caso


La torta degli appalti per gestire i 179.000 migranti presenti nei vari centri di accoglienza vale 4 miliardi e fa gola a tanti. E se a fare rumore sono le inchieste che riguardano i grandi centri come Mineo (un appalto da 97 milioni di euro) e Crotone che attirano le mire del crimine organizzato, anche nei centri più piccoli gli scandali sono all'ordine del giorno. Sono i «Cas», centri di accoglienza straordinari, il cui nome rivela il perenne approccio emergenziale che favorisce le scorciatoie nella scelta di gestori improvvisati ma con buone connessioni politiche. L'80 per cento di chi sbarca passa per questi centri. Il Giornale ha raccontato alcuni di questi casi nel volume Immigrazione Spa, altri sono stati svelati da Mario Giordano in Profugopoli. Ma non è cambiato nulla. Basta scorrere le cronache degli ultimi mesi. Quanta indignazione suscitò la protesta degli abitanti del borgo di Conetta, 190 abitanti nel Padovano, contro il centro che ospitava 1.300 migranti. Poi sono arrivate le inchieste: una sui conti milionari della coop Ecofficina che gestisce l'ex caserma e un'altra su maltrattamenti denunciati dagli stessi profughi. Casi tutt'altro che isolati: ad aprile nel beneventano due centri sono stati posto sotto sequestro perché per vincere l'appalto avevano presentato una falsa documentazione di agibilità delle strutture. Risale invece al 2016 il sequestro di altri sette strutture nell'Avellinese: anche qui i servizi forniti dai gestori, la coop «In Opera» erano ben diversi, e ovviamente di livello inferiore, a quelli pattuiti e pagati con denaro pubblico. A Siracusa invece si è mossa la Finanza ed è saltata fuori l'accusa di evasione fiscale per 4,5 milioni di euro ai danni di un consorzio locale a cui partecipavano alcuni dei nomi noti già da mafia capitale. E pensare che ancora c'è chi storce il naso davanti a denunce come quelle pronunciate dal procuratore capo di Catania Carmelo Zuccaro («C'è una massa di denaro destinata all'accoglienza dei migranti che attira gli interessi delle organizzazioni mafiose») e lo accusa di generalizzare, come se il malaffare in questo settore fosse l'eccezione. La storia di Pasquale Cirella, narrata in Profugopoli, spiega bene quanto gola possa fare questo affare. Cirella, installatore di impianti idraulici del napoletano, converte l'attività in ospitalità per i migranti. E il suo fatturato in pochi anni passa da 44.000 euro a 5,5 milioni, moltiplicandosi per 126 volte. Per fortuna anche nel settore c'è chi non chiude gli occhi come il presidente di Concooperative Veneto Ugo Campagnaro: «Ci sono Prefetture che affidano quote ingenti di persone e relativi appalti a chiunque sia disposto ad accollarsele in cambio di un profitto».


 PER NON DIMENTICARE;

SIENA - La Guardia di Finanza, su segnalazione della Prefettura senese, ha arrestato un uomo e denunciato altre tre persone ritenute al centro di un’organizzazione che turbava la regolarità degli appalti indetti per la gestione dell’accoglienza degli immigrati presso i centri di Monticiano e Sovicille. Secondo la Procura di Siena, la turbativa sarebbe avvenuta negli anni 2015-2018, con un guadagno di circa 600 mila euro, risorse in realtà destinate al sostentamento dei rifugiati. Tra le persone denunciate ci sarebbe anche un sacerdote della diocesi di Grosseto


CATANIA - minori migranti non accompagnati, portati in strutture fatiscenti e prive di autorizzazioni. Dall’altra alcuni dipendenti delle amministrazioni comunali coinvolte dell’accoglienza e uno, in particolare, del Comune di Catania, che avrebbe affidato i giovanissimi alle comunità gestite da Giovanni e Mario Pellizzeri, padre e figlio che pure non avrebbero potuto ospitarli. Giovanni Pellizzeri (Mascali, 25/09/1961) è finito agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione, falso in atto pubblico e maltrattamenti. Mario Pellizzeri (Giarre, 04/09/1988) è ai domiciliari anche lui, con le accuse di corruzione e maltrattamenti.


RAGUSA -accoglienza intascavano contributi destinati ai migranti, chiesto processo per dieci:  utilizzavano carte di credito personali canalizzate su conti correnti intestati alla cooperativa al centro dell'indagine con cui pagavano polizze vita e anche l'acquisto di un agriturismo. 


COSENZA - Un sistema di vero e proprio caporalato, ma anche una truffa ai danni delle istituzioni, emerge dall'inchiesta della Procura della Repubblica di Cosenza, che ha affidato ai carabinieri l'esecuzione di 14 misure cautelari eseguite stamane ed emesse dal Giudice per le indagini preliminari di Cosenza, Salvatore Carpino, su richiesta della Procura della Repubblica.Due le persone finite in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 8 sottoposte a obbligo di dimora. Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d'ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche i reati contestati a vario titolo.


BENEVENTO - un sistema criminale che faceva affari sulle assegnazioni pilotate dei migranti, lucrando sul sovraffollamento dei centri e sulla falsa attestazione di presenze degli ospiti, il tutto con la connivenza di alcuni pubblici dipendenti: Polizia di Stato di Benevento e Carabinieri del Nas stanno eseguendo l’arresto di 5 persone, tra cui un imprenditore, un funzionario pubblico, un impiegato del ministero della Giustizia e un appartenente alle forze dell’ordine. Le indagini hanno fatto luce su comportamenti illeciti riguardo la gestione di centri di accoglienza per migranti (si tratta di 13 centri con circa 800 richiedenti asilo). Le accuse mosse a vario titolo sono le seguenti: truffa ai danni dello Stato per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode in pubbliche forniture, corruzione e rivelazione di segreti d’ufficio


CARPINETO - Dopo l’in­chie­sta gior­na­li­sti­ca pub­bli­ca­ta ad ini­zio no­vem­bre sui pre­sun­ti abu­si nel Cen­tro di Ac­co­glien­za Straor­di­na­ria di Car­pi­ne­to, Gio­ca­mon­do de­nun­cia Mel­ting Pot. Che, però, ri­lan­cia con un nuo­vo det­ta­glia­to ar­ti­co­lo, cor­re­da­to da una se­rie di foto. Il tut­to nel­l’im­ba­raz­zan­te si­len­zio del­le isti­tu­zio­ni 


BERGAMO   - padre Antonio Zanotti, 71 anni, fondatore della comunità Oasi 7 per profughi e minori in difficoltà. Solo che, secondo l'accusa, quei minori il frate se li sarebbe portati a letto. L'allarme arriva dal Corriere, che riferisce di una denuncia in Vaticano e alla Procura di Roma. Si parla anche di foto e filmini a luci rosse con minori. Come se non bastasse, nella vicenda - che è al vaglio della Magistratura e deve dunque essere provata - pesa il fatto che per l'accoglienza di quei minori stranieri al religioso di Antegnate (BG) l'anno scorso sono stati versati contributi per 8 milioni di euro. Ma, scrive La Verità, "il sospetto è che con i soldi dei cittadini italiani, destinati alla famosa accoglienza, padre Zanotti avrebbe condotto una vita lussuosa e lussuriosa".


CASTELFIORENTINO - migranti picchiati nel centro d'accoglienza: colpiti con un manico di scopa dal gestore perché uno di loro avrebbe contravvenuto a regole della struttura e l'altro perché stava riprendendo col telefonino, in video, la 'punizione'“ 


FIRENZE - Cibo avariato o scaduto nelle dispense, e insufficiente per sfamare tutti. Bagni mai disinfettati, asciugamani cambiati ogni due mesi, camere sovraffollate con posti letto in più rispetto a quelli che la struttura poteva ospitare.








2016 INCHIESTA CARA DI  FOGGIA
Cara di Foggia, quell'inferno ci costa 11 milioni di euro all'anno Dormitori stracolmi, con 1414 richiedenti asilo registrati. Condizioni disumane, eppure la coop cattolica "Senis Hospes" incassa quasi un milione al mese. Dopo la pubblicazione del reportage e l'intervento di Eugenio Scalfari, il ministro Alfano (governo Renzi) apre un'inchiesta

2017







Inchiesta de Le Iene sui minori migranti non accompagnati

Il dramma dei minori migranti

Che cosa succede ai ragazzi che arrivano in Italia senza un adulto o un parente e non trovano posto nelle strutture di accoglienza? 


La denuncia di Oxfam: "Ogni giorno 28 minori migranti scomparsi in Italia"


L'Europol ha purtroppo confermato che ci sono molte organizzazioni criminali dietro ai viaggi della speranza di questi rifugiati che vengono poi presi e portati via per affari illeciti. Si parla di trafficanti di schiavi. Nel 2016 abbiamo ancora a che fare con la parola schiavo ed è terribile. Si parla di traffico sessuale. Bambini che volevano solo trovare amore che incontrano invece aguzzini. Era prevedibile che sulla via di così grossi flussi di persone e denaro per far fronte alle emergenze, si potessero nascondere gang criminali, ma l'Europa deve stare più attenta. A volte i bambini che arrivano da soli ci mettono, nella migliore delle ipotesi, circa 7 mesi per poter rivedere la propria famiglia. A volte sono gli stessi bambini che tentano la fuga per non farsi rimandare a casa, dove c'è la guerra. Altre volte invece, i parenti si scambiano i figli senza avvertire le autorità o più semplicemente prendono nel loro nucleo figli di amici per dar loro una nuova famiglia.



 Il 2016 è stato l'anno record di minori stranieri non accompagnati sbarcati in Italia: 25.772. Crescono i numeri ma cambia anche il profilo: sono sempre più giovani e sempre più le ragazze, legate verosimilmente alla tratta di esseri umani.

Migranti, i costi dell’accoglienza: 35 euro al giorno (45 per i minori)

 

Tristissima la situazione di chi si trova, suo malgrado, in mezzo a diatribe che spesso e volentieri, anche dove regna la buona fede, finiscono col far perdere di vista le singole persone. 

Amara la constatazione che nessuno ha messo sul tavolo quale sarebbero stati la meta e il futuro di questi profughi se non ci fosse stato tanto clamore. 

 

 

P.S.

Stando a quanto riportato dai media, le persone al centro di questa vicenda sono di origine eritrea. 

2015 

Negli anni settanta in Eritrea Negli anni Settanta scoppia una guerra civile.Da allora Le violenze e la fame sono le molle che muovono le persone a scappare. Scappano da un futuro senza futuro. Il governo eritreo che nega tutte le libertà civili e ogni libertà di espressione.  


2018

Domenica 8 luglio ’Etiopia e l’Eritrea hanno dichiarato, lunedì 9 luglio, che lo “stato di guerra” tra i due Paesi è finito e hanno convenuto di aprire le ambasciate, sviluppare i porti e riprendere i voli, segni concreti di un avvicinamento che va avanti da inizio giugno e mette fine a circa 20 anni di impasse politica e militare. 

 

 

 

una spolverata alla memoria...





Il naufragio della Katër i Radës, noto anche come tragedia di Otranto o tragedia del venerdì santo del 1997, è stato un sinistro marittimo avvenuto il 28 marzo 1997 all'omonima motovedetta albanese (in italiano: Quattro in Rada[1]). La nave, carica di circa 120 profughi in fuga dall'Albania in rivolta, entrò in collisione nel canale d'Otranto con la corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana, che ne contrastava il tentativo di approdo sulla costa italiana. Nel conseguente affondamento perirono 81 persone di cui si riuscì a recuperare il corpo[2] e, si stima, tra 27[3] e 24 persone mai ritrovate.[2] I superstiti furono 34.[4] La sciagura sollevò interrogativi su quanto possa estendersi il potere che uno Stato può esercitare per proteggersi dall'ingresso di persone non autorizzate: furono presentate argomentazioni secondo cui uno Stato deve limitare le azioni coercitive sproporzionate rispetto al rischio di ingresso non autorizzato. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati criticò il blocco navale ordinato dal governo Prodi in quanto illegale, essendo stato istituito unicamente attraverso un accordo intergovernativo con l'Albania.





29 marzo

 Quanto  tempo sprechiamo dietro ai soldi e in un attimo ti accorgi che tutto il denaro del mondo non potrebbe ridarti quello che hai perso....